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Sommario

Inquadramento | Soggetti passivi d'imposta | Presupposti oggettivi | Base imponibile e aliquote | Modalità e termini di versamento | Adempimenti | Esempio | Riferimenti |

 

  L’imposta sul valore delle attività all’estero, disciplinata dall’art. 19 commi da 13 a 23, D.L. n. 201/2011, come convertito dalla Legge n. 214/2011, prende in considerazione le attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia, e quindi anche gli stranieri residenti in Italia ai fini fiscali per la maggior parte del periodo di imposta.     In evidenza: residenza in Italia Sono considerati residenti in Italia, come precisato nella Circolare n. 28/E/2012, i soggetti che, ai sensi dell’art. 2, comma 2, TUIR: “per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile”. Di conseguenza, un soggetto è considerato residente in Italia se sussiste almeno uno dei seguenti requisiti: iscrizione, per la maggior parte dell’anno (183 o, in caso di anno bisestile, 184 giorni), nell’anagrafe della popolazione residente. Considerato che la residenza è acquisita “ex tunc” con riguardo al periodo d’imposta in cui la persona fisica instaura “il collegamento territoriale rilevante ai fini fiscali”, tale requisito può essere verificato soltanto al termine dell’anno; domicilio o residenza, ai sensi del c.c., in Italia.   Secondo qu...

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