Bussola

Società di comodo

Sommario

“Test di operatività” - Le conseguenze | Soggetti e cause di esclusione, disapplicazione | Interpello "disapplicativo" ai sensi dell'art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. 600/1973 (a decorrere dal 1° gennaio 2016 - vedi sotto "novità in tema di interpello di cui al D.Lgs. 156/2015") | Società di capitali che partecipano società di persone | Consolidato e trasparenza fiscale | Società in perdita sistematica | Decorrenza delle nuove disposizioni e determinazione degli acconti | Codici tributo per il versamento, giurisprudenza pro contribuente, trattamento fiscale e contabile | Riferimenti |

 

La disciplina sulle società di comodo o società non operative, introdotta dall’art. 30, Legge n. 724 del 23 dicembre 1994, stabilisce che si considerano "non operativi" i soggetti che non superano il cd. “test di operatività” introdotto e definito in dettaglio dalla norma stessa. Per essere considerato operativo o non di comodo un soggetto deve generare, nell’esercizio di riferimento, un ammontare complessivo di ricavi, incrementi delle rimanenze e altri proventi, esclusi quelli  straordinari, superiore alla somma degli importi che risultano applicando le seguenti percentuali: 2% valore dei beni indicati nell'art. 85, co. 1, lett. c) del TUIR, (ovvero azioni o quote di partecipazioni, anche non rappresentate da titoli, al capitale di società ed enti soggetti passivi IRES, che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie, diverse da quelle cui si  applica l'esenzione di cui all'art. 87 del TUIR (plusvalenze esenti), anche se non rientrano fra i beni al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa); valore dei beni indicati nell'art. 85, co. 1, lett. d) del TUIR, (ovvero strumenti finanziari  similari alle azioni ai sensi dell'art. 44 del TUIR emessi da società ed enti soggetti a IRES, che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie, diversi da quelli cui si applica l'e...

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