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Utili reinvestiti, IRES agevolata

Aliquota IRES agevolata al 15% (in luogo dell’ordinaria al 24%) a parte del reddito delle imprese che incrementano i livelli occupazionali ed effettuano nuovi investimenti. Stesso bonus anche per le imprese soggette a IRPEF. A prevederlo è la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art, 1, commi da 28 a 34), a partire dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2018. Nel dettaglio, viene assoggettata ad aliquota agevolata al 15% una parte di reddito complessivo netto dei soggetti IRES, per la parte corrispondente agli utili del periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione, conseguiti nell’esercizio di attività commerciali e accantonati a riserve diverse da quelle non disponibili, entro specifici limiti. L’importo massimo assoggettabile ad aliquota ridotta è pari alla somma tra:

  • investimenti in beni strumentali materiali nuovi (ex art. 102 del TUIR);
  • costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Ai fini dell’agevolazione, della sua applicazione e del computo degli importi sottoposti a tassazione agevolata, occorre utilizzare le definizioni rilevanti individuate dalle nuove norme, e precisamente:

  • riserve di utili non disponibili”, sono le riserve formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti ai sensi dell’articolo 2433 del Codice Civile, in quanto derivanti da processi di valutazione. Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti;
  • investimento”, è tale la realizzazione, nel territorio dello Stato, di nuovi impianti, il completamento di opere sospese, l’ampliamento, la riattivazione, l’ammodernamento di impianti esistenti e l’acquisto di beni strumentali materiali acquisiti a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 anche mediante contratti di locazione finanziaria, destinati a strutture situate nel territorio dello Stato. Sono esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta (deducibili al 70%). Il calcolo, per ciascun periodo d’imposta, dell’ammontare degli investimenti rilevanti è effettuato in base all’importo degli ammortamenti dei beni strumentali materiali nuovi deducibili. Tuttavia, tale ammontare è calcolato nei limiti dell’incremento del costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali, ad eccezione dei beni immobili e dei veicoli menzionati, assunto al lordo delle quote di ammortamento dei beni strumentali materiali nuovi dedotte nell’esercizio, rispetto al costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali, ad eccezione di immobili e veicoli, assunto al netto delle relative quote di ammortamento dedotte, del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018;
  • costo del personale dipendente”, la rilevanza di tale costo è sottoposta alle seguenti condizioni:
    • che il personale sia destinato, per la maggior parte del periodo d’imposta, a strutture produttive localizzate nel territorio dello Stato;
    • che si verifichi l’incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio di attività commerciali, rispetto al numero dei lavoratori dipendenti assunti al 30 settembre 2018, nel limite dell’incremento complessivo del costo del personale rilevato in specifiche voci del conto economico dell’impresa, rispetto a quello del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018. Anche per il calcolo di tale incremento sono fornite puntuali indicazioni dalle nuove norme;

Ai fini della concessione dell’agevolazione in esame e delle suindicate definizioni rilevanti, per ciascun periodo d’imposta, alternativamente:

  • la parte degli utili accantonati a riserva e dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale che eccede l’ammontare del reddito complessivo netto dichiarato è computato in aumento, rispettivamente, degli utili accantonati a riserva e dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale dell’esercizio successivo;
  • la parte degli utili accantonati a riserva che eccede l’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale è computato in aumento dei predetti utili accantonati a riserva dell’esercizio successivo;
  • la parte dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale che eccede gli utili accantonati a riserva è computato in aumento dell’importo corrispondente alla somma degli investimenti in beni strumentali e del costo del personale dell’esercizio successivo.

Come anticipato, l’agevolazione è estesa anche ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, al reddito d’impresa dichiarato da imprenditori individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria. Per le imprese in regime di contabilità semplificata le disposizioni si applicano se sono integrate le scritture contabili previste per tali soggetti dall’articolo 2217, secondo comma, del codice civile: occorre redigere un con apposito prospetto, da cui devono risultare la destinazione a riserva dell’utile d’esercizio e le vicende della riserva. L’IRPEF è determinata applicando alla quota parte del reddito complessivo attribuibile al reddito d’impresa le ordinarie aliquote, ridotte di nove punti percentuali a partire da quella più elevata.

Specifiche disposizioni disciplinano l’agevolazione per le società che partecipano al consolidato nazionale ed in caso di opzione per la trasparenza fiscale.

È consentito il cumulo dell’aliquota agevolata in commento con altri benefici eventualmente concessi, ad eccezione di quelli che prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito (tra cui i cd. ex minimi).

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