Rassegna stampa

Iperammortamento uno e trino

19 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Impresa, Cinzia De Stefanis, pag. 33

Stop al superammortamento e iperammortamento a tre vie. Questo ciò che dovrebbe contenere, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la prossima legge di Bilancio. La proroga dell'iperammortamento con tre le aliquote: 250% fino a 2,5 milioni di euro, 200% fino a 10 milioni di euro e 150% fino a 20 milioni di euro. Stop entro il 31 dicembre 2018, invece, al superammortamento che agevola l'acquisto dei cosiddetti macchinari tradizionali. Ma, dal 2019, ci sarà l'introduzione di un nuovo regime di tassazione agevolato per le imprese che reinvestono gli utili in azienda. Gli orientamenti del Governo sul punto sono contenuti, a grandi linee, nel Documento programmatico di bilancio, inviato a Bruxelles il 16 ottobre scorso e approvato il 15 ottobre, in vista della stesura del disegno di Legge di Bilancio 2019. 

Integrativa, termini a rischio

19 Ottobre 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Stefano Loconte, pag. 30

Per alcuni la dichiarazione integrativa prevista dall'articolo 9 dello Schema di decreto fiscale, sui cui ci sarà un ulteriore esame sabato, è a rischio costituzionalità. La proroga triennale dei termini di accertamento, prevista, per i non aderenti alla cosiddetta «integrativa speciale», ben potrebbe prestare il fianco a censura di incostituzionalità. Con la lettura della disposizione, infatti, si ha come un déjà vu che riporta ai tempi del vecchio condono tombale quando, con l'art. 10 della Legge n. 289/2002, si introdusse una proroga biennale dei termini accertativi nei confronti dei contribuenti decisi a non avvalersi dell'agevolazione. Un legislatore, dunque, dalla memoria corta quello del nuovo decreto fiscale, posto che la Corte costituzionale, proprio in relazione alla portata dell'art. 10, aveva già avuto modo di chiarire come simili proroghe non possano farsi rientrare nel computo dei termini da raddoppiare, ai sensi di disposizioni normative già in vigore.

Integrativa per piccoli importi

19 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 28

Ieri Massimo Bitonci, sottosegretario del ministero dell'economia, ha spiegato, in commissione finanze della camera, che la dichiarazione integrativa non è un condono né uno scudo, ma uno strumento esistente che consentirà di regolarizzare piccoli importi. Rispondendo a un question time presentato da Giulio Centemero (Lega) sulle modalità di rottamazione e altre misure presenti nel decreto, Bitonci spiega che: «Nel nostro ordinamento è possibile fare già la dichiarazione integrativa. Noi abbiamo utilizzato uno strumento esistente, con la differenza del pagamento di una sostitutiva del 20% con un tetto a 100 mila euro e con un limite che esclude l'omessa dichiarazione, esclude chi non ha mai presentato dichiarazione. Non è possibile», vuole tranquillizzare Bitonci, «l'emersione di grosse somme ma solo di piccole somme. Se uno ha dichiarato, nel 2017, 100 mila euro, può far emergere un terzo di 100 mila euro, già pagando i 100 mila euro ha versato tutte le imposte e sul sovrareddito dichiarato versa il 20%», esemplifica Bitonci.

Indebita compensazione di crediti con effetti penali aggravati

19 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi - Antonio Iorio, pag. 32

Il recente orientamento della Corte di Cassazione penale si pone in contrasto con i principi ripetutamente affermati dalla giurisprudenza tributaria (e adottati dalle Entrate) in merito alle conseguenze penali e tributarie dell’utilizzo in compensazione di un credito derivante da dichiarazioni omesse. Infatti, se ai fini fiscali costituisce ormai un’irregolarità di fatto sanabile, in ambito penale integra un grave reato. Il tema torna di attualità anche in ragione dell’approssimarsi del 29 ottobre, data a partire dalla quale l’Agenzia delle Entrate può procedere al blocco delle compensazioni per i contribuenti con alto profilo di rischio.

Fattura elettronica, niente obbligo per il rappresentante estero

19 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 31

Modificando quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018, la bozza di D.L. fiscale ha previsto che non vi sarà alcun obbligo di emissione di fattura elettronica nei confronti e dai soggetti non residenti identificati direttamente o tramite rappresentante fiscale in Italia. La bozza recepisce le indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione alla decisione di esecuzione (UE) 2018/593 del Consiglio del 16 aprile 2018, che ha autorizzato l’Italia ad accettare come fatture documenti o messaggi solo in formato elettronico. Per “soggetti identificati” si intendono tutti i soggetti passivi di imposta non residenti nello Stato che intendono effettuare in Italia operazioni rilevanti ai fini IVA.

Pace fiscale sugli accertamenti con adesione in tempi ristretti

19 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luigi Lovecchio¸ pag. 30

Per la definizione degli avvisi di accertamento non impugnati, trenta giorni. Per la definizione degli accertamenti con adesione già sottoscritti, invece, venti. Sono i termini che decorreranno a partire dalla data di entrata in vigore del Decreto-Legge fiscale, riguardanti il versamento dell’intero o della prima rata. Per contribuenti e professionisti, dunque, le decisioni dovranno essere prese in tempi ristretti. La criticità riguarda soprattutto la definizione degli avvisi di accertamento, che richiede una valutazione comparata delle possibilità di proporre istanza di accertamento con adesione e/o ricorso. Meno problematica, invece, sarà la scelta di chiudere atti di adesione già sottoscritti, poiché in questo caso, nella generalità delle situazioni, è evidente che il contribuente avrà convenienza a farlo.

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