Rassegna stampa

Si allenta il giro di vite sui depositi IVA

21 Marzo 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 30

Secondo quanto previsto dalle disposizioni del Decreto 23 febbraio 2017, pubblicato nella G.U. n. 64 del 17 marzo 2017, che attua le disposizioni del comma 6 dell'art. 50-bis del D.L. n. 331/93 riscritto dal Decreto Fiscale, si allenta il giro di vite sui depositi IVA: all'atto dell'estrazione dei beni immessi nel deposito a seguito di importazione, tutte le imprese potranno continuare ad assolvere l'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile. Soltanto i soggetti «a rischio» dovranno, a tal fine, prestare all'Amministrazione finanziaria una garanzia, salvo che per i beni che essi stessi avevano importato ed introdotto nel deposito. Le nuove disposizioni verranno applicate dal 1° aprile 2017. Intanto l'Agenzia delle Entrate ha divulgato ieri la bozza della dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale le imprese «affidabili» devono attestare il possesso dei relativi requisiti.

«Vecchi» voucher in corto circuito

21 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giampiero Falasca - Mauro Pizzin, pag. 39

Nell’abrogare frettolosamente le norme sul lavoro accessorio, il legislatore non ha disciplinato il regime transitorio: si è “dimenticato” di mantenere in vita fino al 31 dicembre 2017 le regole sulle procedure di comunicazione preventiva e quelle sulle sanzioni. Non si capisce quali dovrebbero essere le procedure di attivazione per i buoni ancora validi, che si stima possano essere circa 35 milioni, e soprattutto se dovrà essere effettuata la comunicazione preventiva. Non esiste più la norma per i buoni validi e nemmeno la sanzione prevista per l'eventuale omissione. Ad ogni modo, in via cautelativa si ritiene consigliabile continuare a effettuare la comunicazione preventiva. Nella giornata di ieri, sono stati riscontrati problemi da parte di numerose imprese e lavoratori anche per attivare i voucher sul sito dell’INPS.

Depositi IVA, controlli su due livelli

21 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Benedetto Santacroce, pag. 41

L’Agenzia delle Entrate ha emanato ieri la bozza del modello di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con il quale chi estrae i beni immessi in libera pratica da un Paese terzo evita la prestazione della garanzia. La dichiarazione dovrà essere trasmessa via pec alla Direzione regionale delle Entrate competente, individuata secondo il domicilio fiscale del gestore del deposito. Uno degli scopi è quello di attivare i successivi controlli riguardo la correttezza delle dichiarazioni prodotte, e la verifica dell’effettiva esistenza dei requisiti di garanzia dichiarati dal contribuente. Nel caso venga riscontrata una difformità tra i dati dichiarati e quelli reali, il soggetto che estrae decadrà dai benefici e, in caso di false attestazioni, l’ufficio invierà comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica.

F24 a zero, il costo del «perdono»

21 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Salvina Morina - Tonino Morina , pag. 42

Con la Risoluzione n. 36/E di ieri l’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità e i termini del ravvedimento operoso per chi non presenta o presenta in ritardo l’F24 a saldo zero (art. 13 del D.Lgs. 472/1997). Il modello F24 deve essere presentato, anche nel caso in cui il saldo è uguale a zero, per chi si avvale della compensazione introdotta dal D.Lgs. 241/1997. La sanzione di 100 euro, per chi dimentica di presentare il modello, viene ridotta a 50 se lo presenta con ritardo inferiore a cinque giorni lavorativi. Sanzione in misura ridotta anche per l’omessa presentazione dell’F24 a saldo zero. Il ravvedimento viene inibito soltanto dalla notifica di atti di liquidazione o accertamento, comprese le comunicazioni da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni. Le sanzioni vengono ulteriormente ridotte sulla base delle tempistiche in cui si opera il ravvedimento. 

Contabilità per cassa su misura

20 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Mario Cerofolini - Lorenzo Pegorin - Gian Paolo Ranocchi , pag. 23

Da quest’anno è obbligatorio ed automatico il passaggio al regime di cassa per i soggetti in contabilità semplificata. I contribuenti dovranno scegliere tra le tre soluzioni disponibili a livello contabile, aventi pro e contro diversi, quella che per loro dimostri di avere un giusto equilibrio tra i vantaggi fiscali e gli oneri amministrativi. La prima soluzione prevede l’istituzione di due registri distinti, incassi e pagamenti: il vantaggio è quello di poter tassare i ricavi solo al momento dell’effettivo incasso, l’onere quello di monitorare costantemente ogni incasso/pagamento. La seconda permette di sostituire i registri degli incassi e pagamenti con quelli IVA: si gestiscono, con separata indicazione, le operazioni non soggette a registrazione ai fini IVA; la terza di scegliere di tenere i soli registri IVA senza annotare incassi e pagamenti.

Cassaforte, decisiva l’opposizione

20 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli - Renato Sebastianelli, pag. 24 

Con la sentenza 564/1/2016 la CTR delle Marche afferma che, se il contribuente assiste senza formulare alcuna contestazione specifica, non si rende necessaria l’autorizzazione del magistrato per l’apertura di una cassaforte. Si riprende il principio giurisprudenziale per cui la collaborazione del contribuente, riscontrata in presenza di comportamenti attivi e in assenza di manifestazioni di volontà contraria, fa sì che l’apertura di casseforti (o di pieghi sigillati, borse, mobili, ripostigli e simili) venga ritenuta legittima anche in assenza dell’autorizzazione del magistrato. È comunque importante chiarire che la collaborazione del contribuente deve essere determinata da un suo comportamento spontaneo, e non conseguenza di una situazione d’inferiorità psicologica che lo induca ad adempiere alla richiesta delle autorità contrariamente alla sua volontà.

Sentenze favorevoli, immediata esecutività (quasi) al traguardo

20 Marzo 2017

Italia Oggi – Fisco & Contribuente, Andrea Bongi - Mario Cicala, pag. 2

È stato pubblicato sulla Gazzetta del 13 marzo scorso il decreto che disciplina l’esecutività delle sentenze favorevoli al contribuente stabilendo i requisiti della garanzia che il contribuente può essere chiamato a prestare per l'incasso di somme di importo superiore ai diecimila euro, potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta sulla delicatissima materia. Restano però alcuni nodi da sciogliere legati soprattutto al periodo transitorio ed alla scarsa chiarezza del testo normativo. Nodi che in parte sono stati sciolti dalle Sezioni unite ed in parte dovranno essere risolti dalla giurisprudenza di merito prima e di legittimità poi. Secondo la Cassazione vige in Italia il principio: «Qualora intervenga una sentenza, anche se non passata in giudicato, del giudice tributario che annulla, in tutto o in parte, l'atto, l'ente impositore ha l'obbligo di agire in conformità alla statuizione giudiziale, nel caso in cui l'iscrizione a ruolo sia stata effettuata adottando i conseguenziali provvedimenti di sgravio e, eventualmente, di rimborso».

Spesometro, è l’ora delle scelte

20 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli, Massimo Sirri, Riccardo Zavatta , pag. 25

Si avvicina la scadenza del 31 marzo, entro la quale è possibile scegliere tra le due opzioni: comunicare i dati delle fatture emesse/ricevute, in sostituzione dello spesometro obbligatorio; oppure comunicare i dati dei corrispettivi giornalieri, per i soggetti di cui all’art. 22, D.P.R. 633/72. Per chi esercita l’opzione che prevede la trasmissione dei dati delle fatture, non dovrebbe esserci, per tutto l’anno, il rispristino dell’obbligo di presentazione dei modelli Intrastat acquisti: viene a mancare l’obbligo degli elenchi per gli acquisti intracomunitari di beni e servizi anche se permane l’obbligo di presentazione della parte statistica. Viene accordata la riduzione dei termini d’accertamento da cinque a tre anni per chi garantisce la tracciabilità degli incassi e dei pagamenti con importo superiore a 30 euro.

Fisco, aziende meno onerate

20 Marzo 2017

Italia Oggi – Imprese e Competitività, Sabrina Iadarola, pag. 5

Secondo quanto rilevato nell'ultima edizione, la settima, del rapporto sullo Small business act, il Governo ha a disposizione undici miliardi e mezzo in più, rispetto a due anni fa, per alleggerire i bilanci aziendali da oneri di natura fiscale. Come? Per esempio con il rifinanziamento della legge Sabatini, la riduzione delle aliquote IRES, l'eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP, l'esclusione dei cosiddetti imbullonati dall'IMU, la decontribuzione per i neo assunti, il super ammortamento, per un importo complessivo che sale, appunto, dai circa 5,5 miliardi del 2015 ai quasi 17 miliardi del 2017. A gennaio scorso è stato pubblicato infatti l'ultimo documento di riferimento per i soggetti, pubblici e privati, che si occupano di politiche a favore delle PMI, realizzato dalla direzione generale per la politica industriale, la competitività e le pmi del ministero dello sviluppo economico in recepimento di una Direttiva europea del 2008.

Bilanci, istruzioni sui controlli

20 Marzo 2017

Italia Oggi – Nuovi Bilanci, Andrea Fradeani, pag. 5

Assirevi, l'associazione che riunisce le principali società di revisione operanti nel nostro paese, ha reso disponibile alla comunità economico-finanziaria nazionale il tradizionale documento di guida all'attività di redazione e audit dei bilanci d'esercizio. Il documento, una vera e propria check-list analitica con istruzioni di supporto, acquisisce quest'anno un significato diverso: le regole civilistiche sono state infatti rivoluzionate per effetto dell'attuazione, a opera del D.Lgs. 139/2015, della direttiva 2013/34/UE. A fine dicembre, inoltre, l'Organismo italiano di contabilità ha aggiornato la quasi totalità dei principi contabili con l'obiettivo di guidare gli operatori nell'applicazione dei nuovi criteri. La check-list Assirevi inizia dai nuovi schemi. Il D.Lgs. 139/2015 ha imposto da un lato, e ci riferiamo alla forma ordinaria, un incremento di voci, prospetti e disclosure mentre dall'altro, pensiamo all'abbreviato, una semplificazione dell'informativa fino a raggiungere, con la novità del bilancio micro, il taglio della nota integrativa.

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