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Titoli di sosta, vecchie regole anche con la e-fattura

La certificazione dei corrispettivi per la vendita dei titoli di sosta non ha subìto alcuna modifica a seguito dell’obbligatorietà della fatturazione elettronica. La relativa cessione continua ad essere considerata fuori campo IVA, se effettuata da un soggetto istituzionale, mentre, se effettuata da un soggetto privato, sarà assoggettata al regime monofase (art. 74 DPR 633/1972).

 

In quest’ultimo caso, dovrà essere emessa la fattura se richiesta dal privato utilizzatore finale.

 

A fornire il quadro della certificazione dei titoli di sosta dopo l’avvento della fatturazione elettronica è la Risposta n. 135 pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate.

 

Titoli di sosta valgono le vecchie regole

Secondo quanto precisato dall’Amministrazione:

  • le cessioni di titoli di sosta di gestori istituzionali sono operazioni fuori campo IVA (art. 4 c. 4 DPR 633/1972) e sono certificate mediante ricevuta emessa dalla società in nome proprio;
  • le cessioni di titoli di sosta di gestori privati rientrano nel regime monofase (art. 74 DPR 633/1972) e sono certificate mediante ricevuta emessa in nome proprio dalla società senza indicazione separata dell'imposta (art. 1 c. 2 DM 30 luglio 2009), e con la specificazione che trattasi di operazione non soggetta ex art. 74 DPR 633/1972.

 

Fattura elettronica su richiesta del cliente

Se l'utilizzatore finale, soggetto passivo IVA, richiede la fattura, la società dovrà emettere fattura elettronica, in nome e per conto del gestore privato del parcheggio - che andrà indicato nel campo SOGGETTO EMITTENTE - esponendo l'importo dell'IVA ed inserendo nel campo ALTRI DATI GESTIONALI il riferimento che trattasi di operazione rientrante nel regime monofase. La fattura è emessa dall'esercente entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta.

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