Rassegna stampa

La S.r.l. agricola tassa a bilancio l’energia prodotta oltre la franchigia

13 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandra Caputo - Gian Paolo Tosoni, pag. 24

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta ad interpello n. 33 pubblicata ieri, ha affermato che l'attività di produzione di energia elettrica non può essere considerata connessa a quella agricola in mancanza del rispetto dei criteri di connessione di cui alla Circolare 32/E/2009; la tassazione con le regole ordinarie si applica però solo alla produzione eccedente la franchigia. Il caso riguardava una società agricola a responsabilità limitata che aveva esercitato l'opzione per la tassazione catastale di cui al comma 1093 della Legge 296/2006 e che esercitava l'attività agricola di coltivazione di cereali su una superficie di circa 45 ettari; inoltre, nell'ambito della propria attività agricola, la società gestiva anche un impianto fotovoltaico. 

La rottamazione-ter riparte e riapre ai respinti dal «saldo e stralcio»

13 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Salvina Morina - Tonino Morina, pag. 25

Con il Decreto semplificazioni l’accesso alla rottamazione ter viene esteso ai contribuenti che non hanno versato, entro il 7 dicembre 2018, le rate dovute per le precedenti rottamazioni. Per accedere alla rottamazione ter, questi soggetti devono versare le somme dovute in unica soluzione entro il 31 luglio 2019, o nel numero massimo di dieci rate consecutive, ciascuna di pari importo, di cui la prima in scadenza il 31 luglio 2019 e la seconda il 30 novembre 2019. 
Le altre otto rate successive si dovranno pagare il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio ed il 30 novembre degli anni 2020 e 2021. Sulle rate successive alla prima, a partire dal 1° agosto 2019, sono dovuti gli interessi dello 0,3% annuo.

Pensionati in fuga, tasse light anche sul secondo assegno

13 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Fabrizio Cancelliere - Gabriele Ferlito, pag. 26

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta 35, è intervenuta sul tema dei pensionati all’estero. Un pensionato italiano trasferitosi in Portogallo pagherà le tasse nello Stato di residenza, anche per le pensioni percepite a fronte di attività diverse da quelle di lavoro dipendente. Le risposte fornite dall’amministrazione finanziaria su questi temi sono state, infatti, ben cinque: tre per il regime dei «rimpatriati» e due per regimi previsti dai trattati a favore dei pensionati. Tra le prime, la risposta 32 ha vietato l’applicabilità del regime per il rimpatrio dei cervelli ad un lavoratore che, nel periodo precedente al rimpatrio in Italia, aveva sì trascorso all’estero un periodo complessivamente superiore a due anni, ma alternando un periodo di studio ad un altro di lavoro, senza dunque integrare il requisito della continuità biennale. 

IRPEF con un'aliquota al 20%

13 Febbraio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 31

L’agenda del Fisco di Salvini, annunciata dal vice premier ieri da Vespa, prevede: abolizione degli studi di settore (anche nella nuova veste Isa), prima aliquota Irpef al 20% e IrpefIresplus entro il 2019 magari che guardi già ai redditi dell'anno in corso. Oltre a inversione dell'onere della prova negli accertamenti fiscali e saldo e stralcio esteso alle società . Il vicepremier ha annunciato di essere al lavoro sull'economia, confermando le anticipazioni della preparazione di una nuova imposta l'IrpefIresplus che consiste in una imposta del 15% applicata sul reddito incrementale. Tale reddito dovrà essere superiore di almeno il 10% di quanto dichiarato l'anno precedente dal contribuente sia esso partita Iva o impresa. E sul punto l'idea del vice premier è quella di avere una legge operativa in tempi stretti in modo che possa trovare applicazione già sui redditi del 2019. «A me piacerebbe fosse già operativa come legge nel 2019 in modo che sia presente nelle dichiarazioni 2020». 

Gli ISA penalizzano gli ordini

13 Febbraio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Andrea Bongi, pag. 33

Analizzando i nuovi modelli Isa, applicabili a partire dai redditi del periodo d'imposta chiuso al 31 dicembre 2018, e le relative note metodologiche di supporto emerge che, per la stessa prestazione, la tariffa minima al di sotto della quale può scattare l'abbattimento del punteggio sintetico di affidabilità fiscale è più elevata per i dottori commercialisti e i consulenti del lavoro rispetto ai consulenti e gli altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi. L'analisi in oggetto è stata effettuata prendendo a riferimento due modelli Isa strettamente correlati: il modello AK05U che deve essere utilizzato dai dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro, ed il modello AK06U che deve essere invece utilizzato dai revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi (codice Ateco 69.20.13).

I forfettari in caduta libera

13 Febbraio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Giuliano Mandolesi, pag. 34

Il sistema e (il caos) delle nuove esclusioni riduce l'appeal del regime forfettario post restyling della Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2019) per i titolari di quote di srl. Le problematiche applicative che minano l'utilizzo del regime agevolato e contestualmente riducono la platea degli interessati, ormai rassegnati all'applicazione nel 2020, derivano principalmente dall'interpretazione del neo comma 57, lettera d) della Legge 190/2014 che esclude dalla fruizione del cosiddetto forfettone gli esercenti attività d'impresa, arti e professioni che «controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni».

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