Bussola

Exit tax

18 Novembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Aspetti civilistici e nozione di residenza fiscale | Presupposto soggettivo e oggettivo | Valore normale e tassazione della plusvalenza imponibile | Decreto Ministeriale del 2 agosto 2013 | Decreto del Ministero dell’Economia del 2 luglio 2014 | Exit tax e operazioni straordinarie | La doppia imposizione fiscale: step up value e convenzioni bilaterali | I documenti di prassi | La giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea in tema di mobilità societaria ed exit tax | Riferimenti |

 

L’art. 166, co. 1, T.U.I.R. stabilisce che il trasferimento all’estero della residenza di un soggetto esercente attività di impresa costituisce realizzo, al valore normale, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale. In conseguenza a tale trasferimento, la plusvalenza generata dalla differenza tra il costo fiscale dei beni costituenti l’azienda (ovvero il complesso aziendale) e il loro valore normale sarà tassata in Italia con la ”exit-tax”. In termini pratici, l’exit tax si basa sul concetto, secondo il quale lo Stato vorrebbe percepire un “compenso” per il fatto di aver contribuito a far sviluppare, nel proprio territorio e tramite la sua popolazione, quella società che ora vuole portare all’estero la sua residenza fiscale. Il presupposto impositivo viene a mancare qualora a seguito del trasferimento di residenza i beni aziendali confluiscano in una stabile organizzazione che abbia sede nel territorio dello Stato italiano, sempre che successivamente questi beni (complesso aziendale) non vengano a loro volta trasferiti.

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