Quesiti Operativi

IVA per prestazioni sanitarie rese da SRL

Una SRL ha per attività prevalente “l'organizzazione e la gestione di servizi sanitari clinici e di diagnostica strumentale” – codice ateco 8621 – e sopperisce alle richieste di una casa di cura di prestazioni di consulenza medica specialistica e/o di copertura turni e/o di attività di ricerca e/o prestazioni infermieristiche, fisioterapiche e di tecnici ecg. L'emissione della fattura della SRL alla casa di cura, per le prestazioni descritte, deve essere esente IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972 o deve recare l’applicazione dell’IVA? Con aliquota applicabile al 22% o al 10%? E, da ultimo, il codice di attività (ateco 8621) è corretto per poter effettuare le prestazioni o sarebbe stato più idoneo utilizzare il codice ateco 85.12?

 

 

Si è del parere che, per come è descritta l’attività sanitaria prestata, la fatturazione sia in esenzione IVA

 

Ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18), del D.P.R. 633/1972, sono esenti da IVA le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’art. 99, del R.D. n. 1265/1934, ovvero individuate con decreto del Ministro della Sanità, di concerto con il Ministro delle Finanze.

 

La Circolare 4/E del 28 gennaio 2005, dell’Agenzia delle Entrate ha “limitato l’esenzione da Iva alle prestazioni che, benché rese nell’esercizio di professioni mediche, riguardino unicamente le fattispecie nelle quali esse siano dirette alla diagnosi, alla cura ed alla guarigione. In altre parole, non è sufficiente che la prestazione sia resa nell’esercizio di professioni di natura sanitaria, ma è altresì necessario che la prestazione abbia di per sé stessa contenuto sanitario”.

 

Non si ritiene del tutto errato il codice 86.21; il codice 85.12 è, tuttavia, sicuramente molto specifico per determinati tipi di attività sanitaria. 

 

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