Bussola

Depositi IVA

24 Ottobre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Operazioni effettuate senza il pagamento dell’IVA | Soggetti abilitati | Aspetti procedurali | Depositi IVA e immissione in libera pratica | Depositi IVA e plafond | Le novità del Decreto Fiscale 2016 | I codici tributo | Estrazione di beni extra UE immessi in libera pratica dal 1° aprile 2017 (D.M. 23 febbraio 2017) | I documenti di prassi | Le sentenze in materia | Riferimenti |

 

  Un deposito IVA è un luogo fisico all’interno del territorio italiano dove la merce introdotta, in sosta e in uscita può beneficiare di agevolazioni dal punto di vista IVA.   L’articolo di riferimento è l’art. 50-bis, D.L. n. 331/1993, che disciplina le modalità di utilizzo ed i requisiti necessari per poterlo mettere in atto.   Il comma 1 stabilisce che la loro funzione è quella di custodire beni nazionali e comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto nei loro locali.   L’obiettivo del deposito IVA è quello di differire il pagamento dell’IVA, poiché tale imposta va assolta nel momento in cui i beni vengono estratti, e non in ogni caso (l’IVA non va quindi assolta nel momento in cui i beni sono introdotti nel deposito).   Il deposito IVA può accogliere solo beni nazionali e/o comunitari, pertanto quelli extracomunitari potranno esservi inseriti solo dopo aver pagato i dazi doganali ed essere stati quindi immessi in libera pratica.   Il vantaggio che comporta per le aziende che lo utilizzano è il fatto che si ottiene un differimento del momento in cui l’imposta deve essere assolta, e quindi della relativa uscita monetaria.   La diretta conseguenza è la riduzione del ricorso al credito (se necessario) delle imprese, e del peso dei relativi oneri finanziari.     V...

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