Bussola

Exit tax

04 Febbraio 2019 |

Sommario

Inquadramento | Aspetti civilistici e nozione di residenza fiscale | Presupposto soggettivo e oggettivo | Valore normale e tassazione della plusvalenza imponibile | Il versamento dell’imposta | La doppia imposizione fiscale: step up value e convenzioni bilaterali | La entry tax | I documenti di prassi | La giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea in tema di mobilità societaria ed exit tax | Riferimenti |

 

L’art. 166, co. 1, T.U.I.R. stabilisce che il trasferimento all’estero della residenza di un soggetto esercente attività di impresa costituisce realizzo, al valore normale, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale. In conseguenza a tale trasferimento, la plusvalenza generata dalla differenza tra il costo fiscale dei beni costituenti l’azienda (ovvero il complesso aziendale) e il loro valore normale sarà tassata in Italia con la ”exit-tax”. Va precisato che a seguito delle novità introdotte dall’articolo 2 del D.Lgs. 142/2018, in vigore dal periodo d’imposta successivo al 31.12.2018, sono previste regole diverse a seconda della tipologia di soggetto che effettua il trasferimento all’estero, che continuano a richiamare il valore di mercato e il costo fiscalmente riconosciuto. Il comma 2 dell’articolo 2 del D.Lgs. 142/2018 ha precisato che è possibile applicare le disposizioni ancora compatibili del DM 2 luglio 2014 che ha sostituito il precedente DM 2.08.2013; si attende comunque un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate attuativo delle novità. In termini pratici, l’exit tax si basa sul concetto, secondo il quale lo Stato vorrebbe percepire un “compenso” per il fatto di aver contribuito a far sviluppare, nel proprio territorio e tramite la sua popolazione, quella...

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