Rassegna stampa

Sanatoria, errori formali ammessi se minano l’attività di controllo

17 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Lorenzo Pegorin, pag. 20

Con la pubblicazione del Provvedimento attuativo n. 62274 del 15 marzo e la Risoluzione 37/E dello 21 marzo che ha istituito il codice tributo “PF99”, entra nel vivo la sanatoria degli errori formali prevista dall’art. 9 del D.L. n. 119/18. Il codice tributo “PF99” servirà per versare le somme dovute per la definizione agevolata delle violazioni formali, hanno di fatto completato il quadro normativo previsto per la sanatoria. Il perfezionamento della procedura si ha con il versamento degli importi dovuti e con la rimozione delle irregolarità da eseguirsi (se necessaria) entro il 2 marzo 2020. La somma da versare è pari a 200 euro per tutte le violazioni commesse in ciascun periodo d’imposta, da pagarsi in unica rata entro il 31 maggio 2019 oppure con due rate di pari importo entro il 31 maggio 2019 e il 2 marzo 2020.

Imposta di bollo sulle e-fatture, da verificare i calcoli delle Entrate

17 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 21

Il primo termine di pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche transitate nel primo trimestre dell’anno 2019 scade il prossimo 23 aprile 2019. Dallo scorso 11 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha per questo messo a disposizione dei contribuenti, nel portale «Fatture e Corrispettivi», un apposito servizio che consente all’operatore IVA di verificare il calcolo ed effettuare il pagamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche, secondo quanto previsto dal decreto del Mef del 28 dicembre 2018. Questo decreto, nel modificare l’articolo 6, comma 2, del DM 17 giugno 2014, ha disposto che il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare vada effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo alla chiusura del trimestre.

Aps e ONLUS esenti dal Registro per adeguare gli statuti alla riforma

17 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gabriele Sepio, pag. 23

Il Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) deve essere ancora istituito, ma gli enti no-profit stanno valutando come riorganizzarsi in vista dell’iscrizione e stanno pensando quali modifiche statutarie porre in essere per adeguarsi alle disposizioni del D.Lgs n. 117/2017 (Codice del Terzo settore). In questa fase, un aspetto importante riguarda le imposte dovute per gli adeguamenti, come registro e bollo. La riforma, infatti, ha introdotto alcune specifiche agevolazioni, che tuttavia non sono ancora applicabili a tutti gli enti e non riguardano tutte le modifiche statutarie. In via generale, per tutti gli enti del Terzo settore (escluse le imprese sociali costituite in forma societaria diverse dalle coop sociali) è prevista l’applicazione in misura fissa dell’imposta di registro per gli atti costitutivi e le modifiche statutarie.

Qualifiche professionali comuni

17 Aprile 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Michele Damiani, pag. 30

La Legge europea 2018 (DdL 822-b), approvata ieri in maniera definitiva dal Senato con 137 voti favorevoli, 5 contrari e 85 astenuti, rende più semplice il riconoscimento delle qualifiche professionali in Europa. Tra le novità, modifiche ai profili di riconoscimento delle professioni, con una nuova definizione del concetto di «legalmente stabilito» e la riorganizzazione delle autorità preposte al rilascio della tessera professionale. Ma non solo. Maggiori competenze in capo agli agenti immobiliari, con conseguente stretta sui conflitti di interesse per le professioni diverse ma operanti in campi di attività simili. Dopo un iter di più di sei mesi (la prima presentazione al Senato del provvedimento è datata 26 settembre 2018), il ddl trova la sua forma definitiva, identica a quella uscita da Montecitorio (si veda ItaliaOggi dello scorso 13 marzo).

Flat tax, crescono le Partite IVA

17 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Roberto Miliacca, pag. 32

Aumentano le Partite IVA. La mini-flat tax al 15% comincia a far sentire i propri effetti sul sistema economico: a gennaio e febbraio la nascita di nuove partite Iva tra le persone fisiche ha fatto segnare, rispettivamente, un +10,3 e +11%. Tra le persone giuridiche, invece, la crescita è stata del +4%. «È per questo che stiamo riflettendo sull'innalzamento del regime dei minimi da 65 mila di reddito a 100 mila euro, per far entrare dentro anche le PMI», ha detto il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci, intervenendo ieri a Roma all'annuale forum previdenza organizzato dalla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti, sul tema «Giovani, impresa, Europa». Il sottosegretario ha spiegato come questa misura stia consentendo di far emergere il sommerso, così come la fatturazione elettronica «sta favorendo la lotta all'evasione fiscale».

Commercialisti in equilibrio

17 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Valerio Stroppa, pag. 33

Secondo il parere reso dall'Agenzia delle entrate con la risposta a interpello n. 108 del 16 aprile 2019, resta fuori dal regime forfetario il commercialista che è anche socio al 50% di una srl di revisione. La «vicinanza» delle due attività economiche e il controllo diretto della società integrano la causa ostativa prevista dall'art. 1, comma 57, lettera d) della Legge n. 145/2018.

Il quesito era stato proposto da un dottore commercialista, comproprietario e rappresentante legale di una srl attiva nel campo della revisione e certificazione di bilanci, iscritta nel registro dei revisori detenuto presso il Mef. Il contribuente chiedeva chiarimenti circa la possibilità di avvalersi del regime forfetario ex legge n. 190/2014, come modificato dall'ultima legge di bilancio, realizzando un fatturato come professionista inferiore al limite di legge dei 65 mila euro. Negativo, però, il responso dell'amministrazione finanziaria.

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