Rassegna stampa

Trasparenza fiscale, Italia al top

21 Novembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Matteo Rizzi, pag. 50

La peer review del secondo round del «Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali» dell'Ocse certifica che l'Italia rispetta gli standard di trasparenza fiscale fissati dall'Ocse, migliorando nettamente la propria performance del primo rilievo del 2011. Unica nota dolente è la rapidità nella trasmissione delle risposte alle amministrazioni straniere. Una promozione a pieni voti, quindi, visto che nel 2017, il giudizio complessivo valuta l'Italia «compliant», che rispetto al 2011 risultava «partially compliant». I principali progressi attuati dall'amministrazione fiscale riguardano le problematiche rilevate all'interno del report 2011: la tempistica della ratifica dei trattati riguardanti lo scambio di informazioni su richiesta e l'efficacia nello scambio di informazioni. Per quanto riguarda il primo aspetto, si è notato che l'Italia ha migliorato le tempistiche della ratifica delle convenzioni multilaterali, che tuttavia rimangono superiori ai due anni. 

Conviventi, anche per l'utile

21 Novembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Andrea Bongi, pag. 51

La Circolare n. 134 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 26 ottobre, precisa che anche i conviventi di fatto possono partecipare all'impresa familiare. Alle convivenze di fatto costituite e disciplinate dalla Legge n. 76/2016, meglio conosciuta come legge Cirinnà, è possibile dunque applicare le regole della partecipazione agli utili dell'impresa familiare disciplinati dall'art. 5 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Per le unioni civili costituite fra persone dello stesso sesso ai sensi della predetta legge l'accesso all'istituto dell'impresa familiare è invece da ritenersi pacifico per effetto dell'equiparazione delle stesse al matrimonio. Il documento di prassi amministrativa sgombra il campo da possibili equivoci rendendo chiara e puntuale la possibilità di utilizzare l'istituto dell'impresa familiare anche a queste nuove tipologie di unioni diverse dal canonico legame matrimoniale.

Una sanzione per ogni omissione

21 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi, pap. 31

La Cassazione fa marcia indietro sull’applicazione del cumulo giuridico alle sanzioni relative agli omessi versamenti. Con l’ordinanza n. 27068 depositata la scorsa settimana, i giudici di legittimità hanno escluso il cumulo per questa tipologia di violazione giungendo a conclusioni opposte rispetto a quanto espresso nella sentenza n. 21570/2016. Un cambio di orientamento rilevante perché, dopo la pronuncia del 2016, molti contribuenti hanno impugnato gli atti dell’amministrazione sugli omessi o ritardati versamenti di imposta senza applicazione del cumulo. Secondo l’interpretazione dell’amministrazione finanziaria, infatti, è da escludersi una simile possibilità.
Da notare che in presenza di omessi o tardivi versamenti, salvo errori dell’ufficio (in genere ravvedimenti non considerati) o difetti di notifica dell’agente della riscossione, difficilmente ci sono validi motivi da eccepire nell’impugnazione trattandosi di violazioni abbastanza evidenti.

Sconti fiscali anche agli intermediari

21 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Angelo Busani, pag. 33

L’imposta sostitutiva per i finanziamenti a medio-lungo termine (applicata, di regola, con l’aliquota dello 0,25% dell’importo erogato) può essere applicata anche a finanziamenti concessi da intermediari finanziari diversi dalle banche: è questo l’effetto della dichiarazione di incostituzionalità (pronunciata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 242 depositata ieri) dell’art. 15 del D.P.R. n. 601/1973 nella parte in cui limita l’applicabilità dell’imposta sostitutiva ai finanziamenti a medio-lungo termine concessi dalle sole banche.
La dichiarazione di incostituzionalità è stata pronunciata per due ragioni: perché provoca una ingiustificata disparità di trattamento, contraria al principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione); perché il beneficio concesso ai soli finanziamenti bancari provoca, a favore delle banche, una distorsione della concorrenza, contrario all’articolo 41 della Costituzione.

Solo la sentenza definitiva blocca la non punibilità

21 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 33

La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 52640 depositata ieri ha precisato che per i reati di omesso versamento dell’IVA e delle ritenute il cui procedimento era in corso al 22 ottobre 2015, il pagamento integrale dell’imposta ai fini della non punibilità può avvenire successivamente all’apertura del dibattimento a condizione che la sentenza non sia definitiva.

In base alla nuova formulazione del citato art. 13 i reati di omesso versamento di ritenute, IVA e indebita compensazione di crediti non spettanti, non sono punibili se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative ed interessi, siano stati estinti mediante integrale pagamento. La Corte di appello riteneva non applicabile tale causa di non punibilità perché nella specie il procedimento era già in secondo grado. La Cassazione ha invece ritenuto fondata la doglianza. 

I dipendenti fuori dallo split

21 Novembre 2017

Italia Oggi – Giustizia e Società, Sandro Cerato, pag. 49

Secondo quanto emerge dalla Circolare n. 27/E dell'Agenzia delle Entrate, le operazioni fatturate ai dipendenti della pubblica amministrazione o delle società controllate o quotate soggette allo split payment sono escluse dal regime di scissione dei pagamenti. In primo luogo, è necessario ricordare che il regime di scissione dei pagamenti richiede necessariamente l'emissione di una fattura, mentre è in ogni caso escluso laddove l'operazione sia certificata con ricevuta o scontrino fiscale, ovvero con fattura semplificata di cui all'art. 21-bis del D.P.R. n. 633/1972. L'Agenzia delle entrate dedica un paragrafo della Circolare 27/E alle operazioni effettuate nei confronti dei dipendenti della p.a. o di una delle società destinatarie del regime in questione (controllate dalla p.a. o quotate al Ftse Mib).

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