Rassegna stampa

Formazione hi-tech agevolata

23 Ottobre 2017

Italia Oggi – La manovra 2018, Roberto Lenzi, pag. 5

Industria 4.0 per il 2018 non prevede solo la proroga degli strumenti esistenti, ma lancia una nuova agevolazione complementare che sostiene la formazione professionale sulle nuove tecnologie. Il credito d'imposta per la formazione 4.0 accompagnerà quindi l'iper-ammortamento, il super-ammortamento e la Sabatini, che incassano proroghe e rifinanziamenti grazie alla manovra per il 2018. Rimangono invece operativi senza modifiche il credito d'imposta per la ricerca & sviluppo e il patent box. L'iper-ammortamento sarà operativo sui beni consegnati fino al 31 dicembre 2019, purché ordinati entro la fine del 2018, mentre il super-ammortamento arriverà fino alla metà del 2019 ma in versione ridotta al 130%. La novità forte sul tema industria 4.0 è l'introduzione di un incentivo per formare il personale sulle nuove tecnologie. Arriva quindi l'ultimo tassello del piano Industria 4.0 che fino a oggi si era occupato solo di incentivare l'acquisto di macchinari e gli investimenti in R&S, ma dal 1° gennaio 2018 si occuperà anche di preparare i lavoratori alla rivoluzione tecnologica.

Bonus pubblicità, confini ampi

23 Ottobre 2017

Italia Oggi – La manovra 2018, Bruno Pagamici, pag. 3

L'art. 4 del D.L. n. 148/2017 (collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2018) prevede un bonus pubblicità del 75% del valore degli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, elevato al 90% nel caso di microimprese, pmi e start- up innovative. La novità è stata introdotta all'art. 57-bis del D.L. n. 50/2017, che ha istituito il credito d'imposta, utilizzabile dal 2018, per chi effettua investimenti pubblicitari incrementali dal 24 giugno al 31 dicembre 2017. Anche se il tenore letterale della norma e la bocciatura di un emendamento ad hoc avevano inizialmente fatto propendere per l'esclusione degli investimenti pubblicitari effettuati su testate online, l'esecutivo ha approvato l'art. 4 del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, che ha messo fine ai dubbi emersi sull'argomento. Al comma 1, lett. a), è stato inoltre stabilito che il credito d'imposta spetta nel limite massimo complessivo di spesa pari a 62,5 milioni di euro per l'anno 2018. 

Cartelle, la rottamazione 2.0 viaggia a differenti velocità

23 Ottobre 2017

Italia Oggi – La manovra 2018, Alessandro Felicioni, pag. 2

Con le disposizioni del D.L. 148/2017 sarà possibile definire i carichi di ruolo del 2017 (fino a settembre) ma anche rientrare in gioco per la precedente versione, laddove la stessa si sia arenata per il mancato pagamento di rateizzazioni già concesse. In più, si potranno regolarizzare i mancati pagamenti di luglio e settembre scorsi della vecchia agevolazione. Da ultimo non sarà più necessario riallineare le rate non versate di accordi in essere per poter presentare la domanda. È l'art. 1 del D.L. n. 148 del 16 ottobre 2017 ad estendere la definizione agevolata dei carichi di ruolo anche alle cartelle di pagamento affidate al concessionario dal primo gennaio al 30 settembre 2017. In analogia a quanto previsto dalla versione originaria della sanatoria, i carichi che possono essere definiti sono quelli «affidati» al concessionario nel periodo considerato. 

Transfer price, le CTP frenano sull’IRAP

23 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Massimo Bellini - Enrico Ceriana, pag. 21

È ancora incerta la rilevanza ai fini IRAP del transfer pricing per i periodi dal 2008 al 2013. Nonostante le varie pronunce favorevoli al contribuente la giurisprudenza di merito non è unanime, mentre non vi sono sentenze della Cassazione o della Corte costituzionale.
La questione trae origine dalla riforma IRAP che a partire dal 2008 ha introdotto il principio di derivazione diretta della base imponibile del tributo dal bilancio d’esercizio. Di conseguenza a partire dal 2008 ai fini IRAP non avrebbero dovuto trovare più applicazione le disposizioni del TUIR fra cui anche l’articolo 110, comma 7, relativo ai prezzi di trasferimento. Tale conclusione trovava conferma indiretta nell’approccio seguito dal Mef che non riteneva più applicabile la convenzione arbitrale 90/436/Eec, finalizzata all’eliminazione della doppia imposizione da rettifiche di Tp, agli avvisi di accertamento ai fini IRAP.

IRI, scelte da rivedere su prelievi e contabilità

23 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli, pag. 20

L’IRI potrebbe essere rinviata di un anno; uno slittamento che non risolve i tanti problemi emersi sulla sua applicazione pratica e anzi ne apre di nuovi. In attesa che il debutto nell’esercizio 2018 (anziché 2017) venga messo nero su bianco dal Parlamento con l’approvazione della manovra, è utile chiedersi quale soluzione possano trovare i punti ancora incerti e cosa accada a chi confidava di poter entrare nel regime opzionale già da quest’anno e aveva orientato in tal senso i prelevamenti e gli acconti d’imposta. 
Il funzionamento del meccanismo regolato dall’art. 55-bis del T.U.I.R. ruota attorno all’ammontare dei prelievi operati dai soci (o dal titolare e collaboratori). Grandezza che, evidentemente, non può che formarsi “per cassa” nel corso dell’esercizio, ragion per cui, chi intendeva optare per il regime sin dal 2017, aveva già fatto tutti suoi calcoli e si era comportato di conseguenza.

Immobili, il Fisco smentisce la perizia

23 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Rosanna Acierno, pag. 19

Un trend recente che si rileva da diversi atti delle Entrate è quello in base al quale la determinazione del maggior valore (soprattutto per i fabbricati a uso terziario) avviene senza alcun sopralluogo, utilizzando le informazioni e i dati presenti nella perizia di stima redatta da un tecnico incaricato dagli stessi acquirenti o dai venditori dell’immobile.
Tutto comincia con la convocazione di venditore e acquirente dell’immobile per acquisire informazioni e documenti su come sia stato, di fatto, determinato il prezzo di compravendita. Se poi l’acquirente o il venditore producono una perizia di stima dell’immobile volta a dimostrare la congrua determinazione del valore di compravendita dichiarato nell’atto, l’ufficio delle Entrate, partendo proprio dai dati forniti dal tecnico e relativi, ad esempio, alla superficie del fabbricato o agli eventuali contratti di locazione in essere, procede, senza sopralluogo, con la rettifica.

Pagine