Bussola

Trattamento di fine mandato

03 Novembre 2017 |

Sommario

Nozione giuridica | Determinazione del TFM | La normativa fiscale | Le modifiche del Decreto “Salva Italia” | La rinuncia al TFM-tassazione | In bilancio | In contabilità | Riferimenti |

 

  Nelle società di medie e grandi dimensioni, in aggiunta alla tradizionale forma di retribuzione costituita dal compenso ordinario, si è soliti accantonare una quota a favore degli amministratori alla fine di ogni esercizio, per garantire loro un'ulteriore retribuzione da erogarsi al momento della cessazione del rapporto. Il compenso così determinato viene denominato "Trattamento di Fine Mandato", ed è per analogia assimilabile all'indennità di fine rapporto prevista per i lavoratori dipendenti.
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), espressamente disciplinato dall'art. 2120, c.c., dispone che la quota annuale di accantonamento deducibile è pari all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso diviso per 13,5 (oltre alla rivalutazione al costo della vita); al contrario, per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) non è prevista un'apposita norma che stabilisce quali debbano essere le modalità istitutive ed i criteri di calcolo dell'accantonamento in questione. In assenza di qualsiasi dettato normativo, la quantificazione viene rimessa alla volontà dei soci, ai sensi dell'art. 2389, c.c. laddove si statuisce che i compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione (e del comitato esecutivo) sono stabiliti o all’atto della nomina da parte dell’assemblea o d...

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