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Attestazione del piano nel concordato preventivo

Sommario

Inquadramento | Eventuale attestazione del professionista nelle offerte concorrenti al concordato (ex art. 163 L.F.) | Attestazione del professionista negli accordi di ristrutturazione con gli intermediari finanziari | Contenuto della relazione attestatrice della fattibilità del piano | Processo valutativo del professionista attestatore | Disposizioni sanzionatorie | Falcidiabilità dell'IVA anche nella domanda di concordato preventivo | Plusvalenza da concordato: non rilevanza ai fini IRAP a seguito dei chiarimenti in risposta all’interpello n. 904-211/2016 | Riferimenti |

 

L’attestazione del piano di concordato è  stata inserita dal Legislatore nel comma 3 dell’articolo 161 L.F. Dalla lettura del suddetto articolo, infatti,  dopo aver fornito al comma 1 e 2 precisazioni in riferimento alle modalità di presentazione della domanda di concordato ed alla relativa documentazione da allegare al ricorso, si affronta al comma 3 il tema della necessaria attestazione del piano e della documentazione da parte di un professionista designato dal debitore che sia in possesso dei requisiti previsti per il piano di risanamento attestato (ex art. 67, terzo comma lett. d L.F.) e che tramite una relazione scritta che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo.   Requisiti necessari del professionista attestatore (ex art. 67 L.F.) Ai sensi dell’art. 67 L.F., il professionista attestatore deve essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 2399 del codice civile per le cause di ineleggibilità e decadenza previste per i sindaci; ovvero: coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382; il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da questa controllate...

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