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Trasmissione telematica dei corrispettivi: come i forfettari possono evitarla

08 Novembre 2019 |

Art. 1 c. 58 – 60 L. 190/2014
Art. 1 c. 3 D.Lgs. 127/2015

Scontrino e ricevuta fiscale

Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo, per la generalità dei commercianti e assimilati, di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Tale obbligo:

- sostituisce quello relativo al rilascio dello scontrino e/o della ricevuta fiscale e alla tenuta del registro dei corrispettivi;

- necessita di un apposito registratore telematico in grado di connettersi a Internet, che sostituisce il tradizionale registratore di cassa (a meno che questo non venga adattato per la connessione internet) oppure un'apposita procedura web gratuita messa a disposizione dei contribuenti dall'AE nell’area riservata del sito web Fatture e corrispettivi. In entrambi i casi, la memorizzazione deve essere giornaliera, mentre la trasmissione può essere eseguita entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione;

- non esclude l’obbligo di emettere la fattura qualora sia richiesta del cliente;

- può essere generalmente sostituito dall’emissione della fattura (art. 3 DPR 696/96).

Le indicazioni suddette si applicano anche ai commercianti in regime forfettario che effettuano operazioni nei confronti di consumatori finali che pertanto, normalmente, dovranno dotarsi dello strumento per la trasmissione telematica dei corrispettivi. Infatti, tra gli esoneri previsti per i forfettari (art. 1 c. 58 – 60 L. 190/2014) si includono il versamento dell’Iva e tutti gli altri obblighi previsti dal Titolo II DPR 633/1972 (registrazione, liquidazione, dichiarazione annuale), ma non la certificazione dei corrispettivi.

Va in proposito evidenziato, tuttavia, che se i commercianti in regime forfettario intendano emettere la fattura, in alternativa alla trasmissione telematica dei corrispettivi, tale documento potrà essere emesso ancora in forma cartacea (e non necessariamente elettronica). Infatti, l’art. 1 c. 3 D.Lgs. 127/2015 esclude espressamente dall’obbligo di emettere la fatturazione in forma elettronica i contribuenti che applicano il regime forfettario.

A conferma della possibilità di emettere la fattura cartacea, c’è una disposizione contenuta nel disegno di legge di bilancio 2020 che prevede l’emissione della fattura elettronica per i forfettari solo come comportamento premiale al fine di ridurre di un anno il periodo di accertamento.

In conclusione, i piccoli commercianti e assimilati in regime forfettario, che effettuano poche operazioni al giorno (es. estetisti, parrucchieri, artigiani ecc.), possono evitare la trasmissione telematica dei corrispettivi, con tutto ciò che essa richiede, se al momento di effettuazione della operazione emettono una fattura anche in forma cartacea.

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