Rassegna stampa

Fotovoltaico, cumulo di incentivi da restituire

18 Ottobre 2019

Il Sole 24 Ore – Decreto Fiscale, Giorgio Gavelli, pag. 22

Dalla bozza di Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 sta prendendo forma la restituzione integrale facoltativa del risparmio d’imposta fruito, senza applicazione di sanzioni o interessi, entro il prossimo 30 giugno con contestuale presentazione di istanza di definizione all’Agenzia delle Entrate. Secondo la bozza, il mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti è subordinato al pagamento di una somma determinata applicando alla variazione in diminuzione a suo tempo effettuata in dichiarazione e relativa alla detassazione l’aliquota d’imposta (IRES o IRPEF) di tempo in tempo vigente. Sembra, quindi, che il termine del 31 dicembre 2019 fissato per la restituzione dal Gse nel comunicato del 14 novembre 2018 sia destinato a slittare ancora.

Più carcere per le fatture false

18 Ottobre 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Stefano Loconte - Giulia Mentasti, pag. 39

La bozza del decreto fiscale prevede l'assaggio di riforma dei reati tributari: per le fatture false innalzato il limite massimo di pena dai sei a otto anni di carcere. E' questa la novità sui reati tributari contenuta. La misura è una prima norma del disegno più ampio di riforma dei reati penali tributari per cui è in corso una discussione all'interno della maggioranza e che sarà inserita nel corso dell'iter della manovra. Al momento è scomparsa dal decreto fiscale anche la nuova, in campo tributario, fattispecie penale, della confisca per sproporzione, (la possibilità di sequestrare con sentenza passata in giudicata beni dell'imputato sproporzionati rispetto alla dichiarazione dei redditi). Tornando al reato di fatture false, sebbene inizialmente si fosse immaginato di intervenire su plurime delle fattispecie penal-tributarie previste dal D.Lgs. 74/2000, l'unico reato che al momento pare essere interessato da un inasprimento del trattamento sanzionatorio, elevando il limite massimo di pena da sei a otto anni di reclusione, è quello di cui all'art. 2.

Ultima chance per i rottamati

18 Ottobre 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giuliano Mandolesi, pag. 40

Il decreto fiscale riconosce ancora una chance per i rottamati che non sono riusciti a versare il 31 luglio la prima rata della terza edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

Viene infatti riaperto il termine per il pagamento della prima (o unica) rata della rottamazione ter fissando e prorogando di fatto la scadenza al prossimo 30 novembre 2019. La norma, così come indicato nella relazione illustrativa al decreto fiscale, avrebbe come finalità quella di evitare disparità tra rottamati ter con domanda presentata entro il 30 aprile scorso, che erano appunto chiamati al versamento della prima o unica rata entro il 31 luglio scorso e i rottamati ter post riapertura dei termini che invece potevano presentare le istanze di adesione entro il 31 luglio e pagare entro il 30 novembre.

Compensazioni, il Fisco prende tempo

18 Ottobre 2019

Il Sole 24 Ore – Decreto Fiscale, Alessandra Caputo - Gian Paolo Tosoni, pag. 21

L’articolo 3 della bozza di decreto fiscale collegato alla manovra, approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, estende alle imposte dirette la disciplina sulle compensazioni già prevista per i crediti IVA e introduce una sanzione di mille euro per le compensazioni non regolari. A norma del comma 3 dell’articolo 3, le nuove regole si applicano con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019. Pertanto, i contribuenti potranno utilizzare i crediti maturati nel 2019 a partire da maggio 2020, ovvero da quando è possibile presentare le relative dichiarazioni. In realtà, pur essendo possibile presentare la dichiarazione da maggio è ben probabile che i tempi si allunghino in quanto i software di compilazione e i moduli di controllo non sono mai disponibili prima dell’estate.

Dati delle e-fatture utilizzabili per tutte le indagini della GdF

17 Ottobre 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce, pag. 26

Anche per il 2020 resta il divieto di emettere fattura elettronica tramite SdI per le prestazioni sanitarie rese a privati. È una delle misure del “pacchetto” fatturazione elettronica, contenuto nella bozza di Dl fiscale collegato alla manovra, insieme all’utilizzabilità di tutti i dati che popolano il tracciato xml, compresi quelli relativi a natura, quantità, qualità dei beni e servizi, non solo per finalità di accertamento fiscale ma anche per l'esercizio delle attività istituzionali di polizia economico-finanziaria demandate alla Guardia di Finanza in settori diversi da quello strettamente tributario (spesa pubblica, mercato dei capitali, tutela della proprietà intellettuale), ed all’estensione del periodo di memorizzazione sino al 31 dicembre dell'ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o, in ogni caso, sino alla definizione di giudizi in cui potrebbero essere utilizzati.

Il committente risponde in solido anche delle ritenute

17 Ottobre 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli, pag. 28

Ritorna la responsabilità del committente per le ritenute fiscali operate ai dipendenti nella filiera di appalti e subappalti, ripescata dal decreto fiscale con un grado di farraginosità più elevato. Il nuovo articolo 17-bis prevede che in tutti i casi di affidamento di un’opera o un servizio da parte di un sostituto d’imposta residente (sono esclusi i privati, ma vi rientrano enti pubblici e i condomini), le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato – comprese quelle per le addizionali regionali e comunali – operate dall’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice nel corso della durata del contratto sono versate dal committente. L’obbligo si riferisce alle somme riguardanti i soli «lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio» affidato, ma qui emerge una forte criticità. Infatti, lo stesso dipendente può aver lavorato per una pluralità di cantieri di pertinenza di committenti differenti.

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