Bussola

Enti ecclesiastici

Sommario

Nozione | Il riconoscimento civile | Attività | Amministrazione | Regime tributario e fiscale | Riferimenti |

 

Gli enti ecclesiastici sono oggi definiti dall’art. 7, co. 2, L. 25 marzo 1985, n. 121 (che ha ratificato l’accordo modificativo del Concordato Lateranense dell’11 febbraio 1929); si tratta “degli Enti Ecclesiastici aventi sede in Italia, eretti o approvati secondo le norme del diritto canonico, i quali abbiano finalità di religione o di culto”. La successiva Legge 222 del 20 maggio 1985 “Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio alle diocesi”, all’art. 2 ha introdotto una distinzione fondamentale in riferimento al modo con cui si attribuisce ad un ente canonico tale denominazione, distinguendo due categorie. Nella prima categoria sono inclusi tutti gli enti che appartengono alla costituzione gerarchica della chiesa, gli istituti religiosi e i seminari (art. 2, co. 1, L. 222/85 ); alla seconda appartengono invece tutti gli enti eretti nell’ordinamento per i quali si è accertata la finalità di “religione e culto”. Pertanto, nella prima categoria rientrano tutti gli enti riconosciuti come “Ecclesiastici” dal diritto stesso. Ne fanno parte: la Conferenza Episcopale Italiana; le diocesi; le parrocchie; i capitoli; le chiese (se sono aperte al pubblico e non sono annesse ad un altro ente ecclesiastico); le regioni ...

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