Rassegna stampa

Censimento per i derivati di copertura

21 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Carucci - Barbara Zanardi, pag. 40

Bilanci 2016: ecco come debuttano gli strumenti finanziari derivati di copertura dei flussi finanziari. In particolare, in base al n. 11-bis del comma 1, dell’art. 2426, introdotto dal D.Lgs. n. 139/2015, a partire dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2016, per la prima volta i derivati devono essere iscritti tra le attività e le passività nelle nuove specifiche voci destinate ad accogliere la loro valutazione al fair value.
L’applicazione retroattiva del nuovo criterio di valutazione comporta, inoltre, la rilevazione dei saldi di apertura dei derivati con contropartita nel patrimonio netto. Le nuove regole si applicano a prescindere che il bilancio sia redatto in forma ordinaria o abbreviata. Sono esonerate le sole società inquadrabili tra le “micro-imprese”.

Rottamazione a rischio errore

21 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Salvina Morina - Tonino Morina, pag. 41

Rottamazione delle cartelle: attenzione agli errori nell’indicazione delle voci nei ruoli. Per conoscere il costo della definizione agevolata dopo avere presentato la domanda entro il 31 marzo 2017, occorrerà attendere il conto che sarà presentato dall’Agente della riscossione entro il mese di maggio 2017. Tuttavia il contribuente dovrà verificare attentamente se il conto è giusto, in quanto basterà una lettera sbagliata nell’indicare le somme iscritte nei ruoli della riscossione perchè il conto diventi più elevato. Ciò è capitato ad alcuni contribuenti che hanno ricevuto da parte dell’Agente della riscossione una previsione delle somme da pagare e si sono accorti che le sanzioni, invece di essere contraddistinte con la lettera «S» (sanzioni), erano segnalate con la lettera «I» (imposte). 

 

 

Gli scambi Intra UE possono fare a meno del bollino VIES

20 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 9

L'attribuzione dell'IVA sugli scambi intracomunitari «B2B» al paese di destinazione non può dipendere dalla circostanza che i soggetti passivi siano specificamente abilitati a effettuare tali operazioni. Recentemente la Corte di giustizia ha imposto (a tutti gli stati membri) di rivedere il meccanismo di autorizzazione basato sul riconoscimento di una soggettività passiva di secondo livello, attuato mediante la validazione della posizione IVA nel c.d. archivio Vies. Il meccanismo, derivato dall'esperienza spagnola del «registro degli operatori intracomunitari» (ROI), può entrare infatti in collisione con i principi generali del sistema, oltre che con le procedure del Regolamento UE n. 904/2010. In attesa di eventuali iniziative normative, possibilmente armonizzate, o di chiarimenti dell'amministrazione finanziaria, occorre interrogarsi su quale sia l'impatto dell'intervento dei giudici di Lussemburgo sia sul piano sostanziale che su quello operativo.

Atti non esibiti, c'è via di fuga

20 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Andrea Bongi – Silvia Bartolozzi, pag. 11

Non è così pacifico che i documenti non esibiti dal contribuente dietro richiesta dell'ufficio nella fase amministrativa siano inutilizzabili in sede contenziosa. Una lettura attenta delle ultime sentenze emesse dalla Corte di Cassazione sulla suddetta sanzione «accessoria», prevista dall'art. 32 del D.P.R. n. 600/1973 lascia intravedere l'esistenza di tutta una serie di varchi e condizioni a tutela del contribuente che è in buona fede. Secondo i giudici di legittimità, infatti, l'impossibilità di produrre a propria difesa nella sede contenziosa notizie, dati, atti e documenti non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell'ufficio deve essere invece attentamente valutata dal giudice tributario e confermata solo nelle situazioni di palese violazione del precetto da parte del contribuente.

Il rimborso fa spazio all’integrativa

20 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 17

Non sono allo stesso piano la dichiarazione integrativa a favore e l’istanza di rimborso: di fatto, non si possono usare l’una al posto dell’altra. La dichiarazione integrativa (sia a favore che a sfavore del contribuente) ha la stessa “natura” della dichiarazione originaria. Con la dichiarazione tributaria vengono comunicati all’amministrazione i fatti – o la qualificazione degli stessi – attraverso i quali si è giunti all’autoliquidazione del tributo. Quindi, con la dichiarazione integrativa si comunicano al fisco nuovi fatti o si qualificano diversamente quelli dichiarati originariamente. Va anche osservato che la dichiarazione tributaria rappresenta il momento iniziale dell’attività di accertamento.

Così è senz’altro corretto che, quando si presenta una dichiarazione integrativa, i termini di decadenza dell’azione di accertamento decorrano dal momento di presentazione della stessa, limitatamente ai soli fatti oggetto dell’«integrazione».

IVA, il ravvedimento passa dal modello

20 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli - Massimo Sirri, pag. 18

Entro il prossimo martedì 28 febbraio bisogna presentare il credito che risulta dalla dichiarazione IVA; tale credito può essere usato anche per ravvedere eventuali debiti d’imposta periodici non onorati alle scadenze ordinarie. Il Decreto Fiscale (D.L. 193/2016, art. 4) ha previsto la possibilità di presentare la dichiarazione annuale tra febbraio e aprile. Tuttavia, tale disposizione scatterà solamente dal prossimo anno. Per il 2016, infatti, resta ferma l’anticipazione della presentazione in forma autonoma entro il 28 febbraio. Il ravvedimento operoso può essere utilizzato anche a fronte di mancati versamenti relativi alle liquidazioni periodiche. Tuttavia, non possono essere usati eventuali crediti scaturiti nei periodi successivi, se non “congelati” in un modello TR. 

Immobili assegnati ai soci anche con il valore di libro

20 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Meneghetti, pag. 19

In merito all’assegnazione agevolata, è bene osservare il rapporto esistente tra  patrimonio netto contabile e valore dell’immobile assegnato ai soci. Della questione si è parlato nel corso di Telefisco 2017. Il punto di partenza per cercare di affrontare in modo risolutivo questa problematica è la definizione di assegnazione che non si rinviene direttamente nel Codice civile. Da sempre l’Agenzia delle Entrate ha colmato l’assenza di una definizione civilistica fornendo una propria nozione che viene riassunta nella seguente affermazione: «L’assegnazione viene a configurarsi ogni qual volta la società procede, nei confronti del socio, alla distribuzione di capitale o di riserve, o alla distribuzione di utili o riserve di utili mediante l’attribuzione di un bene» (Circolare 26/E/2016, par. 1). 

Modelli INTRASTAT con distinguo

20 Febbraio 2017

Italia Oggi – Milleproroghe, Tania Stefanutto, pag. 6

Confusione modelli INTRASTAT – acquisti. Tra norme vigenti, in via di approvazione e interventi dell'amministrazione finanziaria. Nel bel mezzo della conversione del decreto Milleproroghe, dopo che il governo ha presentato l'emendamento (13.35 introdotto in commissione affari costituzionali) per la reintroduzione dei modelli INTRASTAT acquisti 2017, infatti, interviene un comunicato congiunto (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle dogane, ISTAT) venerdì 17 febbraio per cambiare ancora le carte in tavola. In questo momento la situazione è paradossale: sono aboliti gli elenchi INTRASTAT acquisti a far data dall'1° gennaio 2017 (art. 4 D.L. 193/2016 conv. con modifiche nella L. 225/2016); entrerà in vigore, dopo l'approvazione alla Camera, una legge di conversione del Milleproroghe che ripristinerà l'obbligo degli elenchi INTRASTAT acquisti per tutto il 2017; è stato pubblicato sul sito delle Entrate un comunicato stampa che obbliga i contribuenti mensili che acquistano beni a inviare il modello per il mese di gennaio, anche in assenza di norma.

Big data contro l'evasione

17 Febbraio 2017

Italia Oggi - Imposte e Tasse, Giorgia Pacione di Bello, pag. 27

 

I big data e l'analisi comportamentale dieventano la nuova frontiera del fisco. Almeno di questo avviso è il Canada revenue agency (Cra, Agenzia delle entrate canadese) che per sconfiggere l'evasione fiscale ha deciso di implementare i suoi sistemi di controllo puntando sull'analisi dei dati presenti nel web. Nella relazione 2016-2017 dell'Agenzia il precedente commissario, Andrew Treusch, ha affermato che «la tecnologia sta cambiando il modo in cui l'Agenzia opera». «L'analisi dei dati» continua Treusch ci sta fornendo una migliore comprensione dei comportamenti dei contribuenti e ci permette di ottimizzare tempi e risorse. Dal punto di vista pratico il Cra sta (attualmente) lavorando sui dati ricevuti dalle istituzioni finanziarie riguardanti tutti quei contribuenti che da gennaio 2015 hanno effettuato una transazione elettronica pari o superiore ai 10 mila dollari. Obiettivo: creare una mappatura.

Dati IVA semestrali, ma torna l’Intra

17 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi, Marco Mobili-Giovanni Parente, pag. 33

 

Primo via libera del Senato al Decreto Milleproroghe. Con 153 voti favorevoli, 99 voti contrari e nessun astenuto il provvedimento passa ora al veloce esame della Camera dei Deputati, che dovrà darne l’approvazione definitiva entro il 28 febbraio 2017. Il voto di ieri dell’Aula del Senato è stato accompagnato dalle proteste delle auto bianche che chiedono il ritiro dell’emendamento targato Linda Lanzillotta (Pd) approvato in commissione Affari costituzionali e poi imbarcato dal Governo nel maxiemendamento che posticipa al 31 dicembre 2017 il termine per l’emanazione del decreto del ministero delle Infrastrutture e trasporti finalizzato a impedire le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente.

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