Quesiti Operativi

Condizioni per agevolazioni su lavoratori impatriati

In merito alle agevolazioni per cittadini impatriati si propone il caso di un cliente italiano che, residente all'estero, dal 2014 ha lavorato nel nostro Paese per un'azienda italiana. A dicembre 2016 ha poi trasferito la residenza in Italia, ove è tuttora residente. Si domanda si sia possibile beneficiare dell'agevolazione prevista per i lavoratori impatriati, con conseguente abbattimento del reddito imponibile al 70%, per il periodo d'imposta 2016 ed i quattro successivi.

 

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 51/E del 6 luglio 2018, è nuovamente intervenuta per fornire importanti precisazioni per poter accedere al regime agevolato previsto dall’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015. La Risoluzione precisa, tra l’altro, che il trasferimento della residenza in Italia deve avvenire ai sensi dell’art. 2, D.P.R. n. 917/1986. Sulla scorta di tale norma sono residenti in Italia le persone fisiche che per almeno 183 giorni (o 184 giorni in caso di anno bisestile) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile. Tali condizioni sono fra loro alternative. Pertanto, la sussistenza anche di una sola di esse è sufficiente a far ritenere che un soggetto sia qualificato, ai fini fiscali, residente in Italia. Nel caso in esame si hanno forti perplessità che, relativamente al 2016, il lavoratore impatriato possa beneficiare dell’agevolazione.

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