Rassegna stampa

Beni ai soci, si guarda Unico

13 Gennaio 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Duilio Liburdi – Massimiliano Sirioni, pag. 29

L’indicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui è stata effettuata rappresenta il momento di perfezionamento delle assegnazioni, cessioni e trasformazioni agevolate. Sono queste le indicazioni che provengono dalla Dre Piemonte in risposta a un interpello ma, in ogni caso, sulla questione rimangono ancora dei dubbi. Secondo quanto precisato, assegnazioni, cessioni e trasformazioni agevolate di cui all'art. 1 commi 115-120 della Legge n. 208/2015 (i cui termini sono ora riaperti dall'art. 1 comma 565 della Legge n. 232/2016) sono da considerarsi perfezionate con l'indicazione del valore dei beni assegnati, ceduti o posseduti all'atto della trasformazione e della relativa imposta sostitutiva nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui si è effettuata l'operazione. Tale obbligo, contenuto nella circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 26/E del 1° giugno 2016 deve però essere coniugato con le disposizioni in materia di presentazione della dichiarazione dei redditi, soprattutto nei casi in cui vi sia un'interruzione del periodo d'imposta anteriore al 31 dicembre 2016.

Niente IVA per le navi

13 Gennaio 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 27

Secondo quanto stabilito dall'Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 2/E del 12 gennaio 2017, il presupposto per la non imponibilità a IVA delle operazioni relative alle navi adibite alla navigazione in alto mare, ai sensi dell'art. 8-bis del dpr n. 633/72, si intende realizzato per le navi che sono state impiegate, nell'anno precedente, in misura superiore al 70% in viaggi oltre le 12 miglia marine. Sulle forniture relative alle navi in costruzione e a quelle che non hanno ancora navigato, il regime di favore può applicarsi, in via anticipata, sulla base di una dichiarazione scritta dell'armatore, salvo successiva applicazione dell'imposta, mediante note di variazione, qualora il suddetto presupposto non si verifichi. In tal modo l’Agenzia ha risolto le questioni in merito all'applicazione delle disposizioni del citato art. 8-bis, che, conformemente all'art. 148 della direttiva IVA, dichiara non imponibili talune cessioni di beni e prestazioni di servizi relative alle «navi adibite alla navigazione in alto mare e al trasporto a pagamento di passeggeri o utilizzate nell'esercizio di attività commerciale, industriale e della pesca». 

IVA, niente doppie punizioni

13 Gennaio 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Roberto Rosati, pag. 24

Secondo il comunicato diffuso dall'ufficio stampa della Corte di Giustizia UE, il parere che l'avvocato generale avrebbe reso ieri, 12 gennaio 2017, nelle conclusioni nel procedimento C-524/15, mettono uno stop alla doppia punizione per l'omesso versamento dell'IVA: il principio del «ne bis in idem», accolto nell'ordinamento dell'Ue, impedisce di infliggere alla stessa persona la sanzione pecuniaria del 30% dell'imposta non versata, prevista dall'art. 13 del D.Lgs. n. 471/97, e quella della reclusione prevista, quando il debito supera 250 mila euro, dall'art. 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000. Anche la sanzione pecuniaria, sebbene qualificata «amministrativa» dalla legge, ha infatti le caratteristiche della sanzione penale. Il principio non opera, tuttavia, quando i destinatari delle due sanzioni sono soggetti diversi, ossia la società responsabile della sanzione «amministrativa» e il rappresentante legale al quale è imputabile il reato. In serata, però, l'ufficio stampa ha «ritirato», in via informale, la notizia, in quanto l'avvocato non ha presentato le conclusioni annunciate. 

Sanzioni IVA, regge (per ora) il doppio binario

13 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giovanni Negri, pag. 35

Doppio binario delle sanzioni IVA, per ora regge il doppio binario, come si può intuire dal comunicato diffuso ieri dalla Corte di Giustizia Europea, con il quale si ci riferisce a tre cause dei giudici italiani accomunate da identica fattispecie: l’instaurazione di un procedimento penale nei confronti di chi, impresa o persona fisica, è già stato sanzionato dall’amministrazione finanziaria per un’infrazione in materia di omesso versamento IVA. Le conclusioni dell’Avvocato generale depositate ieri sottolineano un elemento fondamentale, la necessità perché si possa configurare una violazione del principio del ne bis in idem, che le sanzioni vadano a colpire la stessa persona. Perché, invece, se, come nei due casi esaminati dall’Avvocato generale, questa coincidenza non c’è, allora non si configura alcuna infrazione al principio. 

Capitali all’estero, evasori ai raggi X

13 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Mobili - Giovanni Parente, pag. 37

Voluntary disclosure con due diversi volti. Come dichiarato da Rossella Orlandi, studiando i comportamenti delle 130mila istanze di voluntary presentate è stato possibile analizzare i comportamenti che avevano consentito di aggirare il sistema detenendo ricchezza oltreconfine senza mai dichiarare nulla all’amministrazione finanziaria. 
Proprio per centrare questi obiettivi, è stato creato e sviluppato un applicativo informatico per cercare di passare ai raggi X i contribuenti interessati al rientro. Ogni addetto dell’Agenzia che ha lavorato sul dossier voluntary è stato chiamato a inserire tutti i dati della pratica nel software battezzato con il nome di Cover. Il cuore del progetto è quello di andare oltre per stanare gli evasori che non hanno approfittato della chance offerta dalla disclosure (e probabilmente non decideranno di farlo neanche con la seconda edizione ora in vigore).

Le assegnazioni evitano l’abuso

13 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Gaiani, pag. 36

Norma anti-abuso aggirata dalle assegnazioni e dalle trasformazioni agevolate. La realizzazione di operazioni finalizzate a creare i presupposti per poter usufruire della disposizione prorogata dalla legge di Bilancio 2017, o per massimizzarne i benefici, non contrasta, secondo quanto affermato lo scorso anno dall’Agenzia delle Entrate, con i principi antielusivi contenuti nell’art. 10-bis della Legge n. 212/2000. Nelle risoluzioni 93/E/2016 e 101/E/2016, le Entrate, affrontando due casistiche, hanno affermato che le operazioni in questione non sono in linea di massima censurabili. Deve dunque ritenersi legittimo, ad esempio, in presenza di una società che possiede beni immobili oltre ad altre attività, scorporare, attraverso una scissione, la componente immobiliare creando una società di gestione per procedere poi alla trasformazione di quest’ultima in società semplice.

Pagine