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Utilizzabilità di documenti non prodotti in sede pre-contenziosa e principi di lealtà e collaborazione dell’Amministrazione finanziaria

11 Luglio 2019 |

Cass. 21 giugno 2019 n. 16725

Contenzioso tributario

La recente pronuncia della Corte di Cassazione risulta interessante per due aspetti particolari.

 

Da un lato, perché torna sul tema dell’inutilizzabilità, nel processo tributario, di documenti non esibiti dal contribuente nella fase pre-contenziosa (art. 32 DPR 600/73). Nel caso esaminato, la Corte di Cassazione ha ribaltato l’indirizzo espresso dal giudice di secondo grado e ha affermato che è utilizzabile la documentazione depositata in sede contenziosa per contrastare un accertamento Irpef di tipo sintetico, anche se tale documentazione (attestante la percezione di dividendi) non era stata prodotta in fase amministrativa. La preclusione a far valere tali documenti sussiste soltanto se l’Agenzia è in grado di dimostrare di avere invitato il contribuente all'esibizione, in maniera specifica e puntuale, avvertendolo delle conseguenze della sua mancata ottemperanza. Poiché, nel caso di specie, ciò non era avvenuto, la Cassazione ha dato il via libera alla prova processuale, volta a contrastare l’accertamento svolto dall’Agenzia.

 

D’altro lato, in termini più generali, la pronuncia ha ribadito un principio fondamentale, spesso considerato “astratto” e che invece ha rappresentato, nel caso in esame, il metro di giudizio del giudice. La Corte ha infatti affermato che l’Amministrazione finanziaria, nei rapporti con il contribuente, deve conformarsi ai principi di collaborazione, lealtà e buona fede.

 

Ѐ stata ribadita la concreta portata dei “principi di collaborazione e buona fede in senso oggettivo, espressamente enunciati dal c.d. Statuto dei diritti del contribuente (art. 10 L. n. 212/2000), ai quali devono conformarsi sia i contribuenti che l'Amministrazione finanziaria; pertanto non è solo il contribuente che deve collaborare, ma anche l'ufficio è tenuto ad ispirare la propria condotta agli anzidetti canoni della lealtà e della collaborazione”.

 

Da tempo mancava una riaffermazione del valore dello Statuto del contribuente (ne è un esempio il tema del contraddittorio preventivo) e averlo considerato il metro di valutazione di una pronuncia significativa dal punto di vista processuale segnala un cambiamento di rotta importante.

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