Bussola

Split payment

Sommario

Inquadramento | Ambito di applicazione | Soggetti Passivi | Effetti sulla fatturazione e sulle scritture contabili del fornitore | Esigibilità dell'imposta | Sistema Sanzionatorio | Conseguenze su rimborsi IVA | Calcolo dell’acconto IVA scadenza dicembre 2017 | Riferimenti |

 

  La Legge di Stabilità 2015 ha introdotto nell’ordinamento IVA, l’istituto dello split payment. Si tratta di un meccanismo, applicabile nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, attraverso il quale la P.A. che riceve una fattura con IVA esposta, deve pagare al fornitore il solo importo imponibile e versare l’IVA all’Erario invece del fornitore di beni e servizi. Lo split payment è quindi, il meccanismo secondo il quale il cedente del bene o il prestatore del servizio emette fattura applicando normalmente l'Iva; l'imposta però  non verrà pagata dal cliente/committente al fornitore ma sarà direttamente versata allo Stato.   Lo Split Payment dal 1 luglio 2017 è diventato obbligatorio anche per le fatture emesse dagli esercenti la libera professione (in precedenza espressamente esclusi). La norma è stata abolita dal Decreto Legge 12 luglio 2018 n. 87 (convertito in Legge 9 agosto 2018 n.96). I professionisti potranno tornare ad applicare l'IVA sulle fatture emesse nei confronti delle pubbliche amministrazioni.   Lo split payment non si applica in tutte le fattispecie ove l'imposta manca nella fattura (ad esempio nel caso di operazioni assoggettate a reverse charge). L'art.3 del D.L. 148/2017 amplia l'ambito soggettivo di applicazione dello split payment a partire dal 2018. I...

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