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Spese di sponsorizzazione, fondamentale l’inerenza per la loro deducibilità

Spese pubblicitarie deducibili se si dimostrano i possibili vantaggi fiscali conseguibili. Lo hanno stabilito i giudici della Corte di Cassazione con l’ordinanza del 4 dicembre 2017 n. 28917, con la quale hanno respinto il ricorso di un contribuente. L’uomo aveva ricevuto un avviso di accertamento relativo ad IRPEF, IVA ed IRAP per l’anno di imposta 2007, che impugnava senza successo davanti ai giudici territoriali. La vertenza riguardava la ripresa a tassazione di alcune spese di sponsorizzazione sostenute in favore di un’associazione sportiva.

 

Secondo la Corte di Cassazione, il giudice della Commissione Tributaria Regionale aveva correttamente individuato il thema decidendum, rilevando l’antieconomicità del costo derivante dal contratto di sponsorizzazione: l’art. 74, comma secondo, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo vigente ratione temporis, consente la deducibilità delle spese relative ad un contratto di sponsorizzazione stipulato a favore di un terzo; ma è necessaria la dimostrazione – a carico del contribuente – del fondamentale requisito dell’inerenza. Non bisogna, cioè, giustificare semplicemente la congruità dei costi, rispetto ai ricavi o all’oggetto sociale, ma è necessario allegare anche le potenziali utilità per la propria attività commerciale o i futuri vantaggi conseguibili con la pubblicità.

 

Il contribuente non aveva fornito queste prove, limitandosi ad un semplice raffronto dei dati reddituali: per questo, il suo ricorso è stato rigettato.

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