Rassegna stampa

La formazione gratuita non è soggetta a IVA

16 Luglio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Franco Ricca, pag. 26

Secondo quanto chiarito dalla Risposta n. 237 dell'Agenzia delle Entrate del 15 luglio 2019, l'attività svolta gratuitamente non è soggetta all'IVA. Il documento risponde all'istanza di interpello di un centro di formazione professionale, operante in veste di cooperativa sociale, che, fatta eccezione per i pochi casi di corsi a pagamento, eroga servizi didattici e formativi senza richiedere alcun corrispettivo agli allievi, nel perseguimento di obiettivi generali finanziati da contributi pubblici.

Al riguardo, l'Agenzia osserva che, ai sensi dell'art. 1 del DPR n. 633/72, rientrano nel campo di applicazione dell'Iva le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso nel territorio dello stato da soggetti passivi.

Pir compliant: dentro i derivati

16 Luglio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Giulia Provino, pag. 28

L'Agenzia delle entrate nella risposta 233, pubblicata ieri, in materia di piani individuali a lungo termine (Pir), ha chiarito che un'impresa di assicurazione, nell'ambito di una polizza unit linked collegata esclusivamente a quote di organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) Pir Compliant, può investire anche in strumenti finanziari derivati. Un prodotto assicurativo si considera Pir Compliant qualora ad esso siano riferibili investimenti negli strumenti finanziari che rispettino i requisiti previsti dalla L. n. 232/2016, art. 1, commi da 100 a 114, La Circolare 3/E del 2018 ha chiarito che, ai fini della disciplina Pir, l'investimento in strumenti finanziari derivati è consentito alla quota libera del 30% al solo fine di copertura.

Deducibilità dei contratti derivati, imprese alla prova dell’inerenza

16 Luglio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Diego Avolio - Benedetto Santacroce, pag. 22

Il regime fiscale da riservare agli strumenti derivati sottoscritti dalle società interessa larga parte delle imprese, tenuto conto del fatto che molte volte gli strumenti derivati vengono sottoscritti per “coprire” un determinato rischio. Si pone la necessità di verificare se e a quali condizioni i correlati componenti negativi possono essere considerati inerenti e, quindi, deducibili dal reddito d’impresa. Sul punto, va segnalato una decisione della Corte di Cassazione (ordinanza 23 maggio 2018, n. 12738), secondo cui, per una società non operante nel settore creditizio o finanziario, non sarebbe possibile dedurre i costi relativi ai contratti derivati speculativi, in quanto privi del requisito di inerenza.

Società di gestione finanziaria senza le regole degli intermediari

16 Luglio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Piazza - Fabrizio Sala, pag. 21

Sono ancora necessari chiarimenti sul trattamento fiscale delle società la cui unica attività consiste nella gestione di un portafoglio finanziario. Questo genere di enti non rientra fra gli intermediari finanziari che redigono il bilancio con le regole del D.Lgs. 136/2015 e con gli schemi della Banca d'Italia. Pertanto, applicano lo schema degli artt. 2424 e seguenti del Codice Civile come le imprese industriali e commerciali. Non è chiarito però il loro inquadramento fiscale, in particolare sulla questione se, negli esercizi in cui il portafoglio è prevalentemente investito in titoli azionari, diventino società di partecipazione non finanziaria oppure società di partecipazione finanziaria.

La ricostruzione non conforme salva comunque l'agevolazione

15 Luglio 2019

Italia Oggi Sette – Fisco, Franco Ricca, pag. 8

Con la Risposta a interpello n. 210/2019 l'Agenzia delle Entrate ha precisato che la ricostruzione non del tutto conforme non implica necessariamente la perdita delle agevolazioni fiscali collegate all'esecuzione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Non è infatti pregiudizievole la realizzazione di un fabbricato avente volumetria inferiore a quello demolito, né diversità della sagoma qualora non vi siano vincoli ai sensi della normativa sulla tutela dei beni culturali e ambientali. La Risposta, in materia di detrazione IRPEF sulle spese sostenute per la riqualificazione energetica tramite un intervento di demolizione e ricostruzione dell'edificio, verte sui presupposti per l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta del 10% sui lavori di recupero edilizio, offrendo lo spunto per riprendere un tema sempre di grande interesse e attualità.

 

Patent box, per i conti fai-da-te tutela con obbligo di chiarimenti

15 Luglio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Fabio Bellini e Massimo Zampini, pag. 13

Il decreto crescita ha introdotto importanti semplificazioni consentendo di determinare autonomamente il reddito agevolato e introducendo un regime di penalty protection. Il decreto demanda a un provvedimento previsto per fine luglio l’emanazione di ulteriori disposizioni attuative. Il chiarimento principale è atteso in relazione al regime documentale che consentirà di beneficiare della penalty protection. In alternativa alla procedura di ruling è ora possibile stimare in via autonoma il contributo patent box evitando, in caso di rettifica, l’applicazione delle sanzioni se in possesso di idonea documentazione. La norma non chiarisce se la documentazione rappresenta conditio sine qua non per l’accesso al nuovo regime, quantomeno nel caso di utilizzo diretto, o una mera opportunità per proteggersi dalle sanzioni.

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