News

Sviluppo di software, credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo

 

Il MISE, in data 9 febbraio 2018, ha diramato la Circolare n. 59990, fornendo chiarimenti in relazione alla disciplina del credito d'imposta per le attività di "R&S" (ricerca e sviluppo) con particolare riferimento alle imprese che svolgono attività di sviluppo di software, indicando i criteri di individuazione delle attività ammissibili al beneficio, ai sensi dell'art. 3, D.L. 145/2013 e di quanto stabilito dal c.d. Manuale di Frascati: tale manuale infatti - precisa il MISE - costituisce la fonte interpretativa principale, sulla quale basarsi per l'attribuzione del credito di imposta in questione.

 

La Circolare menziona, a tal proposito, alcuni esempi presenti nel Manuale di Frascati e finalizzati a far comprendere quali attività di sviluppo di software siano effettivamente classificabili come attività di R&S (tra le altre, sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione) e quali invece, pur essendo inerenti al software, non rientrino in tale categoria (come le attività di ordinaria manutenzione del computer o l'aggiunta di nuove funzionalità per l'utente a programmi applicativi esistenti); mediante gli esempi citati, si desume che possono essere considerati ammissibili al credito di imposta solo quelle attività concernenti la realizzazione di prodotti nuovi o migliorati in modo significativo.

 

Infine, il documento in questione, alla luce della natura automatica dell'incentivo, la cui attribuzione non richiede una valutazione a priori dei progetti finanziati da parte dell'ente erogante, sottolinea che ciascuna impresa, che intenda avvalersi del beneficio, dovrà predisporre -e conservare per eventuali controlli successivi- un'apposita documentazione contenente tutti gli elementi finalizzati a dimostrare la congruità delle attività da essa svolte con i requisiti necessari per ottenere l'incentivo stesso.

Leggi dopo