Bussola

OIC 18 - Ratei e risconti

Sommario

Inquadramento | Rappresentazione in bilancio, informazioni integrative e aspetti contabili | Contabilizzazione ratei | Contabilizzazione risconti | Informazioni da fornire in nota integrativa | Valutazione e aspetti fiscali | I documenti di prassi | Le sentenze in materia | Riferimenti |

 

Al termine di ogni esercizio, il soggetto che redige il bilancio deve procedere con le c.d. “scritture di assestamento”; tali operazioni consistono nel verificare se ci siano costi e ricavi c.d. “a cavallo” tra più esercizi, quali ad esempio premi assicurativi o interessi attivi o passivi. In osservanza del principio della competenza economica, cardine della redazione del bilancio d’esercizio codificato nel numero 3 dell’art. 2423-bis c.c., essi devono essere imputati pro-quota all’esercizio rendicontato o, qualora non di competenza, rinviati a quello successivo. Tale attività permette, inoltre, attraverso l’utilizzo del criterio temporale, di evitare che proventi ed oneri comuni a più periodi gravino integralmente in un esercizio all’interno del quale solo in parte producono i relativi effetti.   In questo senso, quindi, si distinguono i ratei e risconti d’esercizio che sono quelli che fanno riferimento a costi e ricavi di competenza dell’esercizio concluso e di quello successivo, dai ratei e risconti pluriennali che, invece, riguardano componenti positivi e negativi di reddito i cui effetti si ripercuoteranno oltre l’esercizio successivo.   In evidenza: art. 2424-bis Codice Civile Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti i proventi di competenza dell'eser...

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