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Sì alla disapplicazione della norma di contrasto alla compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali

Ok alla disapplicazione della normativa di contrasto alla compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali ex art. 172, comma 7, del T.U.I.R. È quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate con le Risposte n. 93 e n. 94 pubblicate ieri sul suo sito istituzionale, a seguito di due interpelli simili posti da due società.

 

Infatti, secondo l’Agenzia, la ratio delle limitazioni poste dall'art. 172, comma 7, del T.U.I.R. è di contrastare il cosiddetto commercio di "bare fiscali", mediante la realizzazione di fusioni con società prive di capacità produttiva poste in essere al fine di attuare la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali di una società con gli utili imponibili dell'altra, introducendo un divieto al riporto delle stesse qualora non sussistano quelle minime condizioni di vitalità economica previste dalla norma.

 

Nel primo caso, la società incorporata aveva invece prodotto una documentazione che testimoniava la presenza sul territorio, costi adeguati del personale e, in sostanza, la presenza di una capacità operativa. Nel secondo caso, invece, non erano stati superati i parametri del test di vitalità in capo alla incorporata; tuttavia, la società dimostrava di non integrare la situazione che la norma antielusiva intende colpire, poiché gli interessi passivi indeducibili acquisiti con la fusione si accompagnavano all’asset partecipativo in un’altra società con sede negli Stati Uniti, peraltro avente un valore di mercato di molto superiore a quello del beneficio fiscale. Ciò ha consentito all’Agenzia di esprimere parere positivo alla disapplicazione normativa richiesta con l’istanza.

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