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Ruffini: l’Agenzia deve stare dalla parte di chi lavora e produce

Porsi come interlocutore o controparte credibile e affidabile. Smussare gli angoli di una legislazione estremamente stratificata e non sempre coordinata, mediante istruzioni chiare, imparziali e tempestive e attraverso l’offerta di consulenze tecnicamente qualificate. Stare dalla parte di chi lavora e produce, con un costante sforzo nella direzione dell’alleggerimento degli obblighi fiscali strumentali.

 

Queste le tre nuove mission dell’Agenzia delle Entrate fissate dal neo Direttore Ruffini. Ascoltato ieri in audizione dalla Commissione Parlamentare per la Semplificazione, l’ex numero uno di Equitalia, ora a capo di Entrate e Entrate Riscossione, ha affermato che l’Amministrazione finanziaria «deve iniziare a funzionare come stimolo di un profondo cambiamento sociale del Paese». «Si tratta di obiettivi di lungo periodo e di ampio respiro» ha aggiunto «che possono essere conseguiti con un cambiamento culturale, ancor prima che con modifiche organizzative e gestionali; sfida che ho messo al centro del mio mandato e rispetto alla quale intendo orientare l’agire quotidiano dell’Agenzia delle entrate».

 

Più strettamente sul fronte della Semplificazione, tema dell’audizione, Ruffini ha in mente di intraprendere un percorso di progressiva dematerializzazione dei vari modelli di dichiarazione. Operazione che sarà facilitata dalla progressiva acquisizione di dati analitici da parte dell’Agenzia (fatturazione elettronica, certificazioni dei sostituti d’imposta, dati delle fatture, dati delle spese sanitarie, dati delle compravendite o delle locazioni, etc.) e dall’evoluzione tecnologica. «Immagino» ha spiegato il Direttore «un sistema dove il contribuente, persona fisica o impresa, colloqui attraverso il web con il Fisco per verificare ed eventualmente integrare o modificare in modo semplice le informazioni elementari utili ai fini dichiarativi. Una volta completata questa fase di verifica dei dati elementari dovrà essere il Fisco a compilare la dichiarazione, senza necessità che sia il contribuente a dover applicare la “regola fiscale” e a dover individuare il campo della dichiarazione dove riportare il dato». 

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