Rassegna stampa

Più facile vendere case donate

05 Dicembre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Antonio Ciccia Messina, pag. 5

Un emendamento, approvato dalla quinta commissione della Camera al disegno di Legge di Bilancio per il 2019, e il testo del decreto-legge in materia di semplificazione e sostegno allo sviluppo all'esame del consiglio dei ministri forse già oggi rendono più facile vendere case donate. I terzi compratori non rischieranno di dover restituire l'immobile a familiari danneggiati dalla donazione (cosiddetta lesione della quota di legittima). Terzi compratori. Per effetto delle modifiche in itinere la riduzione della donazione, salvi gli effetti della domanda della trascrizione della relativa domanda, non pregiudicherà i diritti dei terzi ai quali il donatario abbia venduto gli immobili donati, fermo l'obbligo di quest'ultimo di compensare in denaro i legittimari ai fini dell'integrazione della quota riservata. In caso, tuttavia, di insolvenza del donatario, la compensazione in denaro dovrà essere fatta dall'avente causa a titolo gratuito, nei limiti del vantaggio conseguito. (riformulazione dell'art. 563 del c.c.).

P.A. morosa, garanzie alle PMI

05 Dicembre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Bruno Pagamici, pag. 34

Il capo I del decreto-legge in materia di semplificazione, probabilmente già oggi al vaglio del Cdm, relativo alle misure per le imprese prevede: garanzie bancarie a favore delle Pmi in difficoltà a causa dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, semplificazione degli oneri amministrativi in capo a start-up e Pmi innovative, promozione dell'utilizzo delle blockchain, potenziamento del venture capital. Sul fronte dei ritardi della p.a, la norma è finalizzata a sostenere le Pmi che, a causa di ritardi nel pagamento dei crediti da esse vantati nei confronti della p.a., abbiano incontrato difficoltà nella restituzione di finanziamenti precedentemente contratti con istituti di credito. Funziona così: l'impresa va in banca e fa presente che è in difficoltà nel restituire i soldi presi in prestito a causa dei ritardi nei pagamenti della P.A.

IVA, le irregolarità si sommano

05 Dicembre 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Giovanni Musso, pag. 36

La Cassazione con sentenza n. 29299 del 14 novembre 2018 afferma che il contribuente che non abbia emesso la fattura e registrato la stessa in sede di liquidazioni periodiche IVA, risponde non solo per la omessa tenuta delle scritture e infedele fatturazione, ma anche per il ritardo del versamento dell'imposta ex art. 13, comma 1, D.Lgs. 471/97. Pertanto, i tardivi versamenti dell'Iva periodica sono violazioni sostanziali di natura autonoma e si sommano alle violazioni di infedele fatturazione. Nel caso di specie, una società impugnava la sentenza della Ctr Lombardia lamentando, in tema di sanzioni, la violazione degli artt. 13, comma 1, D.Lgs. 471/97, e 13, D.Lgs. 472/97, che non avendo adempiuto all'obbligo di fatturazione, non poteva essere sanzionata per il ritardato pagamento dell'IVA, che presuppone la regolare fatturazione.

Exit tax, plusvalenza calcolata in base al valore di mercato

05 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Piazza, pag. 25

È stato riformulato l’art. 166 del Testo Unico dal D.Lgs. di recepimento della normativa antiabuso (2016/1164/Ue). La riformulazione rende il D.Lgs. sede di una unica regolamentazione della exit tax. Come precisa la relazione illustrativa, la nuova disciplina si discosta dalla precedente, soprattutto per i seguenti aspetti:

  • introduzione del concetto di valore di mercato, in sostituzione del valore normale, ai fini della determinazione della plusvalenza in uscita; 
  • riduzione da sei a cinque del numero delle rate in caso di rateizzazione delle imposte;
  • eliminazione della possibilità di fruire della sospensione del versamento delle imposte.

L’e-fattura per i non residenti può dribblare l’esterometro

05 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca De Stefani, pag. 26

Con una risposta alle FAQ dello scorso 28 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che se per evitare l’esterometro si deciderà di inviare la fattura elettronica a un soggetto non residente, ma identificato in Italia, e questo non avrà una propria Pec o un codice destinatario, sarà possibile inserire nel campo «codice destinatario» dell’Xml il valore predefinito «0000000». Venendo riportato in fattura il numero di partita Iva italiano del cliente, la fattura verrà messa a sua disposizione all’interno del suo Fisconline o Entratel. In generale, l’esterometro sarà facoltativo per le operazioni per le quali sarà emessa una bolletta doganale (le importazioni) e per quelle per le quali saranno «emesse o ricevute fatture elettroniche» (punto 9.2, provvedimento del 30 aprile 2018).

Società semplici immobiliari, legittima la scissione parziale

05 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Gaiani, pag. 27

Rispondendo ad un interpello (Risposta n. 91), l’Agenzia delle Entrate ha affermato che la scissione asimmetrica di società semplici non è elusiva. Anche al di fuori del regime di neutralità, non sussiste infatti alcun vantaggio tributario indebito dall’operazione, dato che i valori fiscali dei beni delle società e delle partecipazioni dei soci restano immutati. 
La Risposta 91/2018 esamina il caso di una società semplice immobiliare, creata a seguito della trasformazione agevolata di una preesistente S.r.l. La società semplice, i cui soci appartengono a due gruppi familiari, intende attuare una scissione parziale asimmetrica ripartendo il patrimonio immobiliare in due società semplici di cui una (la beneficiaria) partecipata interamente da un singolo nucleo e l’altra (la scissa) controllata al 100% dall’altro gruppo.

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