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Sanzionato l’imprenditore che non può stampare i documenti richiesti all’atto dell’ispezione fiscale

L’imprenditore che, al momento dell’ispezione della Guardia di Finanza, non può mostrare né stampare le fatture che tiene in cloud può essere sanzionato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza della Quinta Sezione Civile del 18 giugno 2019, n. 16253.

 

Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. La vicenda sotto esame dei giudici di legittimità concerneva una Srl che aveva ricevuto un’ispezione fiscale. L’imprenditore non aveva a disposizione i documenti richiesti: aveva affermato che erano conservati in un server fuori sede e che non era possibile, sul momento, stamparli. L’Ufficio, dunque, aveva emesso alcune sanzioni a carico dell’imprenditore, poi annullate dalla CTR e confermate in sede di legittimità.

 

Secondo i giudici di merito, il contribuente aveva indicato il luogo nel quale si trovava la documentazione richiesta ed era quindi esente da censura; si trattava, insomma, di una mera irregolarità formale. Non così hanno valutato gli Ermellini, secondo i quali il principio dell’equipollenza delle registrazioni meccanografiche a quelle cartacee postula necessariamente la stampa contestualmente alla richiesta degli ispettori. L’omissione nell’esibizione delle scritture contabili richieste assume rilevanza, incidendo sulle attività di verifica, in relazione all’impossibilità di effettuare con la dovuta immediatezza i controlli della contabilità del contribuente e al venir meno dell’effetto di “congelamento” dei dati alla data dell’accesso.

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