Quesiti Operativi

Contratto ad uso transitorio per motivi di lavoro e possibili detrazioni

 

È prevista, ai sensi dell'art. 16 TUIR, l’attribuzione di specifiche detrazioni ai soggetti titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale. L'articolo specifica che l’abitazione principale è quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente. Si può usufruire della detrazione nel caso venga stipulato un contratto ad uso transitorio per motivi di lavoro in una città diversa da quella in cui si ha (e si continuerebbe ad avere) la residenza?

 

La recente circ. AE 31 maggio 2019, n. 13, ha affermato che ai soggetti titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale spetta una detrazione stabilita in misura forfetaria, graduata in relazione all'ammontare del reddito complessivo. In particolare, la detrazione riguarda i contratti: a canone libero; a canone convenzionale; stipulati da giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni; stipulati dai lavoratori dipendenti in occasione di trasferimenti per motivi di lavoro.
 
Le detrazioni non sono cumulabili nello stesso periodo di tempo, ma il contribuente ha il diritto di scegliere quella a lui più favorevole. Se nel corso dell'anno si verificano più situazioni, il contribuente può applicare per i diversi periodi di tempo diverse detrazioni ma il numero complessivo di giorni indicato non può essere superiore a 365 giorni (Circ. AE 21 maggio 2014 n. 11, risposta 7.1).
La detrazione per i canoni di locazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto ed essere rapportata al periodo dell'anno durante il quale l'unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale.
 
L'art. 16 DPR 917/86 specifica che l'abitazione principale è quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente.
 
Dal periodo d’imposta 2001, i dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel Comune di lavoro (o in uno di quelli limitrofi) nei 3 anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione e sono titolari di un contratto di locazione di abitazione principale nel nuovo Comune di residenza, a più di 100 chilometri di distanza dal precedente, e comunque fuori dalla propria Regione, possono usufruire, per i primi 3 anni, di una detrazione varia in base al reddito complessivo del soggetto interessato.
 
 
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