Bussola

Dichiarazione d'intento

Sommario

Inquadramento | Adempimenti dell'esportatore abituale | Adempimenti del fornitore | Sanzioni e ravvedimento operoso | Lettere di intento e dichiarazione IVA | Modello della dichiarazione di intento (integrato con modifiche apportate dal provvedimento n. 213221/2016), valido dal 1° marzo 2017 | Dichiarazioni di intento in caso di depositi IVA | Riferimenti |

 

  La dichiarazione di intento esprime l’intento del contribuente di volersi avvalere delle agevolazioni previste dalla legge per l’esportatore abituale.   La dichiarazione deve essere redatta in duplice esemplare e può riguardare sia un’operazione singola che più operazioni tra le stesse parti.   Tuttavia, deve sempre precedere l’effettuazione del primo acquisto, in quanto la sua validità può essere ancorata ad un determinato periodo di tempo, prefissato o fino a revoca, oppure fino a concorrenza di un determinato importo. In ogni caso non può mai andare oltre il termine del 31 dicembre di ciascun anno.   A partire dal 1° gennaio 2015 la procedura per l’invio e la consegna delle lettere di intento è stata completamente modificata dall’art. 20 del Decreto Semplificazioni (D.Lgs. n. 175/2014), in quanto ora è l’esportatore abituale che deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento, e consegnare al fornitore la ricevuta da quest’ultima rilasciata per l’avvenuto invio. Il fornitore, a sua volta, solo dopo aver appurato che la procedura sia avvenuta correttamente, potrà emettere fattura senza IVA, pena l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 7, comma 4 bis, D.Lgs, n. 471/1997.

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