Bussola

XBRL

19 Novembre 2015 |

Sommario

Introduzione | L’uso di XBRL in Italia | I soggetti obbligati | La «Tassonomia Principi Contabili Italiani» | I formati del deposito | La codifica in XBRL | La conformità con il bilancio approvato | Le possibili sanzioni | Le altre applicazioni di XBRL | Cosa cambia nel 2015 | Riferimenti |

 

L’eXtensible Business Reporting Language (XBRL) è un linguaggio informatico globale, sviluppato grazie all’intuizione del commercialista statunitense Charles Hoffman, che ha l’obiettivo di codificare – facendo interagire una grammatica (le specifiche) e un dizionario (la tassonomia) noti – dati economico-finanziari in modo che siano immediatamente scambiabili e facilmente elaborabili su qualsiasi computer. Le specifiche sono definite dal consorzio internazionale XBRL International (http://www.xbrl.org) e rappresentano un “dialetto” del ben più conosciuto eXtensible Markup Language (XML); il loro approfondimento, questione strettamente informatica, non appare utile in questa sede. La tassonomia è invece l’insieme delle parole o, meglio, dei concetti con cui esprimere i dati economico-finanziari: un vero e proprio vocabolario, quindi, che rappresenta il “cuore aziendale” del nuovo strumento. Proprio la disponibilità di tassonomie complete, affidabili e aggiornate è il punto critico per il successo di XBRL, soprattutto laddove se ne chiede l’applicazione obbligatoria e sostitutiva rispetto al più tradizionale strumento cartaceo; la creazione e manutenzione di tali vocabolari è affidata alle Giurisdizioni, ossia enti riconosciuti da XBRL International che hanno il compito di suppo...

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