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Società benefit, il punto della FNC

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato ieri un interessante Documento dedicato alla disciplina delle Società Benefit, introdotte nel nostro ordinamento dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi 376-384 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208). Il lavoro, intitolato “Le società benefit (Parte III) qualificazione giuridica e spunti innovativi, è stato curato da Cristina Bauco, Giovanni Castellani, Dario De Rossi, Lorenzo Magrassi, e prende in analisi la qualificazione giuridica della Società Benefit, l’oggetto sociale, la costituzione della società e le vicende evolutive, la gestione della Società Benefit, il responsabile, la relazione e le Società Benefit costituite come Start Up Innovative e PMI Innovative.

 

“Più in particolare – si legge nella breve premessa al Documento - lo studio mette in risalto come dall’ esame della normativa e dal raffronto anche con l’esperienza Nordamericana da cui ha tratto ispirazione il nostro legislatore, la Società Benefit non sia un tipo societario a sé bensì una società, riconducibile alle tradizionali categorie, che persegue oltre allo scopo di lucro quello di beneficio comune.”

 

Come evidenziato dagli autori, infatti, una Società Benefit è una società appartenente alle categorie civilistiche delle società di capitali, di persone o delle cooperative (società di cui libro V, titolo V e IV, del codice civile) con “precipui” obblighi sotto i profili dell’operatività, della trasparenza e della pubblicità. “In particolare - è sottolineato nel Documento -  sotto il profilo giuridico, essa (la Società Benefit, ndr) non configura un nuovo modello societario o una specifica forma giuridica (essendo comunque soggetta alla disciplina del modello civilistico di riferimento); piuttosto, la destinazione dell’attività alla finalità di beneficio comune sembra comportare la “codificazione” di una qualifica per l’ente societario”

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