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R&S, il bonus svanisce se non è ceduto insieme al ramo d'azienda

Il credito per le attività di ricerca e sviluppo, che non viene trasferito nell’ambito della cessione del ramo d’azienda che lo ha generato, è perso. Il fruitore del bonus coincide, infatti, con l’effettivo beneficiario dell’agevolazione, ossia con colui che effettivamente ha sostenuto la spesa. È quanto emerge dalla Risposta n. 72 pubblicata lo scorso 8 marzo dall'Agenzia delle Entrate.

 

Il caso

L'istante, a seguito della riduzione della propria attività d’impresa, ha dovuto cedere il ramo di azienda relativo a punto vendita, comprensivo del magazzino dei prodotti finiti unitamente ai contratti commerciali di distribuzione dei prodotti con l’estero. Il credito di imposta per ricerca e sviluppo non è stato ricompreso nel perimetro del ramo d’azienda e, quindi, è rimasto nella disponibilità dell’istante che, con l'interpello, chiede alle Entrate  se può cederlo ad altra società di capitali.

 

Le indicazioni delle Entrate

La risposta dell'Amministrazione finanziaria al quesito è negativa: il credito, non potendo essere chiesto a rimborso, non può essere ceduto ai sensi dell’art. 43-bis D.P.R. 602/1973 né  ex art. 1260 c.c.

 

Il fruitore del credito da ricerca e sviluppo coincide - si legge nella Risposta - con l’effettivo beneficiario dell’agevolazione, ossia con colui che effettivamente ha sostenuto la spesa (…) Il trasferimento della titolarità è, infatti, ammissibile unicamente nei casi in cui specifiche norme giuridiche prevedono, al verificarsi dell'operazione, una confusione di diritti e obblighi dei diversi soggetti giuridici interessati; ad esempio, nei casi di fusione (cfr. Circolare del 9 maggio 2002, n. 38/E), successione per decesso dell'imprenditore individuale (cfr. Risoluzione del 26 giugno 2003, n. 140/E), scissione (cfr. Risoluzione del 30 giugno 2003, n. 143/E). Ugualmente i crediti di tal natura possono essere trasferiti nell’ambito della cessione del ramo d’azienda che lo ha generato (…) l’istante all’atto della cessione del ramo d’azienda ha scelto di non avvalersi di tale facoltà, con la conseguenza che il credito rimasto nella sua disponibilità non può ora essere ceduto a terzi”.

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