Bussola

Locazione a canone concordato

Sommario

Inquadramento | Le novità in tema di contratti di locazione a canone concordato | Durata | Benefici fiscali | Box e autorimesse | Determinazione del reddito imponibile | Opzione per la cedolare secca | Le locazioni brevi (contratti di durata inferiore a 30 giorni) | Esempio | Patti contrari alla legge | Riferimenti |

 

  L'alternativa al contratto “libero”, offerta dal legislatore, anche in un'ottica di venire incontro a soggetti meno abbienti, intenzionati a prendere in locazione una casa nei centri ad alta tensione abitativa è il c.d. “contratto convenzionato” o “calmierato”.   Tali tipologie di contratti sono stipulate secondo accordi-tipo, previsti in sede locale dai Comuni, d’accordo con le organizzazioni di categoria, le organizzazioni allo studio, le associazioni di studenti e le cooperative e gli enti non lucrativi operanti nel settore, sulla base della Convenzione Nazionale dell’8 febbraio 1999, tra il Ministero dei Lavori Pubblici e le organizzazioni di categoria più rappresentative.   Qualora il proprietario acconsenta di sottostare ai vincoli previsti da tali accordi (ad esempio circa il limite massimo del canone locatizio), potrà giovarsi dell’agevolazione ai fini IRPEF come riduzione nella misura del 30% della quota imponibile del canone.   Per poter beneficiare della riduzione, il comma 2 dell’art. 8, Legge n. 431/1998 richiedeva che il locatore indicasse in dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione nonché quelli della denuncia dell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI/IMU. Tale obbligo permane ancora per il 2016 (730/2017 O REDDI...

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