Rassegna stampa

Illegittima la cartella durante il concordato

16 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Andrea Barison, pag. 18

La CTP di Pavia, con la sentenza n. 594/2/2016, ha affermato che la cartella di pagamento emessa nelle more del giudizio nei confronti di una società che, nel frattempo, è stata ammessa al concordato preventivo è da considerarsi nulla. Ciò perché durante tale procedura i creditori anteriori non possono iniziare azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore. Secondo i giudici della CTP, in caso di accertamento non ancora definitivo, l’obbligo di iscrizione a ruolo non è precluso, ma è semplicemente limitato nel quantum, cioè ad 1/3 del preteso e fino alla definizione del contenzioso. L’iscrizione a ruolo a titolo straordinario è possibile e ha lo scopo di consentire l’iscrizione dell’intera imposta contestata (non solo di 1/3) quando vi è fondato pericolo per la riscossione (visto che la ricorrente era stata ammessa al concordato preventivo era necessario per il fisco insinuare l’intero credito vantato); inoltre, in considerazione del fatto che la società nel frattempo era stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, è fondata la richiesta di illegittimità della cartella.

Consigli antifisco su siti e social ma la fregatura è dietro l'angolo

16 Gennaio 2017

Italia Oggi - Le insidie della rete, Fabrizio G. Poggiani, pag. 2

Anche in campo fiscale dilagano ciarlatani, furbetti e imbonitori che promettono la libertà fiscale a basso costo, cioè un deciso taglio al carico fiscale e magari anche alla parcella del commercialista. Si trovano sui social network, sui siti internet, alle radio. Venditori di fumo. Per esempio: la disciplina delle auto aziendali è stata negli anni oggetto di disparate invenzioni e/o elucubrazioni (vetture per «uso-ufficio», o potenti Suv immatricolati come autocarri strumentali) ma la deducibilità dei mezzi di trasporto è disciplinata da regole rigorose che considerano interamente deducibile il costo sostenuto per l'utilizzo di veicoli destinati a essere utilizzati solo come beni strumentali per l'esercizio dell'attività propria dell'impresa. Quindi, la deduzione integrale vaneggiata dal ciarlatano di turno resta ancorata al fatto, non semplice, che l'imprenditore sia in grado di dimostrare l'uso aziendale esclusivo delle autovetture.

Bonus casa, due i responsabili

16 Gennaio 2017

Italia Oggi - Fisco, Alessandro Felicioni, pag. 7

Con la sentenza della Corte di Cassazione n. 24400 del 30 novembre 2016, rischia anche il venditore se le agevolazioni prima casa non spettano (al compratore) per colpa dell'immobile stesso e non del comportamento dell'acquirente. Così, la spada di Damocle del recupero a tassazione pende anche su chi, vendendo l'abitazione, non ha alcun beneficio o interesse che l'atto venga tassato, ai fini dell'imposta di registro, in senso più favorevole. La pronuncia dei supremi giudici non lascia spazio a interpretazioni: nella sua motivazione, stringata ma chiara, ribalta le conclusioni cui erano giunti i giudici di merito (sia in commissione provinciale che regionale) e stabilisce un principio alquanto pericoloso. Il contenzioso trae origine dall'impugnazione, da parte del venditore, di una cartella di pagamento successiva al prodromico avviso di liquidazione, con il quale l'ufficio aveva revocato l'agevolazione «prima casa» in relazione a una compravendita di un immobile che presentava le caratteristiche di lusso. 

Compensazioni crediti IVA, partenza con tetto ricaricato

16 Gennaio 2017

Italia Oggi - Fisco, Franco Ricca, pag. 7

Al via le compensazioni orizzontali del credito annuale IVA del 2016: sino a febbraio per la quota di 5 mila euro, mentre dal 16 marzo, dopo la presentazione della dichiarazione annuale, si potrà utilizzare l'importo restante, con i vincoli e nel limite massimo di legge. Limite che «si ricarica» con l'inizio del nuovo anno, essendo stabilito in 700 mila euro per ciascun anno solare, indipendentemente dal periodo di maturazione del credito. La novità del 2017 è la possibilità di compensare, a determinate condizioni, anche i crediti risultanti da dichiarazioni integrative «a favore» presentate oltre il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo. Si ricorda che la compensazione c.d. «orizzontale» o «esterna» è prevista dall'art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997. 

Chance IRI per le «piccole» Srl

16 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Meneghetti, pag. 17

Non solo le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria: il regime di tassazione separata dell’IRI può essere applicato anche ad alcune società a responsabilità limitata (Srl). Infatti, per una Srl con compagine “ridotta” ci sono tre scelte: regime IRES ordinario, applicabile senza eseguire alcuna opzione; regime della trasparenza, applicabile tramite opzione da eseguirsi con comunicazione entro il 30 settembre dell’anno di costituzione; regime IRI, subordinato all’esercizio di un’opzione da eseguirsi con il modello Redditi riferito al periodo d’imposta dal quale lo si vuole applicare. Nel regime ordinario si applica l’IRES al 24% e i dividendi erogati generano reddito da capitale per il socio persona fisica (con inserimento nel reddito complessivo o tassazione sostitutiva al 26% a seconda del tipo di partecipazione);
nel regime di trasparenza il reddito è imputato al socio in base alla sua percentuale di partecipazione; nel regime IRI il reddito è tassato con imposta proporzionale al 24%, ma i dividendi rappresentano un costo per la società e concorrono interamente alla formazione del reddito personale del socio.

IVA di gruppo con sanzioni light

16 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Massimo Sirri - Riccardo Zavatta, pag. 18

La CTR di Venezia, con la sentenza n. 1059/7/2016, ha affermato che la mancata presentazione del modello IVA 26 per la liquidazione dell’IVA di gruppo, se non è stata effettuata alcuna indebita compensazione, fa scattare sanzioni “light” a carico della società controllata. Nel caso in cui all’omissione non si accompagni l’effettuazione di alcuna indebita compensazione – posto che tutte le società del gruppo, nel caso in esame, avevano trasferito esclusivamente posizioni di debito e che la controllante aveva regolarmente versato i relativi importi – la violazione non può legittimare l’applicazione in capo alla controllata della sanzione del 30% dell’importo irregolarmente trasferito. Secondo la CTR, la principale responsabile dell’omissione risulta la capogruppo, cui incombe l’obbligo di presentare il modello, mentre la contribuente (società controllata) avrebbe solo dovuto “meglio sorvegliare”.

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