Bussola

Cambio valute

07 Agosto 2013 |

Sommario

Introduzione | Aspetti civili | Aspetti fiscali | Utili e perdite su cambi | Contratti copertura rischi di cambio | Voci di bilancio | Informativa in Nota Integrativa | Riferimenti |

 

Con il termine Cambio, nel gergo economico, si intende il rapporto tra due monete indicante la quantità di moneta estera necessaria per acquistare una unità di moneta nazionale. I cambi sono quotati a pronti o a termine. Il cambio a pronti misura il rapporto tra due valute per consegna immediata, mentre quello a termine per consegna differita (una settimana, un mese, 2 mesi, ecc.). In questo caso, lo scambio e il pagamento avverranno alla data futura prevista dal contratto ma al prezzo (cambio a termine) fissato al momento della stipulazione. I valori derivanti da operazioni in valuta estera (siano essi attività, passività, costi o ricavi) vengono convertiti in valuta locale al tasso di cambio in vigore al momento dell’operazione. Quando l’operazione viene regolata nel corso dello stesso esercizio nel quale è sorta, si realizza un utile (o perdita) su cambi che, in quanto certo, viene compreso/a nel risultato d’esercizio. Prima dell’entrata in vigore del D.Lgs., 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma del Diritto Societario), il codice civile forniva poche indicazioni circa la contabilizzazione delle operazioni in valuta. Solo l’articolo 2427 del Codice Civile indicava di annotare in nota integrativa i “criteri applicati nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta a...

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