Rassegna stampa

Perdite su crediti, istruzioni bloccate

28 Giugno 2012

Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati, pag. 29

Si fa riferimento agli accordi di ristrutturazione dei debiti che entrano a pieno titolo nel meccanismo della deducibilità delle perdite previsto dall'articolo 101 del Tuir.
A rendere possibile il tutto interviene il decreto di omologazione del Tribunale, che assume la stessa funzione rivestita da sentenze di fallimento, provvedimenti di liquidazione coatta amministrativa o decreti di ammissione a concordati preventivi e procedure straordinarie, quando le perdite da scaricare ai fini fiscali nascono da fenomeni di questo tipo.
La novità, che arriva dall'ultimo comma dell’articolo 33 del decreto sviluppo, è però destinata a essere l'unica di questa stagione dichiarativa. A fermare la strada della circolare, che a quanto risulta era ormai piuttosto avanti, è il cantiere sempre aperto degli interventi normativi sul Fisco: uno di questi, appunto, è il ritocco sfociato nel decreto sviluppo, ma a rimanere aperta è la partita della delega fiscale che prevede, fra le altre cose, di incaricare il Governo per l'introduzione «di criteri chiari e coerenti (...) in particolare per determinare il momento del realizzo delle perdite su crediti».

Appello, filtro a rischio

28 Giugno 2012

Il Sole 24 Ore, Alessandro Galimberti, pag. 31

Sono molte le perplessità di magistrati e avvocati sulla mini-riforma del processo. Si tratta di buone intenzioni ma cattive soluzioni,  almeno dal punto di vista tecnico, con poca utilità e tanto aggravio di lavoro. Sono inoltre prevedibili degli effetti paradossali, secondo cui a pagare dazio nella stretta sugli appelli strumentali – con ulteriori ritardi e dilazioni – saranno soprattutto le cause dove la fondatezza dell'impugnazione è più evidente.
Le novità del DL sviluppo in materia giustizia, quindi, non sembrano ottenere grande consenso soprattutto da parte di avvocati e giudici, i quali ritengono che le suddette scelte provochino un ulteriore ingolfamento delle Corti d’Appello e della Cassazione.

Lavoro più caro dopo la riforma

28 Giugno 2012

Italia Oggi,Daniele Cirioli, pag. 21

La riforma del mercato del lavoro parte con il bilancio in rosso. Sale, infatti, il costo del lavoro con maggiori oneri contributivi sui contratti flessibili, con la nuova tassazione dei licenziamenti e con l'estensione degli ammortizzatori sociali ai settori esclusi. Per quanto riguarda i contratti a termine, ad esempio, bisognerà versare l'addizionale contributiva dell'1,4% per il finanziamento della nuova Aspi (assicurazione sociale per l’impiego), mentre a che assume apprendisti potrebbe andare anche peggio perché, oltre a dover pagare il nuovo contributo Aspi (1,31%, che ad oggi non è dovuto), se il lavoratore non viene confermato, bisognerà pagare il nuovo contributo di licenziamento che, su una paga di 1.500 euro mensili, è di 482,50 euro per ogni anno di anzianità aziendale. Gli effetti onerosi colpiranno non solo il lavoro, ma anche cittadini, imprese e professionisti e a prescindere dal lavoro svolto. Infatti, un'altra serie di misure fiscali ridurrà gli sconti Irpef oggi riconosciuti sui contratti di locazione e sul contributo Ssn, limiterà gli sconti fiscali sulle auto a imprese e professionisti ed eleverà di due euro l'addizionale comunale d'imbarco.

Fabbricati rurali, ultima chance

28 Giugno 2012

Italia Oggi, Fabrizio G. Poggiani, pag. 25

Scade il prossimo lunedì 2 luglio il termine per presentare la domanda che consente di ottenere la variazione di categoria dei fabbricati rurali.
Sta infatti per concludersi, a meno di future proroghe, la fase di richiesta di attribuzione delle categorie specifiche per i fabbricati rurali, disposta dal DL 70/2011 (cd. «Decreto sviluppo») con cui è stato prorogato il termine al 30/06/2012 (che slitta appunto al 2 luglio in quanto cade di sabato).
Dopo l’affermazione contenuta nella sentenza n. 18565/2009 della Suprema Corte, e di altre  successive, il legislatore è intervenuto allineandosi a tale giurisprudenza, obbligando i proprietari a variare la categoria delle costruzioni rurali in quelle specifiche, individuate nella categoria «A/6» per gli immobili abitativi e «D/10» per quelli strumentali. È inoltre importante ricordare che alla domanda di variazione devono essere allegati alcuni documenti specificamente individuati dal provvedimento con i quali il proprietario e/o il titolare di diritti reali attesta il possesso quinquennale dei requisiti di ruralità. È inoltre consigliabile procedere alla presentazione della domanda di variazione anche per i fabbricati di più recente costruzione o posseduti per un tempo inferiore al quinquennio, indicando la situazione tra le annotazioni.

Iva separata, meno appeal

28 Giugno 2012

Italia Oggi, Franco Ricca, pag.26

Diminuisce, ma non svanisce, l'appeal dell'opzione per l'applicazione separata dell'Iva nell'ambito delle cessioni di fabbricati. Dopo le modifiche apportate dal dl 83/2012, viene sostanzialmente meno, per le imprese costruttrici, l'interesse ad applicare l'Iva separata nell'ambito delle cessioni di fabbricati, separazione che rimane invece una valida opportunità per le imprese di trading.
L'art. 57 del D.L. 1/2012 ha integrato l'art. 36 del decreto sull’Iva, ammettendo alla facoltà di applicazione separata dell'imposta sul valore aggiunto anche i soggetti che effettuano sia cessioni esenti di fabbricati a destinazione abitativa, sia cessioni imponibili di altri fabbricati o immobili. Avvalendosi di questa facoltà, i soggetti citati possono quindi evitare il pro-rata generale e determinare, invece, l'Iva ammessa in detrazione secondo il principio dell'imputazione specifica, detraendo integralmente l'imposta sugli acquisti riferibili alle cessioni imponibili e non detraendo quella sugli acquisti riferibili alle cessioni esenti. L'esercizio dell'opzione comporta però, alcuni vincoli, tra i quali:

• l'obbligo di adottare contabilità separate per i due settori dell'attività;
• l'obbligo di fatturare i passaggi interni;
• l'indetraibilità dell'Iva relativa agli acquisti di beni non ammortizzabili ad uso promiscuo;
• l'esigenza, per gli altri acquisti «promiscui», di individuare la quota detraibile in quanto imputabile al settore imponibile.

Risparmio energetico al bivio

27 Giugno 2012

Il Sole 24 Ore, Saverio Fossati, pag. 12

Il decreto legge 83 del 22 giugno 2012 è entrato in vigore il 26 giugno, di conseguenza i committenti alle prese con i lavori di recupero edilizio  possono pagare scontando un bel 14% in più di detrazione, essendo passata dal 36% al 50% della spesa. In termini di sconto, si tratta però di un 39% in più. Questo perché l'entrata in vigore del Dl trascina con sé un problema,  quello cioè della sovrapposizione tra i due sconti spettanti per interventi finalizzati al risparmio energetico: quello che dà diritto a una detrazione del 50% e quello che consente di arrivare al 55%.
Da una breve sintesi delle nuove regole osserviamo che la detrazione per il recupero edilizio passa al 50% su 96mila euro, quindi il tetto di risparmio raddoppia, mentre restano in vigore tutte le altre regole: dalla rateazione in 10 anni del bonus, all'elenco delle opere agevolabili. Quello che non bisogna dimenticare è che tutto questo terminerà il 30 giugno 2013.
La data di entrata in vigore – cioè ieri – è importantissima perché, per ottenere la detrazione, il riferimento è il giorno dell'effettuazione delle spese, cioè dei bonifici bancari.
Per chi invece ha già avviato i lavori, anche avendone già pagata una parte, sembra chiaro che tutte le spese che sosterrà in futuro saranno agevolabili al 50 e non più al 36%.

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