Bussola

ACE

Sommario

Inquadramento | Decorrenza del beneficio ACE, presupposti soggettivi | Calcolo dell’ACE per i soggetti IRES | Conferimenti in denaro (variazioni positive) | Accantonamento a riserva di utili (variazioni positive) | Riduzioni di patrimonio netto con attribuzione ai soci, a qualsiasi titolo effettuate (variazioni negative) | Disposizioni antielusive | Consolidato fiscale, trasparenza fiscale, operazioni straordinarie | Limite del patrimonio netto | Riferimenti |

 

  L’art. 1 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 214, introduce nel nostro ordinamento l’Aiuto alla crescita economica (ACE). Il Decreto approvato il 14 marzo 2012 (di seguito “Decreto attuativo”) ha disposto le norme attuative della nuova disciplina.    Con l’introduzione di questo strumento fiscale, il Legislatore si pone l’obiettivo di incentivare la capitalizzazione delle imprese, mediante una riduzione dell’imposizione sui redditi derivante dal finanziamento con capitale di rischio.   L’agevolazione ricorda la DIT (Dual Income Tax), introdotta con il D.Lgs. n. 466/1997, anch’essa finalizzata a favorire la capitalizzazione delle imprese. In particolare, si prevedeva l'applicazione di un'aliquota d'imposta ridotta sugli utili corrispondenti alla remunerazione ordinaria del capitale investito. Veniva, infatti, suddiviso il reddito imponibile in due parti: l'una commisurata al rendimento ordinario dei nuovi apporti di capitale investito alla quale si applicava un’aliquota ridotta, l'altra assoggettata all'aliquota ordinaria.   Le differenze tra l’ACE e la DIT riguardano le modalità di determinazione del beneficio, che nel primo caso (ACE) si esplicano in un abbattimento della base imponibile, mentre nel seco...

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