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Sanzioni penali e disciplinari, il punto sul divieto del bis in idem

Con il Pronto Ordini n. 167, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha fornito una spiegazione in merito all’operatività del divieto del bis in idem tra procedimenti e sanzioni penali e procedimenti e sanzioni disciplinari.

 

Il CNDCEC ha evidenziato che il divieto di bis in idem è disciplinato sia nella Convenzione Europea per la salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali sia nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e va inteso come «diritto fondamentale a non essere punito due volte per il medesimo reato né perseguitato nuovamente se giudicato con sentenza penale definitiva».

 

Il Consiglio ha spiegato che sia la Corte di Giustizia Europea che la giurisprudenza italiana, nell’evidenziare che le sanzioni disciplinari irrogate agli iscritti agli Albi non hanno natura penale, escludono l’applicabilità del divieto del bis in idem. Ha ricordato il CNDCEC che anche la Cassazione, con sentenza n. 23043/2018, ha esaminato la possibile operatività del divieto di bis in idem tra procedimenti penali e disciplinari, «ritenendo che tale divieto non è configurabile tra procedimento penale e procedimento disciplinare poiché quest’ultimo può comportare unicamente l’applicazione di sanzioni mai sostanzialmente penali, in quanto conseguenti alla violazione di regole di comportamento valevoli unicamente nell’ambito di una cerchia ristretta di soggetti, ma non anche della generalità dei consociati, essendo finalizzate unicamente a regolare l’ordinato svolgersi dei reciproci rapporti in determinati consensi e/o settori».

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