Rassegna stampa

Transfer pricing, criteri su misura

23 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Lagrutta - Luca Miele, pag. 31

Lo scorso 21 febbraio il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato l’avviso di avvio di un processo di pubblica consultazione sulla bozza di Dm sull’applicazione della disciplina dei prezzi di trasferimento. Lo schema di decreto individua una serie di elementi a fondamento dell’applicazione dell’art. 110 e coerenti con l’art. 9 del modello Ocse di convenzione contro le doppie imposizioni e le linee guida Ocse in materia di prezzi di trasferimento. Il decreto stabilisce che la valorizzazione dei prezzi di trasferimento deve essere informata all’utilizzo del metodo «più appropriato» alle circostanze del caso, tenendo conto dei punti di forza e debolezza di ciascun metodo, della disponibilità di informazioni affidabili, delle caratteristiche dell’operazione oggetto di analisi.

Crediti stralciati, Iva da restituire

23 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 28

Da quanto si desume dalla sentenza della Corte di Giustizia UE di ieri 22 febbraio 2018, il concordato preventivo esige la rettifica della detrazione dell'Iva che ha formato oggetto di riduzione sui crediti falcidiati: l'imprenditore, in relazione ai debiti dei quali è definitivamente liberato per effetto della procedura, deve restituire all'erario l'imposta a suo tempo detratta e non più dovuta ai fornitori. I principi della sentenza sembrano imporre la revisione dell'orientamento dell'amministrazione finanziaria (Risoluzione n. 161/2001), recentemente ribadito in un convegno, secondo cui, dovendo preservarsi l'efficacia liberatoria del concordato, l'impresa non diventa debitrice dell'IVA oggetto di variazione in diminuzione da parte dei fornitori.

Norme antiriciclaggio severe altrimenti il professionista fornirà dossier al Fisco

23 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Giorgia Pacione Di Bello, pag. 30

Uno dei punti presenti all'interno della proposta adottata dal Commissione a giugno 2017, che dovrebbe essere votata a febbraio dal Parlamento Ue in plenaria, prevede che, se la pianificazione fiscale di una società coinvolge un paese con una legge anti-riciclaggio che non rispecchia i paramenti dell'UE, il professionista sarà costretto a fornire al fisco nazionale tutti i dettagli del piano fiscale in essere. «Dal 1° gennaio 2019» si legge nel testo della proposta, gli intermediari dovranno comunicare informazioni sulle pianificazioni fiscali aggressive. Questi dati saranno usati dall'Agenzia delle entrate nazionale per poter affrontare meglio l'evasione fiscale, e ogni tre mesi, dovranno essere comunicati a tutti gli altri stati membri dell'UE. La proposta della Commissione è nata dopo che, dagli scandali fiscali dei Panama papers e dei Paradise papers, è emerso come gli intermediari hanno giocato un ruolo fondamentale nel favorire l'evasione delle multinazionali e dei singoli contribuenti, fornendogli pianificazioni fiscali ad hoc. 

Fisco, simulazione pericolosa

23 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Stefano Loconte – Linda Favi, pag. 27

Da quanto si evince dalla sentenza della terza sezione penale della Corte di Cassazione, la n. 8047, depositata il 20 febbraio, la simulazione tributaria ha rilevanza penale anche in fase cautelare. Sull'interprete grava il compito di individuare il superamento dei confini dell'abuso del diritto con la difficoltà di valutare caso per caso quando le fattispecie concrete sono effettivamente simulatorie e perciò penalmente perseguibili. La pronuncia dà l'occasione di svolgere qualche breve considerazione sullo stato dell'arte della delimitazione dei confini che dividono le fattispecie di abuso del diritto da quelle dei reati tributari. La sentenza, infatti, conferma, in termini concettualmente coerenti, la posizione già presa dalla Corte regolatrice sul tema della rilevanza penale delle fattispecie abusive all'indomani dell'entrata in vigore dell'art. 10 bis dello Statuto del Contribuente, decidendo sul caso concreto che la condotta posta in essere dal contribuente - qualificata in sede di accertamento quale operazione simulatoria - non costituisse un abuso penalmente irrilevante, ma, al contrario, potesse essere ricondotta, quanto meno in fase cautelare, a una fattispecie criminosa.

 

ACE, la «newco» non è elusiva

23 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Mario Ferrol - Gianluca Zanella, pag. 29

In risposta ad un’istanza di interpello, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che non può essere sindacata, sotto il profilo dell’abuso del diritto, un’operazione di acquisizione di una società target, da parte di un gruppo estero, realizzata attraverso una società veicolo italiana appositamente costituita e capitalizzata con i mezzi finanziari necessari per l’acquisizione. L’assenza di profili abusivi è confermata anche in caso di successiva fusione della società target nella società veicolo. Il punto nodale della questione è rappresentato dal fatto che l’operazione, così strutturata, consente la creazione di base ACE in capo al veicolo italiano, che altrimenti non sarebbe emersa qualora l’acquirente estero avesse proceduto direttamente all’acquisto della partecipazione. 

Pagamenti P.A., stretta sui controlli

23 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 30

Giovedì primo marzo troverà applicazione la disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017, articolo 1, comma 986) che abbassa la soglia per effettuare il blocco dei pagamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni e delle società a totale partecipazione pubblica a favore di contribuenti che hanno pendenze con agenzia delle Entrate-Riscossione.
Dal 1° marzo di quest’anno, infatti, il blocco avverrà per debiti di ammontare superiore a 5mila euro e non più 10mila. La stessa norma peraltro prevede anche l’aumento del termine per la sospensione del pagamento - finora fissato in trenta giorni - che, sempre dal primo marzo 2018, si raddoppia in sessanta giorni.

Pagine