Rassegna stampa

Banche estere chiedono tempo

21 Marzo 2019

Italia Oggi - Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 31

Le banche estere prendono tempo e chiedono una proroga per trasmettere le risposte ai questionari recapitati dalla Guardia di Finanza in gennaio. Le richieste vanno oltre lo spunto di partenza delle istanze di voluntary disclosure, emersione dei capitali illegalmente detenuti all'estero e presentate da contribuenti italiani: hanno un raggio d'azione esteso a servizi erogati oltre confine a clienti italiani. Voluntary o meno. In particolare, il punto di partenza sono gli acquisti immobiliari e il caso in cui il contribuente italiano abbia stipulato un contratto di mutuo con gli istituti di credito stranieri. In questo caso, infatti, le banche estere avrebbero dovuto agire da sostituto d'imposta e versare, sugli interessi e il capitale corrisposto a pagamento del mutuo, una ritenuta d'acconto.

Finanziamento soci retromarsh

21 Marzo 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Emilio de Santis, pag. 33

L'ordinanza della Corte di cassazione n. 6104/2019 fa una brusca retromarcia sul finanziamenti soci: basta che siano indicati nel bilancio per provarli. Non è necessaria l'ulteriore prova del contratto per dimostrare la legittimità della posta di bilancio «finanziamento soci» e per escludere che essa sia invece da ascrivere a «contributi», quali sono desunti «dall'art. 88, comma 3 lettera b) del D.P.R. n. 917/1986». L'ordinanza nel respingere il ricorso delle Entrate avverso la sentenza Ctr Sicilia n. 381/34/2011, che aveva confermato la decisione dei giudici di prime cure favorevole alla società contribuente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per l'anno 2004 con il quale veniva contestato ad una Srl un maggior reddito d'impresa, scaturito dalla imputazione a ricavi, quali sopravvenienze attive, della voce contabile di «finanziamenti soci» come rappresentata nel solo bilancio e nella nota integrativa.

Immobili, 505 mila irregolari

21 Marzo 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Cristina Bartelli, pag. 35

Secondo i dati forniti ieri da Antonino Maggiore, direttore dell'Agenzia delle entrate, ascoltato in commissione di vigilanza dell'anagrafe tributaria, sono oltre 505 mila gli immobili accertati dall'Agenzia delle entrate/territorio, nel 2018, con un incremento della rendita superiore a 114 mln di euro. Mentre dall'operazione della revisione delle rendite catastali su 17 grandi città, conclusasi nel 2017, tra cui Milano, Roma e Bari si è registrato un aumento della rendita di circa 184 mln di euro. Per il settore immobiliare la tassazione nel 2018 si è attestata intorno ai 40 mld di euro. Di questo tesoretto le imposte di natura reddituale (Irpef e Ires) pesano per il 21%, quelle di natura patrimoniale (IMU e TASI) per il 49% e quelle sui trasferimenti e sulle locazioni (Iva, imposte di registro, ipotecaria, catastale, successioni e donazioni) per il restante 30%.

La sanatoria degli errori formali «assorbe» la definizione delle liti

21 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 22

Si potrà utilizzare la sanatoria delle irregolarità formali in luogo della definizione delle liti pendenti qualora le violazioni risultino “comuni” ad entrambe le sanatorie. Tale sanatoria contempla le violazioni che non incidono sulla determinazione dell'imponibile e/o sul pagamento del tributo e si riferisce alle irregolarità commesse per ciascun periodo d'imposta. Sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni contestate in atti divenuti definitivi alla data del 19 dicembre 2018. La sanatoria non si applica alle violazioni formali oggetto di rapporto pendente al 19 dicembre 2018, in riferimento al quale sia intervenuta pronuncia definitiva oppure altre forme di definizione agevolata antecedentemente al versamento della prima rata della somma dovuta per la regolarizzazione. 

Il controllo interno «doc» prepara la trasmissione dei corrispettivi

21 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 23

Con la Risposta a consulenza giuridica n. 13 pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate ha individuato i termini entro cui gli esercenti con più punti cassa per singolo punto vendita devono ottenere la dichiarazione di conformità di processi e sistemi informatici aziendali coinvolti nella memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Gli operatori interessati infatti, oltre alla certificazione con cadenza annuale del proprio bilancio di esercizio, devono dotarsi non solo di un processo di controllo interno, conforme al modello 231/2001, ma richiedere e ottenere il rilascio, da parte di una società di revisione o degli enti (istituti universitari o Cnr) abilitati, di tale dichiarazione di conformità prima dell'avvio della trasmissione telematica e, successivamente, con cadenza triennale.

Mancato incasso IVA, la nota di variazione solo sul tributo

21 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giulio Andreani, pag. 25

La Direzione Regionale delle Entrate della Toscana ha affermato che la nota di variazione IVA in diminuzione, emessa a causa del mancato incasso dell’imposta addebitata - a norma dell’art. 60, comma 7, del D.P.R. n. 633/1972, dal cedente al cessionario - a seguito del pagamento dell’imposta dovuta in base a un atto di accertamento o rettifica, può avere a oggetto il solo tributo e non, in proporzione, tributo e imponibile. La risposta è stata fornita in seguito ad un interpello di una impresa che aveva per lungo tempo ceduto dei beni a un proprio cliente, escludendo di comprendere nell’imponibile indicato nelle fatture emesse l’importo di un contributo ambientale dovuto in relazione a tali vendite a un ente pubblico, in quanto addebitato da quest’ultimo direttamente all’acquirente e da questi regolarmente pagato a detto ente.

 

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