Bussola

Esportatore abituale

Sommario

Inquadramento | Plafond | Metodi del calcolo del plafond | Il trasferimento dello “status” di esportatore abituale | La dichiarazione d'intento | La verifica dell’avvenuta presentazione | La nuova dichiarazione d’intento dal 1° marzo 2017 | Il sistema degli esportatori registrati (REX, Registered Exporter) | Riferimenti |

 

Quello dell’esportatore abituale è uno status acquisito, ai fini della non applicabilità dell’imposta sul valore aggiunto sugli acquisti effettuati, dalle imprese che esportano o effettuano vendite intracomunitarie di beni servizi per almeno il 10% del volume d’affari.   I soggetti che potenzialmente possono acquisire lo status di esportatore abituale sono quelli che effettuano le seguenti operazioni: esportazioni dirette a cura del cedente art. 8 lett a) d.P.R. n. 633/1972; esportazioni dirette a cura del cessionario estero art. 8 lett b) d.P.R. n. 633/1972; operazioni assimilate alle esportazioni art. 8-bis d.P.R. n. 633/1972; servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali art. 9 c. 1 d.P.R. n. 633/1972; operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino; cessioni intracomunitarie.   La verifica dello status di esportatore abituale avviene confrontando l’importo delle operazioni non imponibili indicate nel rigo VE30 del modello IVA 2015 con il totale del volume d’affari di cui allo stesso quadro VE.   Tale valore deve essere al netto delle operazioni fuori campo IVA con obbligo di fatturazione, il cui importo deve essere inserito nel rigo VE34.   In particolare, se il totale del rigo VE30 è maggiore del 10% del volume d’affari “n...

Leggi dopo