Bussola

Voluntary disclosure

Sommario

Inquadramento | Che cos’è la voluntary disclosure | Ambito soggettivo | Ambito oggettivo | Annualità interessate | Cause ostative | Effetti penali | Effetti fiscali | Procedura | Voluntary bis | Riferimenti |

 

  Contesto politico (anche internazionale) e normativo della Voluntary Disclosure La voluntary disclosure si inserisce nell’ambito di un ampio programma di lotta contro i fenomeni di illecito fiscale internazionale in attuazione delle raccomandazioni dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Il programma origina dalla modifica dell’art. 26 del modello OCSE contro le doppie imposizioni che elimina il segreto bancario e prende via via forma: durante il G20 del 2009, con la promozione e l’implementazione di standard globali sullo scambio di informazioni in ambito fiscale, con la normativa USA Facta che introduce l’obbligo per gli intermediari finanziari esteri di comunicare all’agenzia delle entrate statunitense i nominativi dei soggetti fiscale (residenti USA) titolari di relazioni bancarie estere ed ancora, con l’art. 18 della Direttiva 2011/16/UE che stabilisce come nessun Stato membro possa rifiutarsi di fornire informazioni, offrendo come motivazione unicamente il fatto che tali informazioni siano detenute da un istituto bancario. Tale approccio in ambito internazionale ha indotto parecchi governi, tra cui quello italiano, ad adottare un programma di voluntary compliance volto ad incentivare l’uscita dall’illegalità fiscale internazionale.

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