Rassegna stampa

Costi di pubblicità e ricerca riclassificati con il sì dei sindaci

21 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Franco Roscini Vitali, pag. 30

Dopo che i rendiconti bilanci relativi all'esercizio 2016 sono stati redatti in base alle nuove disposizioni dettate dal D.Lgs. n. 139/15, il controllo passa a sindaci e revisori. Per la verità si tratta di controlli diversi, perché se al collegio sindacale è demandata soltanto la funzione di vigilanza sull'amministrazione e non anche la revisione legale, i sindaci sono chiamati a svolgere sul bilancio di esercizio esclusivamente l'attività di vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto: al collegio spetta esclusivamente un controllo sull'osservanza da parte degli amministratori delle norme procedurali inerenti alla formazione, deposito e pubblicazione, non dovendo effettuare controlli analitici di merito sul contenuto del bilancio né esprimere un giudizio sulla sua attendibilità. 

Finanziamenti, acconto a fine mese

21 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario De Santis, pag. 31

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione 50/E, a pochi giorni dalla scadenza del versamento dell’acconto relativo all’imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio lungo termine dovuta per le operazioni effettuate nell’anno in corso. Con questa Risoluzione, l’Agenzia ha finalmente chiarito i dubbi degli operatori. Tale adempimento dovrà quindi essere effettuato, entro il prossimo 30 aprile, anche per l’annualità in corso, ancorché nell’anno 2017 i contribuenti non procederanno alla presentazione della nuova dichiarazione telematica, la cui introduzione avverrà nel 2018 a seguito dell’emanazione di uno specifico provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate.
In base alle nuove disposizioni gli enti interessati presenteranno in via telematica entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio 2017, una dichiarazione relativa alle operazioni effettuate nel corso dell’esercizio stesso.

Le compensazioni pericolose

21 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Andrea Bongi – Tania Stefanutto, pag. 25 

Giro di vite sulle compensazioni con strascico, sotto forma di sanzioni per il contribuente. Se verranno confermate le misure contenute nella manovra correttiva, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che prevedono l'abbassamento a 5 mila euro dei crediti d'imposta utilizzabili in compensazione senza visto di conformità, molte compensazioni già eseguite diventerebbero, infatti, sanzionabili. Con buona pace della tutela dell'affidamento, della irretroattività delle norme tributarie e dello Statuto del contribuente. Ma andiamo con ordine. È prassi consolidata che i crediti Irpef, inferiori ai 15 mila euro, vengano spesati ben prima della presentazione della dichiarazione, con un evidente vantaggio finanziario per i contribuenti. Le novità contenute nella bozza di decreto legge creeranno probabilmente un maggior gettito dovuto solo allo spostamento a ottobre della compensabilità dei crediti da Unico ma genereranno effetti perversi e imprevedibili su tali utili precoci ma pur sempre legittimi sulla base delle disposizioni vigenti.

Finanziamenti, sostitutiva col mod. F24

21 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Michele Damiani, pag. 25

A decorrere dal prossimo anno (1° gennaio 2018) l'imposta sostitutiva sui finanziamenti potrà essere versata esclusivamente tramite il modello F24. Lo prevede il Provvedimento prot. 78600 pubblicato ieri dalle Entrate, in «un'ottica di razionalizzazione delle modalità di pagamento». Mentre con la risoluzione n. 50 sono state dettate le istruzioni per il versamento. Viene quindi esteso l'utilizzo del modello unificato anche all'imposta sostitutiva dovuta, in via opzionale, al posto delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie, catastali e delle tasse sulle concessioni governative. Il cambiamento dalla vecchia alla nuova modalità di liquidazione sarà graduale, dato che fino al 31/12/2017 sarà possibile versare l'imposta sostitutiva anche tramite il mod. F23. L'Agenzia ha comunicato, inoltre, i nuovi codici tributo da indicare nell'F24, con la risoluzione n. 49/E di ieri. Sono istituiti sia i codici necessari per versare l'imposta ed eventuali interessi e sanzioni, sia quelli utilizzabili per versare gli importi conseguenti ad avvisi di liquidazione emessi dagli uffici. 

Risanamenti senza transazioni

21 Aprile 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Valerio Stroppa, pag. 27

Secondo quanto risposto dal viceministro dell'economia, Luigi Casero, ieri in question time presso la commissione finanza della camera, è esclusa la transazione fiscale nei piani attestati di risanamento. La possibilità di falcidiare i debiti con il fisco per le aziende in crisi che cercano di rimettersi in carreggiata riguarda solo il concordato preventivo e l'accordo di ristrutturazione dei debiti (previsti rispettivamente dagli artt. 160 e 182-bis della Legge fallimentare). Estendere la transazione fiscale anche ai piani di risanamento asseverati, regolati dall'art. 67 Legge fallimentare, «ridurrebbe le tutele del credito erariale, privandolo della garanzia giurisdizionale del procedimento che assicura il controllo di legittimità e di convenienza dell'interesse pubblico». L'interrogazione presentata da Giulio Cesare Sottanelli (Sc-Ala) era volta ad ampliare la platea dei soggetti autorizzati ad attivare la proposta di transazione con il fisco, disciplinata dall'artt. 182-ter della Legge Fallimentare.

Bancarotta, scatta la doppia sanzione

21 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 29

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18927 depositata ieri, ha affermato che la bancarotta documentale può concorrere con il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili e pertanto se l’imputato è già stato processato per il reato fallimentare non può invocare il ne bis in idem sostanziale per il procedimento relativo al delitto tributario. La decisione dei giudici di legittimità è importante perché di fatto introduce il possibile concorso tra i due delitti nonostante, proprio per evitare tale circostanza, il legislatore del 2000 avesse espressamente introdotto la locuzione «salvo il fatto non costituisce più grave reato», come confermato dalla relazione illustrativa. Resterebbe da comprendere a questo punto il senso di tale frase.

Regime di cassa con paracadute

20 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gianfranco Ferranti, pag. 31

Con la Circolare 11/E, l’Agenzia delle Entrate ha limitato i possibili effetti negativi, per le imprese minori interessate dalla disciplina delle società di comodo, della deduzione integrale delle rimanenze nel primo anno di applicazione del regime “misto” cassa-competenza. Il reddito minimo va, infatti, decrementato di tale componente negativo “straordinario”, che non deve essere, altresì, considerato nel risultato fiscale di tale anno, ai fini del “periodo di osservazione” delle perdite sistematiche. 
Le rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza devono essere portate interamente in deduzione del reddito del primo anno in cui si applica il nuovo regime (supponiamo il 2017) e in vigenza dello stesso non concorrono alla formazione del reddito.

Per i cambi si applicano anche tassi internazionali

20 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli - Pietro Vitale, pag. 32

Anche i tassi di cambio utilizzati in contabilità sono coinvolti dall’adeguamento delle norme fiscali alle nuove regole di bilancio, come dall'art. 13-bis del D.L. 244/2016. Viene, infatti, aggiunto al comma 9 dell'art. 110 del T.U.I.R. un nuovo periodo, secondo cui «sono tuttavia applicabili i tassi di cambio alternativi forniti da operatori internazionali indipendenti utilizzati dall'impresa nella contabilizzazione delle operazioni in valuta, purché la relativa quotazione sia resa disponibile attraverso fonti di informazione pubbliche e verificabili». Prima di questo intervento, la disposizione si componeva di un solo periodo che disponeva che agli effetti delle norme in tema di IRES (ma anche di IRPEF) che vi fanno riferimento, il cambio delle valute estere in ciascun mese è accertato, su conforme parere dell'Ufficio italiano dei cambi, con provvedimento dell'agenzia delle Entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il mese successivo.

Finanziamenti infragruppo senza ritenuta

20 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario De Santis, pag. 33

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad una recente istanza di interpello che verteva su alcuni aspetti controversi riguardanti l’ambito applicativo del regime di esonero dall’applicazione della ritenuta del 26% generalmente applicabile agli interessi corrisposti agli operatori finanziari non residenti, ha chiarito sostenendo che gli intermediari finanziari esteri possono erogare finanziamenti a soggetti italiani beneficiando dell’esenzione da ritenuta nel caso in cui il credito sia concesso a società del gruppo di appartenenza. In altre parole viene affermato che gli operatori esteri, anche al fine di poter beneficiare dell’esenzione in oggetto, devono rispettare le norme del Testo unico bancario al pari degli intermediari residenti.

Stop all'aumento dell'IVA per il prossimo anno

20 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e fisco, Valerio Stroppa, pag. 24

Il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, durante l'audizione presso le commissioni riunite di camera e senato per la presentazione del Def, ha affermato che non scatterà l’aumento dell'Iva dal 1° gennaio 2018. Il governo disinnescherà le clausole di salvaguardia, ossia gli incrementi di aliquota già previsti dalla normativa vigente, tramite una «manovra alternativa». L'intervento si concretizzerà nella legge di bilancio per il prossimo anno e sarà realizzato «sia sul lato delle spese sia sul lato delle entrate». Il tema delle clausole di salvaguardia è finito nell'agenda della politica già dall'estate del 2011, con i primi provvedimenti d'emergenza adottati contro la crisi dello spread. Nonostante il doppio aumento dell'IVA ordinaria (salita prima dal 20% al 21% nel settembre 2011 e poi al 22% nell'ottobre 2013), la maggior parte del gettito atteso ascritto agli incrementi dell'imposizione indiretta è stato di volta in volta posticipato dai diversi governi che si sono succeduti.

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