Rassegna stampa

L’editore può detrarre l’IVA non assolta dal cliente

23 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Stella Monfredini, pag. 26

Con la Risposta ad interpello n. 155 pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate afferma che le società editrici che hanno liquidato l'IVA mediante applicazione del regime speciale monofase (art. 74, c. 1, lett. c del DPR 633/72) possono portare in detrazione l'imposta (mediante emissione di nota di variazione ai sensi dell'art. 26, c. 2 del DPR 633/1972) in caso di insolvenza del cliente. Il caso in esame riguardava una società editrice di riviste e giornali periodici ha sottoscritto un contratto di distribuzione (riconducibile sostanzialmente a un contratto estimatorio) con una impresa di distribuzione nazionale affidandole la diffusione e distribuzione dei suoi prodotti editoriali alle edicole ubicate sul territorio nazionale.

Organi di controllo dimezzati

23 Maggio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Michele Damiani, pag. 28

Dallo studio realizzato dalla Cerved, la società scelta dal CNDCEC come partner scientifico per la definizione degli indicatori delle crisi di impresa, con l'obbligo dell'organo di controllo le srl si dimezzeranno. Se verrà approvato l'emendamento al dl crescita presentato dal deputato Alberto Gusmeroli, che riscrive i limiti patrimoniali per la nomina obbligatoria, le società coinvolte saranno poco meno di 90 mila, a differenza delle circa 180 mila che sono ricomprese dalle soglie originali identificate dalla riforma della crisi di impresa.

L'emendamento fissa l'obbligo per le aziende che, negli ultimi due esercizi, hanno l'attivo dello stato patrimoniale superiore ai 2 milioni di euro, un volume di ricavi superiore ai 2 milioni e almeno 10 dipendenti occupati (l'obbligo è anche per le società che devono presentare un bilancio consolidato o per quelle che controllano una società obbligata alla revisione dei conti).

Superammortamento per le auto aziendali

23 Maggio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 28

Alcuni degli emendamenti segnalati ieri in commissione finanze delle camere del decreto crescita prevedono: la deducibilità IMU per i capannoni del 100% dal 2022; il superammortamento esteso anche alle autovetture aziendali, il restyling per l'obbligo di revisione nelle srl, l'affitto da azienda dal commercialista e dall'avvocato.  Le correzioni al testo del decreto 34 iniziano a prendere forma con la scrematura degli oltre 1.200 emendamenti presentati si è arrivati a 447 emendamenti segnalati per ciascun gruppo politico. In particolare quelli della lega risultano essere 81. Nel pacchetto degli emendamenti segnalati dalla maggioranza c'è tutta la proposta di legge sulle semplificazioni, spacchettata in 28 interventi correttivi. Non c'è ancora l'emendamento che estende la compagine della cassa ragionieri agli amministratori di condominio.

s.r.l. unipersonali a colpo sicuro

23 Maggio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Benito Fuoco - Nicola Fuoco, pag. 29

La Corte di Cassazione, nelle ordinanze n. 12334 e 12335/2019 dello scorso 9 maggio, ha affermato che in una srl unipersonale, in cui unico socio e amministratore siano la stessa persona, le sanzioni tributarie irrogate alla società possono essere richieste direttamente all'amministratore e socio unico, il quale risponde personalmente e illimitatamente con il proprio patrimonio.Il ragionamento operato dai giudici di Piazza Cavour porta a disapplicare la regola speciale, secondo cui le sanzioni tributarie irrogate a carico di società «sono esclusivamente a carico della persona giuridica» (art. 7 del DL 269/2003), ed a ripristinare la regola generale, «la sanzione è riferibile alla persona fisica che ha commesso la violazione» (art. 2 del D.Lgs. 472/1997), nel caso in cui gli interessi della società coincidano, di fatto, con quelli della persona fisica che sia socio unico e amministratore della unipersonale.

Porte aperte alla sanatoria delle liti con rate della rottamazione bis in regola

23 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luigi Lovecchio, pag. 26

Con la Risposta ad interpello n. 154, l’Agenzia delle Entrate ritorna a rispondere in materia di rapporti tra rottamazione bis e definizione ex articolo 6 del decreto legge 119/2018, riprendendo quanto affermato con la Circolare 6/2019. Se il contribuente ha pagato le rate in scadenza al 7 dicembre 2018 della rottamazione bis, può presentare istanza di definizione della lite pendente. In tal caso, le somme residue del ruolo non dovranno essere più versate, in quanto confluiscono nella sanatoria del contenzioso. Nel caso sottoposto all'attenzione del Fisco, il contribuente aveva correttamente rispettato la scadenza del 7 dicembre 2018. Al riguardo, si ricorda che entro tale data occorreva pagare le rate della rottamazione bis originariamente in scadenza a luglio, settembre e ottobre 2018.

Per chiudere le liti è caccia ai pagamenti già effettuati

23 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi - Antonio Iorio, pag. 25

C’è ancora tempo fino al 31 maggio 2019 per aderire alla definizione delle liti pendenti. Entro tale data, chi ha proposto l’atto introduttivo del giudizio in primo grado (o chi vi e? subentrato o ne ha la legittimazione) deve presentare una distinta domanda per ogni controversia. Sono definibili solo le liti avverso atti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, anche in Cassazione e a seguito di rinvio, il cui ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018 e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva. Nella domanda oltre ai dati identificativi del contribuente e dell’Ufficio, va indicato l’organo giurisdizionale presso cui pende la controversia (se CTP, CTR o Cassazione) e il numero di iscrizione al registro generale (Rg).

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