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Tax free shopping e note di variazione: nuove indicazioni

 

In caso di operazioni tax free shopping con diritto al rimborso dell’IVA applicata (art. 38-quater c. 2 DPR 633/1972), il cessionario ha diritto al rimborso dell’imposta per rivalsa a condizione che il suo acquisto sia portato fuori dai confini Ue entro il terzo mese successivo a quello della cessione e che restituisca al cedente la fattura vistata dalla Dogana entro il quarto mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, a testimonianza del trasferimento della merce fuori dalla Comunità europea. Il cedente ha diritto di recuperare l'imposta mediante annotazione della corrispondente variazione nel registro degli acquisti, senza emissione di un autonomo documento. Conseguentemente, nel caso di variazioni in diminuzione, non vi è obbligo di alcuna nota da far transitare nel sistema OTELLO 2.0 (Ris. AE 10 luglio 2019 n. 65/E).

 

In caso di controlli o contestazione, sarà onere del contribuente fornire la prova degli elementi idonei a giustificare la variazione operata ed il collegamento con l’operazione originaria: utili a tal fine anche documenti riepilogativi rilasciati dagli intermediari tax free ai propri clienti (cedenti), laddove tali documenti consentano di collegare in maniera certa ed inequivoca l’originaria cessione all’uscita dei beni dal territorio dell’Unione ed alla conseguente variazione – anche cumulativa – annotata nel registro degli acquisti.

 

Trattamento diverso, invece, per le variazioni in aumento in ipotesi di cessioni effettuate senza applicazione dell’IVA (art. 38-quater c.1 DPR n. 633/1972) ove, in caso di mancata restituzione della fattura emessa senza esercitare la rivalsa e consegnata al cessionario recante il visto che attesta l’uscita dal territorio dell’Unione, il cedente deve procedere alla regolarizzazione della operazione tramite nota di variazione (art. 26 c,1 DPR n. 633/1972) entro un mese dalla scadenza del termine (terzo mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione).

 

La regolarizzazione in parola, da effettuare a mezzo nota di variazione in aumento, non può che avvenire tramite il sistema OTELLO 2.0 ed in maniera “singola” (i.e. una nota per ciascuna fattura emessa), senza possibilità di ricorrere a documenti fiscali “cumulativi”.

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