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Trasformazione in società di capitali: potenzialmente elusiva l’operazione fatta per massimizzare la Pex

21 Agosto 2019 |

Risp. AE 11 giugno 2019 n. 185
art. 5 c. 1 DPR 917/86
art. 27 c.1 DPR 600/1973
art. 58 c. 2 DPR 917/86
art. 87 DPR 917/86
art. 10-bis L. 212/2000

Trasformazione d'azienda

La trasformazione omogenea progressiva, il conseguente conferimento del ramo d’azienda commerciale in una NewCo Srl in neutralità di imposta ex art. 176 TUIR e la successiva cessione di quote della NewCo Srl esentata da tassazione per il 95% a seguito dell’applicazione delle regole “pex” (art. 87 DPR 917/86) potrebbe integrare una condotta elusiva ai sensi dell’art. 10-bis L. 212/2000 qualora la trasformazione da società di persone a società di capitali non trovi una motivazione sostanziale differente dal mero risparmio di imposta derivante dall’aumento della participation exemption dal 41,26% (spettante nel caso di soggetto cedente “società di persone”) al 95% (spettante nel caso di soggetto cedente società di capitali - soggetto Ires).

 

È questo in sintesi quanto chiarisce la Risp. AE 11 giugno 2019 n. 185 ben sottolineando che il parere espresso deve intendersi esclusivamente riferito alla scelta di porre in essere una trasformazione societaria solo al fine di conseguire i requisiti soggettivi previsti per l’applicazione del regime “pex” con riferimento alla partecipazione che sarà detenuta dalla trasformanda nella NewCo srl a seguito del prospettato conferimento d’azienda.

 

Come noto l’art. 87 DPR 917/86 prevede per i soggetti Ires una esenzione del 95% delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni (in società di persone e di capitali) aventi i seguenti requisiti oggettivi:

“a) ininterrotto possesso della partecipazione dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell’avvenuta cessione considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente;

b) classificazione nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso;

c) residenza fiscale della società partecipata in uno Stato o territorio diverso da quelli a regime fiscale privilegiato [...];

d) esercizio da parte della società partecipata di un’impresa commerciale secondo la definizione di cui all’art. 55 DPR 917/86 [...].”

 

In merito alla prima condizione (possesso ininterrotto della partecipazione oggetto di cessione) l’Agenzia, con la risposta in oggetto rammenta che con Circ. AE 4 agosto 2004 n. 36/E era già stato chiarito come nel conferimento neutrale di un’azienda o un ramo aziendale, le partecipazioni ricevute in cambio dalla conferente debbano essere considerate iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie nei bilanci in cui già risultavano iscritti i beni dell’azienda conferita e che la partecipazione ricevuta assume un’anzianità pari a quella attribuibile all’azienda conferita.

 

Successivamente, con la Ris. AE 18 agosto 2009 n. 227/E l’Agenzia ha ulteriormente precisato che, in un conferimento neutrale ai sensi dall’art. 176 c. 4 DPR 917/86 i requisiti soggettivi di cui alle lettere a) e b) dell’art. 87 risulterebbero verificati, già alla data del conferimento, a condizione che il soggetto conferente disponesse dell’azienda conferita da almeno 12 mesi, in quanto le partecipazioni rivenienti dal conferimento vengono assunte con un’anzianità pari a quella attribuibile all’azienda conferita.

 

Nel caso in specie quindi, pur risultando verificati tutti i requisiti previsti per la fruizione della pex, l’Agenzia evidenzia come l’insieme delle operazioni prospettate appaiono integrare una condotta abusiva ai sensi dell’art. 10-bis L. 212/2000 e come tali non sono opponibili all'amministrazione finanziaria, che ne può disconoscere i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi. In particolare, l’effettuazione della trasformazione da società di persone a società di capitali appare un’operazione ultronea rispetto all’obiettivo economico perseguito di cedere le quote della NewCo Srl, e preordinata a consentire l’ottenimento di un indebito vantaggio fiscale consistente:

- nell’applicazione dell’esenzione del 95% (anziché del 41,26% spettante alle società di persone) delle plusvalenze derivanti dalla cessione di quote;

- nell’assoggettamento alla ritenuta a titolo di imposta del 26% alla distribuzione ai soci dei proventi derivanti dalla cessione di quote il luogo della tassazione per trasparenza in caso di società di persone.

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