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Scritture contabili, obbligo di tenuta fino alla cancellazione dal RI

L’obbligo di tenuta delle scritture contabili viene meno solo quando l’impresa si cancella dal RI. Lo conferma la Corte di Cassazione con la sentenza del 22 dicembre 2017, n. 57481.

 

Nel caso in esame, i Giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso di un uomo, amministratore unico di una società, condannato già in appello per il reato di bancarotta semplice documentale. Il ricorrente impugnava la decisione dei giudici di seconde cure, lamentando che era stato giudicato integrato il reato nonostante l’assenza di pregiudizio arrecato ai creditori ed alla ricostruzione da parte del curatore del patrimonio e delle vicende sociali.

 

I Giudici di merito già avevano evidenziato che nel triennio precedente le dichiarazioni di fallimento la tenuta della documentazione contabile era stata del tutto carente. La Cassazione ha evidenziato che il delitto di bancarotta semplice documentale è integrato da un inadempimento di carattere formale, consistente nella violazione della disposizione dell’art. 2214 del c.c. e l’obbligo della tenuta nelle scritture cessa nel solo caso in cui l’impresa cessi formalmente, tramite la cancellazione dal registro delle imprese. La fattispecie incriminatrice consiste quindi nel mero inadempimento del precetto, integrando un reato di mera condotta: l’obbligo di tenere le scritture contabili non viene meno se l’azienda non ha formalmente cessato l’attività, anche se mancano passività insolute, ma solo quando la cessazione dell’attività commerciale si formalizza con la cancellazione dal registro delle imprese.

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