Rassegna stampa

Via libera all'Ape volontario Prestito garantito in tre mosse

19 Febbraio 2018

Italia Oggi – Previdenza e Reddito, Daniele Cirioli, pag. 2

Al via l’«APE volontario». Con notevole ritardo sulla tabella di marcia, la novità della Legge Bilancio 2017 (L. n. 232/16), cioè l'anticipo pensionistico («Ape»), «volontario» (per distinguerlo da quello «sociale», il cui costo è a carico dello stato), è in piena fase operativa, a disposizione di chi abbia necessità di un «reddito». L'Ape volontario è un «prestito» a tutti gli effetti, dello stesso tipo dei prestiti al consumo. Non può dirsi che sia un anticipo di pensionamento, perché non c'è sconto dei requisiti, né la sua liquidazione anticipata. Proprio perché è un prestito ha anche una (sorta) d'ipoteca (la pensione di vecchiaia) e un prezzo: interessi finanziari più premio di assicurazione contro il rischio premorienza più una commissione al fondo di garanzia dello stato.

Chi ha perso il posto di lavoro può fare domanda per la Rita

19 Febbraio 2018

Italia Oggi – Previdenza e Reddito, Daniele Cirioli, pag. 4

Con la Rita si riesce ad andare in pensione a 57 anni. Non è un vero e proprio pensionamento, ma una «rendita integrativa anticipata»: l'erogazione anzitempo, cioè, di quanto un lavoratore ha versato e accumulato presso un fondo pensione. Condizione basilare è la perdita di un posto di lavoro; in tali casi, la Rita può essere richiesta fino a 5 anni prima della maturazione dell'età per la pensione di vecchiaia (66 e 7 mesi nel 2018) e addirittura fino a 10 anni prima (dunque a 57 anni circa) qualora si è disoccupati da oltre 24 mesi. È la Covip (circolare n. 888/2018) a dettare le istruzioni operative della misura introdotta l'anno scorso dalla Legge Bilancio 2017 in via sperimentale (doveva terminare il prossimo 31 dicembre) e resa strutturale (non ha più scadenza) dalla Legge Bilancio 2018.

I contenziosi vanno in freezer

19 Febbraio 2018

Italia Oggi – Fisco, Valerio Stroppa, pag. 6

L'effetto della modifica normativa recata dal D.Lgs. n. 156/2015 all'articolo 39 del D.Lgs. n. 546/1992 è che la pronuncia del giudice prevale sempre sull'esito della procedura amichevole. E poiché continuano ad aumentare i casi di Map aperte dai contribuenti per risolvere casi di doppia imposizione, sono in crescita negli ultimi mesi anche i contenziosi che vengono sospesi dalle commissioni tributarie in attesa della definizione della controversia a livello internazionale. Il quale, al comma 1-ter, prevede ora che il processo tributario è congelato, su richiesta conforme delle parti, laddove sia stata iniziata una Map (acronimo di «mutual agreement procedure»), che si tratti di una procedura avviata ai sensi delle Convenzioni bilaterali oppure della Convenzione arbitrale in materia di transfer pricing.

Indagini IVA, più difese per l’acquirente

19 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi - Antonio Iorio, pag. 17

Nelle frodi IVA, per gli acquirenti è cruciale la prova della buona fede. In presenza di illeciti IVA commessi dai fornitori di beni e servizi, il Fisco contesta al compratore l’indetraibilità dell’imposta nonostante questo sia spesso estraneo alla frode. Infatti, secondo un consolidato orientamento della giurisprudenza comunitaria e della Corte di cassazione l’acquirente deve provare la propria buona fede cioè a dire l’inconsapevolezza di partecipare agli illeciti altrui. La Guardia di Finanza ha chiarito che in queste ipotesi, in genere tutte penalmente rilevanti stante la presenza di false fatturazioni, le unità operative del Corpo utilizzeranno i più penetranti poteri di polizia giudiziaria, quali, ad esempio, intercettazioni telefoniche e ambientali, con la conseguenza che dovrebbero emergere maggiori informazioni sulle transazioni e sui soggetti.

Dal lease back ai debiti «vince» la regola contabile

19 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Meneghetti, pag. 18

Il calcolo della fiscalità va eseguito considerando, per le società di capitali diverse dalle microimprese, la tematica della derivazione rafforzata. Tale concetto può essere riassunto nel principio secondo cui con riferimento ai criteri di classificazione, quantificazione e imputazione temporale prevalgono le regole contabili rispetto alle disposizioni del T.U.I.R.

In primo luogo va ricordato il tema del realizzo di plusvalenze da contratto di lease back. La plusvalenza che ne deriva per aver ceduto il bene strumentale alla società di leasing è iscritta a conto economico nel momento del realizzo e poi ripartita con la tecnica dei risconti passivi in base alla durata del contratto di leasing stipulato contestualmente alla cessione. 

Costi di sponsorizzazione: come si salva la deduzione

19 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli - Renato Sebastianelli, pag. 19

Spesso, il Fisco contesta le spese di sponsorizzazione – soprattutto a favore di associazioni e società sportive. Di recente si assiste al consolidarsi di un orientamento della Corte di cassazione secondo cui si ritengono inerenti e congrue, per presunzione assoluta, le spese di sponsorizzazioni sostenute verso le associazioni sportive dilettantistiche (Asd) e le società sportive dilettantistiche (Ssd) fino all’importo annuo di 200mila euro in virtù di quanto contenuto nell’art. 90, comma 8, della Legge 289/2002, che le qualifica espressamente come costi di pubblicità. 
Questo principio è stato fino a questo momento spesso disatteso dall’amministrazione finanziaria, la quale è solita disconoscere la deducibilità, sulla base della presunta mancanza dei requisiti di inerenza.

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