Bussola

Dichiarazione infedele

15 Ottobre 2019 |

Sommario

Inquadramento | Elementi essenziali e presupposto impositivo | Modalità di calcolo e di accertamento dell’imposta evasa | Cause di non punibilità | Sanzioni amministrative | Riferimenti |

 

  L’infedele dichiarazione, quando sussistono determinate condizioni, si configura come un reato tributario, punibile ai sensi dell’art. 4, D.Lgs. n. 74/2000. Il recente decreto legislativo, attuativo della Delega fiscale (L. n. 23/2014), recante la revisione del sistema sanzionatorio (D.Lgs. n. 158/2015) ha modificato la disciplina dei reati fiscali dando maggior rilievo al principio di specialità caratterizzante il sistema penale.   In evidenza Principio del favor rei La nuova formulazione prevede una disciplina più favorevole per il soggetto reo, così nel rispetto del principio del favor rei (art. 2 c.p.), le nuove previsioni sono applicabili anche ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 158/2015 (il 22.10.2015), purché il procedimento non si sia concluso.   Un’altra novità derivante dalla Delega ha riguardato il raddoppio dei termini; a partire dal 2 settembre 2015 il raddoppio dei termini per violazioni penali opera solo se la denuncia da parte dell'Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa entro il termine ordinario di decadenza per l’accertamento, così come modificato dal D.Lgs. 208/2018. Di conseguenza, affinché il raddoppio operi, la denuncia deve pervenire: entro il quinto anno successi...

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