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Rottamazione, accertamento in chiaro sul sito delle Entrate

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è presente da ieri una nuova sezione che illustra la nuova procedura di definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento prevista dall’art. 2 del Decreto Fiscale entrato in vigore lo scorso 24 ottobre. 

 

Qui sono individuati gli atti definibili con la nuova rottamazione, e precisamente:

  • gli inviti al contraddittorio in cui sono stati quantificati i maggiori tributi ed eventuali contributi notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 e per i quali, alla stessa data, non sia stato già notificato il relativo avviso di accertamento o sottoscritto e perfezionato l’accertamento con adesione;
  • gli accertamenti con adesione sottoscritti fino al 24 ottobre 2018 ma non ancora perfezionati, vale a dire quelli per i quali, alla predetta data non è stato effettuato il versamento e non sono ancora decorsi i 20 giorni previsti per il perfezionamento;
  • gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 non impugnati ed ancora impugnabili alla stessa data e rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 15 D.Lgs. n. 218/1997, che disciplina l’acquiescenza agevolata del contribuente agli avvisi di accertamento e di liquidazione;
  • gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati di cui ai commi da 421 a 423 dell’art. 1 L. n. 311/2004, notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018, sempreché non si siano resi definitivi e non siano stati impugnati alla stessa data.

Secondo le indicazioni delle Entrate, sono, invece, esclusi:

  • gli inviti al contraddittorio;
  • gli avvisi di accertamento;
  • gli atti di adesione emessi nell’ambito della voluntary disclosure (sia la prima che la seconda edizione) e gli eventuali atti emessi a seguito del mancato perfezionamento della stessa;
  • gli atti definiti con altre modalità oppure impugnati con ricorso, soggetto o meno al procedimento di mediazione, fino al 24 ottobre 2018 o anche successivamente; la controversia tributaria pendente potrà essere definita in base alle disposizioni di cui all’art. 6 dello stesso Decreto Fiscale.

Inoltre, chiariscono dalle Entrate, il contribuente che intende avvalersi di questa forma di definizione non può proporre dal 24 ottobre 2018 altre istanze con essa incompatibili, come per esempio l’istanza di accertamento con adesione.

 

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