Bussola

Mobbing

08 Agosto 2013 |

Sommario

Introduzione | Tipologie di mobbing | Normativa di riferimento | Responsabilità del datore di lavoro e risarcimento del danno | Malattia professionale | Riferimenti |

 

Il termine mobbing è stato coniato negli anni settanta dall’etologo Konrad Lorenz per indicare un particolare comportamento aggressivo tra individui della stessa specie con lo scopo di escludere un membro dello stesso gruppo. Con tale termine si vogliono indicare tutte quelle condotte vessatorie, reiterate e durature, verso un lavoratore ad opera sia di superiori gerarchici sia di colleghi. Ci sono determinate caratteristiche che vanno ad individuare tale comportamento:
- il suo prolungamento nel tempo attraverso una pluralità di atti;
- la volontà che lo sostiene diretta alla persecuzione o all’esclusione del dipendente;
- la conseguente lesione arrecata al lavoratore, sia sul piano professionale sia su quello sessuale, morale, psicologico o fisico.
Da quanto chiarito sopra, si può dedurre che si tratta di una pratica condotta dal datore di lavoro con il fine di portare il lavoratore ad abbandonare da sé il lavoro per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi, o per il rifiuto della vittima di sottostare a richieste immorali o illegali, senza così dover ricorrere al licenziamento possibile solo per giusta causa.

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