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Statuti delle cooperative soci, dalla riforma nessuna modifica

Nessun obbligo di adeguamento degli statuti delle cooperative sociali emerge dalla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (D.Lgs. n. 112/2017, entrato in vigore il 20 luglio 2017). È questo l’orientamento che emerge dal documento messo a punto dal gruppo di lavoro sulle società cooperative, promosso dall’Alleanza delle Cooperative e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, disponibile da venerdì sul sito del CNDCEC. Il documento ribadisce che le cooperative sociali acquisiscono lo status senza la necessità di ottemperare ad alcun onere di adeguamento o qualificazione, né dover passare il vaglio di verifiche o controlli preventivi.

 

«La riforma – spiega il documento – pur abrogando l’originario D.Lgs. n. 155/2006 (Disciplina dell'impresa sociale), ne conserva l’impianto complessivo e taluni principi, primo fra tutti la nozione di impresa sociale quale status giuridico. L’impresa sociale, quindi, non è un nuovo ente che si affianca ai soggetti esistenti, ma è uno status, una qualifica che può essere assunta dai soggetti dell’ordinamento». Le cooperative sociali, in ogni caso, devono verificare quali norme della disciplina generale del Terzo Settore e dell’impresa sociale si applicano anche nei loro confronti.

 

Il documento analizza dunque le prescrizioni del D.Lgs. n. 112/2017 che si applicano anche alle cooperative sociali, individuando fra le altre l’art. 7, c. 2, che vieta l’assunzione della presidenza ai rappresentanti di pubbliche amministrazioni ed enti con scopo di lucro e l’art. 9, c. 2, che stabilisce obbligo e disciplina del bilancio sociale.

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