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Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

15 Dicembre 2015 |
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Sommario

Introduzione | Soggetti interessati | Oggetto materiale del reato | Condotta | Elemento soggettivo: il dolo | Consumazione del reato | Prescrizione | Sanzione | Concorso di persone | Circostanze del reato | Riferimenti |

 

La precedente Legge n. 154/1991 in materia di repressione delle violazioni tributarie e disposizioni per definire le relative pendenze, prevedeva una ipotesi di frode fiscale a carico di chi avesse emesso o utilizzato fatture o altri documenti per operazioni in tutto o in parte inesistenti o recanti l’indicazione di corrispettivi o dell’IVA in misura superiore a quella reale, con il dolo specifico di evadere le imposte sui redditi o l’IVA o ottenere un indebito rimborso per sé o per gli altri. In questo caso sia l’emittente che l’utilizzatore erano considerati concorrenti nell’unico reato di frode fiscale. Il D.Lgs. 74/2000, attualmente in vigore, disciplinando la sanzionabilità al momento della presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi o dell’IVA, che sicuramente fa capo a chi utilizza le fatture o i documenti falsi, ha dovuto necessariamente prevedere un regime di punibilità distinto per chi li emette. In tale condotta si esplica il dolo nel consentire a terzi l’evasione, l’indebito rimborso o il riconoscimento di un credito inesistente tramite l’utilizzo della dichiarazione (quindi fraudolenta), anche per dedurre costi non effettivamente sostenuti e ridurre, dunque, l’imponibile. Il legislatore, pertanto, in presenza di una unica fattispeci...

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