Rassegna stampa

La stretta ACE pesa sull’acconto IRES

22 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Emanuele Reich e Franco Vernassa, pag. 27

I soggetti IRES che intendono versare l’acconto 2017 con il metodo storico devono tenere conto che l’imposta relativa al 2016, che ne costituisce la base di calcolo, deve essere rideterminata applicando, per quanto attiene l’ACE, il minore rendimento nozionale dell’1,6%, introdotto dal D.L. 50/2017, in luogo del rendimento del 4,75% vigente nel 2016. Si ricorda che dal 2018 il rendimento è ulteriormente ridotto all’1,5%. La diminuzione del rendimento riduce l’incentivo ACE, che nel tempo ha costituito una conveniente modalità di impiego del denaro, originariamente anche per scopi finanziari e non solo per gli investimenti. 

Il leasing operativo va in bilancio

22 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Franco Roscini Vitali, pag. 28

I due regolamenti sui nuovi princìpi contabili internazionali IAS/IFRS in materia di leasing e ricavi sono stati ufficializzati: sono le più importanti novità dei cinque regolamenti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale UE del 9 novembre. Un altro rimedia alle conseguenze temporanee dello sfasamento tra la data di entrata in vigore dell’IFRS 9 in materia di strumenti finanziari e il nuovo IFRS 17 sui contratti assicurativi che sostituisce l’IFRS 4. I restanti due regolamenti modificano lo IAS 12 e allo IAS 7 con applicazione dai bilanci 2017: il primo chiarisce come contabilizzare le attività fiscali differite relative a strumenti di debito valutate al fair value, il secondo migliora le informazioni sulle attività di finanziamento.

Equo compenso, due anni per fare ricorso

22 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonino Porracciolo, pag. 29

Dall’entrata in vigore delle nuove norme decorre il termine di 24 mesi a disposizione dei professionisti per chiedere al giudice l’annullamento delle presunte clausole vessatorie o l’adeguamento del presunto compenso non equo. È questa una delle novità della disciplina dell’equo compenso, che aggiorna i rapporti tra professionisti e clienti “forti”, contenuta nel decreto fiscale ora all’esame della Camera dopo aver avuto il primo ok del Senato. 
In base al nuovo art. 13-bis, comma 9, della Legge n. 247/2012, l’azione diretta alla dichiarazione di nullità delle clausole vessatorie contenute nelle convenzioni stipulate tra avvocati e imprese «è proposta, a pena di decadenza, entro ventiquattro mesi dalla data di sottoscrizione delle convenzioni medesime». 

Rimborsi IVA in 62 settimane

22 Novembre 2017

Italia Oggi, Diritto e Fisco, Valerio Stroppa, pag. 37

Secondo quanto emerge dal rapporto «Paying Taxes 2018», lo studio elaborato dalla Banca mondiale e PwC che analizza i sistemi fiscali di 190 paesi, pubblicato ieri, ci vogliono un anno e tre mesi per ricevere un rimborso IVA. Per richiedere il quale le imprese italiane impiegano in media 42 ore, tenendo anche conto del tempo speso per rispondere alle domande dell'Agenzia delle entrate durante l'istruttoria e la fase di controllo. Le 62,6 settimane che gli operatori economici devono aspettare per incassare i rimborsi Iva sono più del doppio della media mondiale (27,8 settimane), mentre a livello europeo il dato scende a 16,4 settimane. Situazione analoga per l'istanza di rimborso, che occupa i soggetti esteri per 18,4 ore (mondo) e 7,1 ore (Europa). L'indagine confronta il grado di facilità nel pagare le tasse, il peso del prelievo tributario e contributivo sugli utili aziendali, nonché i costi di compliance diretti e indiretti.

Detrazione legata alla fattura

22 Novembre 2017

Italia Oggi, Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 39

Basta un'interpretazione euro orientata della norma, per evitare le complicazioni operative e le incongruenze derivanti dalle disposizioni del D.L. n. 50/2017, che hanno individuato quale (esclusivo) periodo di competenza per la detrazione dell'Iva l'anno in cui l'imposta è divenuta esigibile, non è indispensabile modificare la legge. Tale interpretazione è diretta a valorizzare il requisito formale (ma necessario) del possesso della fattura d'acquisto, riconoscendo che il diritto si esercita nel periodo d'imposta nel quale vengono ad esistenza entrambi i presupposti della esigibilità dell'imposta e della disponibilità della fattura. Per esempio, se l'operazione è effettuata (e l'imposta è divenuta esigibile) a dicembre del 2017, ma la fattura arriva nel 2018, la detrazione dovrebbe essere esercitabile nel 2018, a partire dalla liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel quale è pervenuta la fattura e fino alla dichiarazione annuale da presentare nel 2019. 

Giusto processo nel rito fiscale

22 Novembre 2017

Italia Oggi, Imposte e Tasse, Andrea Bongi – Mario Cicala, pag. 40

Una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione (n. 22627 del 27 settembre 2017 Pres. Iacobellis Rel. Conti) stabilisce che anche al processo tributario si rendono applicabili i principi sanciti nell'art. 6 della Carta europea dei diritti dell'uomo. Alla luce di tale pronuncia i principi del giusto processo provano a farsi spazio anche nel rito tributario. Il processo tributario, al pari di quello civile e penale, deve infatti svolgersi di fronte a un giudice terzo e imparziale, in condizioni di sostanziale parità fra le parti e assicurare una ragionevole durata. Si tratta di una decisione innovativa che si pone in netto contrasto con un indirizzo giurisprudenziale della medesima corte che sembrava ormai consolidato e pacifico. Preso atto del contenuto dell'ordinanza in commento si tratta ora di capire se siamo di fronte a un vero e proprio cambio di passo da parte dei giudici di legittimità sul delicatissimo tema o se, come si suol dire, è soltanto una rondine che non fa primavera.

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