Bussola

Ratei e risconti

12 Dicembre 2013 |
Visualizzazione ZEN

Sommario

Introduzione | Rappresentazione, valutazione e informazioni integrative | Esempi di contabilizzazione: A) Ratei attivi e passivi | Esempi di contabilizzazione: B) Risconti attivi e passivi | Aspetti fiscali | Riferimenti |

 

Il risvolto operativo del principio della competenza economica, cardine della redazione del bilancio d’esercizio codificato nel numero 3 dell’art. 2423-bis c.c., è tale per cui al termine di ogni esercizio amministrativo il redattore del bilancio deve procedere con il verificare se vi siano costi e ricavi “a cavallo” tra più esercizi; in particolare in presenza di componenti positivi e negativi comuni a più periodi, quali ad esempio premi assicurativi o interessi attivi o passivi, sarà opportuno che gli stessi vengano imputati pro-quota all’esercizio rendicontato o, qualora non di competenza, rinviati a quello successivo. Quest’attività di corretta imputazione, definita assestamento dei conti, consente fra l’altro, attraverso l’utilizzo del criterio temporale, di evitare che proventi ed oneri comuni a più periodi gravino integralmente in un esercizio all’interno del quale solo in parte producono i relativi effetti. In questo senso, quindi, si distinguono i ratei e risconti d’esercizio che sono quelli che fanno riferimento a costi e ricavi di competenza dell’esercizio concluso e di quello successivo, dai ratei e risconti pluriennali che, invece, riguardano componenti positivi e negativi di reddito i cui effetti si ripercuoteranno oltre l’esercizio successivo. Cogliamo l’occasio...

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