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Trasferimento fraudolento anche senza l'emanazione delle misure di prevenzione

 

Ai fini della configurabilità del delitto di trasferimento fraudolento di valori, non occorre la preventiva emanazione delle misure di prevenzione, né la pendenza del relativo procedimento, bastando soltanto che l’autore ne possa temere l’instaurazione (Cass. 18 settembre 2019 n. 38567).

 

Respinto dalla Seconda Sezione Penale della Cassazione il ricorso di tre indagati, nei confronti dei quali era stato disposto il sequestro preventivo di beni immobili, quote societarie e compendi aziendali, con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I ricorrenti lamentavano, però, un travisamento delle prove, in quanto la cessione di beni loro contestata non avrebbe integrato gli estremi del reato ipotizzato, poiché tali beni non erano mai stati né sequestrati né confiscati.

 

Ha spiegato la Cassazione che il delitto di trasferimento fraudolento di valori non è un reato plurisoggettivo improprio, ma è una fattispecie a forma libera che si concretizza nell’attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di denaro o altro bene o utilità e consiste in una situazione di apparenza formale della titolarità del bene, difforme dalla realtà sostanziale, con la conseguenza che colui che si rende fittiziamente titolare di tali beni con lo scopo di aggirare le norme in materia di prevenzione patrimoniale o di contrabbando, o di agevolare la commissione di reati di ricettazione, riciclaggio o impiego di beni di provenienza illecita, risponde a titolo di concorso nella stessa figura criminosa posta in essere da chi ha operato la fittizia attribuzione in quanto, con la sua condotta cosciente e volontaria, contribuisce alla lesione dell’interesse protetto dalla norma.

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