Bussola

Somministrazione di alimenti e bevande

29 Luglio 2016 | ,

Sommario

Inquadramento | Pubblici esercizi | Autorizzazioni | La sorvegliabilità | Requisiti professionali | Riflessi IVA e certificazione dei corrispettivi | Riferimenti |

 

  L’attività di ristorazione, intesa in latu sensu, ha visto crescere nel tempo sia l’offerta - che si è diversificata passando dalla classica tavola calda, bar, ristorante al self service e al distributore automatico posizionato all’interno di altre attività commerciali o luoghi di lavoro – sia la domanda, la quale accoglie una tipologia di clientela sempre più eterogenea, con esigenze e preferenze diversificate.   Tali mutamenti, sono stati affiancati anche dall’evoluzione normativa la quale inizialmente prevedeva delle restrizioni e dei vincoli per il rilascio delle autorizzazioni da parte dei Sindaci, i quali autorizzavano l’apertura di esercizi di somministrazione in base a criteri e parametri periodicamente aggiornati dalle regioni. Questo comportava una limitazione alla libera concorrenza ed al libero mercato creando delle lobbies dei commercianti che già avevano l’attività avviata, da tempo, che vedevano aumentare la propria rendita a scapito della concorrenza, la quale non poteva crescere proporzionalmente a causa delle limitazioni previste dai parametri “predefiniti”.   Il cosiddetto decreto Bersani (D.L. 223/2006), richiamando le disposizioni comunitarie volte alla “tutela della concorrenza”, eliminava i limiti quali-quantitativi imposti all’esercizio delle attività...

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