Rassegna stampa

Fornitori nella rete delle frodi con lettere d’intento

10 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavell - Riccardo Giorgetti, pag. 18

Per i contribuenti che dovessero essere coinvolti, a loro insaputa, in un illecito come fornitori, frodi IVA e lettere di intento potrebbero rappresentare un binomio pericoloso. Il rischio si collega al fatto che, nonostante l’art. 7, ai commi 3 e 4 del D.Lgs. n. 471/1997, limiti senza eccezioni la responsabilità del fornitore o prestatore dell’esportatore abituale che ha emesso fattura senza addebito dell’IVA al solo caso in cui lo stesso non abbia materialmente ricevuto la lettera d’intento, i verificatori procedono spesso a richiedere il tributo “evaso” a tale soggetto, con applicazione delle relative sanzioni, adducendo che lo stesso era a conoscenza della frode perpetrata o, comunque, non avesse eseguito i necessari riscontri per verificare l’affidabilità del cessionario.

Vendere a terzi la lista clienti non è cedere il ramo d’azienda

10 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Nessi, pag. 20

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha affermato che la cessione di una lista clienti non può costituire, di per sé, una cessione di ramo d’azienda. Questo principio, hanno sostenuto i giudici con la sentenza n. 2379/24/2018, vale anche in caso di trasferimento di dipendenti che sono sprovvisti di poteri di rappresentanza. Inoltre, in materia di transfer pricing, la penalty protection deve ritenersi applicabile anche nel caso in cui l’amministrazione finanziaria non dovesse condividere le valutazioni fatte dal contribuente. Nel caso esaminato, l’Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione le quote di ammortamento relative a un’operazione di cessione di clientela effettuata da una consociata estera a favore della società accertata.

Fideiussione tardiva: interessi bloccati sul rimborso IVA

10 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Fabrizio Cancelliere - Gabriele Ferlito, pag. 20

La Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza n. 4029/7/2018, ha affermato che l’eventuale ritardo del contribuente nella produzione della garanzia fideiussoria blocca la maturazione degli interessi ai fini del rimborso IVA. Infatti, nell’ambito della normativa che disciplina questi recuperi d’imposta, la richiesta di fideiussione formulata dall’ufficio è assimilabile ad una richiesta documentale. Nel caso in esame, una richiesta di rimborso IVA formulata da una società con la dichiarazione modello IVA anno 2010. Al fine di verificare la spettanza del diritto al rimborso, nell’ottobre 2011 l’Agenzia delle Entrate chiede alla società di produrre la necessaria documentazione e la richiesta viene ottemperata in tempi brevi.

Ibridi, stop al disallineamento e alle doppie deduzioni

10 Dicembre 2018

Italia Oggi Sette – Lotta all’elusione, Valerio Stroppa, pag. 2

Con il dlgs di recepimento del pacchetto Atad, (Anti tax avoidance directive) approvato in via definitiva dal consiglio dei ministri del 28 novembre 2018, exit tax e disciplina Cfc guardano al passato. Nonostante le modifiche introdotte per allineare i due regimi alle nuove disposizioni previste dalle direttive europee contro l'elusione (Atad 1 e Atad 2), l'Italia ha scelto di mantenere l'ambito soggettivo allargato già previsto dal nostro ordinamento. Le norme sull'imposizione in uscita e sulle società controllate estere continueranno quindi ad applicarsi anche a soggetti diversi dalle società ed enti sottoposti a Ires, come invece richiede Bruxelles. Cambia anche il regime fiscale delle distribuzioni di utili e delle plus/minusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni in società non residenti, proprio alla luce della stretta connessione tra il regime Cfc e il trattamento tributario di dividendi e capital gain.

E-fatture, contro gli hacker è bene non abbassare la guardia

10 Dicembre 2018

Italia Oggi Sette – Fatturazione elettronica, Sabrina Iadarola, pag. 4

Rischio hackeraggio per la nuova fatturazione elettronica. Le associazioni di imprese sono prudenti o addirittura timorose. Il Garante per la privacy frena. Sembra proprio che la fattura elettronica non stia nascendo sotto i migliori auspici. A maggior ragione se a sollevare dubbi sono gli esperti di sicurezza digitale. Quella «sproporzionata raccolta di informazioni e quindi rischi di usi impropri da parte di terzi» richiamata dal Garante potrebbe davvero diventare un allettante tesoretto per gli hacker? Valerio Pastore, oggi a capo della società Boole Server, tra i big nella sicurezza digitale, qualche giorno fa in un'intervista a Il Giornale ha dichiarato di credere nella digitalizzazione del paese, «ma», sottolinea, «se si fa un passo del genere bisogna garantire la sicurezza dei dati che verranno inseriti nel sistema, che sono dati delicatissimi: personali, commerciali, fiscali, industriali, di tutto. Ebbene, non c'è traccia di misure destinate a tutelare la riservatezza di questi dati».

La pace fiscale si ingarbuglia

10 Dicembre 2018

Italia Oggi Sette – Fisco, Giuliano Mandolesi, pag. 8

Con il passaggio in Senato del Decreto Fiscale, la pace fiscale diventata un labirinto di scadenze e scontistiche. Con le modifiche il legislatore, se da un lato raggiunge l'obbiettivo di ridefinire e chiarire alcuni importanti aspetti della disposizione sulla pacificazione fiscale, dall'altro genera però un vero e proprio groviglio tra percentuali di sconto e date di scadenza di non facile comprensione e gestione da parte dei contribuenti. La rottamazione dei Pvc, ovvero i verbali coi quali si conclude l'attività di controllo svolta dagli uffici dell'Agenzia delle entrate o dalla Guardia di finanza in caso di verifica fiscale presso la sede del contribuente, è una procedura completamente lasciata alla gestione degli interessati, sia per quanto riguarda la liquidazione delle imposte dovute sia per la scelta della struttura del piano di rateizzazione.

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