Bussola

Contratti agrari

25 Agosto 2016 | ,

Sommario

I contratti agrari di scambio (o a natura commutativa) | I contratti agrari di natura associativa | Il “reddito agrario” nel T.U.I.R. | Contratti per la cessione di prodotti agricoli | Termini di pagamento e interessi | Sanzioni | I contratti di affitto di terreni agricoli e titoli PAC: la disciplina dell’imposta di registro e di bollo | Riferimenti |

 

La nozione di affitto si ricava combinando la definizione della locazione dell’art. 1571 c.c. con quanto disposto dall’art. 1615 c.c. L’affitto è quindi un contratto consensuale, a prestazioni corrispettive e ad effetti obbligatori, in forza del quale una parte (locatore) si obbliga a far godere all’altra (affittuario) una cosa produttiva, mobile o immobile, per un dato tempo e verso un determinato corrispettivo. L'affitto, dunque, secondo la dottrina prevalente, è un sottotipo della locazione caratterizzato dal fatto che ha ad oggetto un bene produttivo. Il Codice Civile distingue due sottotipi dell’affitto: l’affitto di fondo rustico e l’affitto a coltivatore diretto, mentre la legge 203 del 3 maggio 1982 ha previsto come unico contratto agrario il contratto di affitto. L’affitto di un fondo rustico rappresenta una speciale forma dalla legge 567 del 12 giugno 1962 a tutela dell’affittuario, che può essere o meno coltivatore diretto del fondo. Le principali caratteristiche di questa particolare forma di contratto possono essere così riassunte. In primo luogo, la previsione di bassissimi canoni di affitto (periodicamente stabiliti da una commissione, relativamente a zone agrarie aventi uguali caratteristiche) e di un lungo termine di durata (minima 15 anni), ulteriormente aume...

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