Rassegna stampa

Pace fiscale, un magro bottino

16 Aprile 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giuliano Mandolesi, pag. 27

Secondo quanto documentato dal Documento di economia e finanza, i cinque condoni della pace fiscale porteranno nelle casse dello Stato nel 2019 poco più di un miliardo di euro. Il Def pubblicato dal Mineconomia dettaglia l'extra gettito per gli anni 2019, 2020 e 2021 dei condoni introdotti con il decreto fiscale (dl 119/2018) e con Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018): il combinato di rottamazione-ter, definizione liti e pvc (processi verbali di constatazione), saldo e stralcio e sanatoria irregolarità formali, incrementerà le entrate dell'erario nello specifico di 4.129 miliardi di euro. Ma vediamo le singole voci. L'extra gettito nel 2019. Medaglia d'oro 2019 con 810 milioni di euro di incasso previsto è la regolarizzazione delle irregolarità formali.

Sequestro di soli beni vincolati

16 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Andrea Magagnoli, pag. 28

Secondo quanto affermato dalla Cassazione, con la sentenza 6265/2019, nel caso di reati tributari, i soli beni aziendali legati da un nesso con l'illecito possono essere sequestrati. Per gli Ermellini nel caso di contestazione di reati tributari a carico degli amministratori di una società, il solo bene aziendale legato da un preciso nesso con l'illecito penale può essere oggetto di sequestro. Il caso trae origine dalla contestazione a carico dei dirigenti di una società di alcuni reati tributari. In fase d'indagine preliminare, era stata emessa da parte del gip la misura del sequestro di numerosi beni aziendali al fine di preservare l'oggetto della futura confisca. Deducevano i ricorrenti, innanzi ai giudici della Corte suprema, che il provvedimento del tribunale del riesame che confermava l'ordinanza del gip era illegittimo.

E-fattura, bollo fai-da-te

16 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Andrea Bongi, pag. 29

Bollo sulle fatture elettroniche, c'è discrepanza fra gli importi indicati in fatture e corrispettivi e quanto effettivamente dovuto. Le difformità fra gli importi indicati nel servizio, non obbligatorio e facoltativo, messo a disposizione dei contribuenti nel portale fatture e corrispettivi dell'Agenzia delle entrate e quanto effettivamente dovuto, sono frutto di molteplici circostanze e situazioni gran parte delle quali è figlia del primo periodo di obbligatorietà della fatturazione elettronica. Il servizio offerto dall'Agenzia delle entrate consente in ogni caso sia l'implementazione che il ricalcolo degli importi dovuti lasciando quindi ai contribuenti la possibilità di interagire con l'applicativo. Un primo caso è quello relativo alla data della fattura che in molti casi differisce da quella di ricezione del sistema di interscambio.

Rottamazione-ter, in fuorigioco le vecchie dilazioni di pagamento

16 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luigi Lovecchio, pag. 27

L’accesso alla rottamazione-ter è possibile soltanto fino al 30 aprile. Solo fino a quel giorno sarà possibile beneficiare dell’azzeramento di sanzioni e interessi di mora. È possibile definire i carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017. Allo scopo, occorre trasmettere il modello DA – 2018 all’agenzia delle Entrate–Riscossione. Va inoltre ricordato che, entro il 30 aprile, si possono definire anche le partite oggetto della rottamazione bis, per le quali non sono state versate le rate in scadenza al 7 dicembre 2018. In tale eventualità, il periodo di pagamento si riduce a tre anni, in luogo dei cinque ordinari. Nell’attuale formulazione è stabilito che, al 31 luglio 2019, le dilazioni pregresse sono revocate a prescindere dal versamento della prima rata della rottamazione.

Trasferimenti di beni rilevanti ai fini dell’IRAP

16 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Riccardo Michelutti, pag. 28

L’espresso richiamo alla disciplina del transfer pricing per l’individuazione del valore normale del complesso di beni o di singoli beni oggetto di trasferimento nelle operazioni elencate nel comma 1 degli artt. 166 e 166-bis T.U.I.R., come riformulati dal decreto Atad (D.Lgs. 142/18), dovrebbe permettere di dare rilevanza anche ai fini IRAP alla plusvalenza da exit e ai maggiori valori di ingresso, in deroga al principio di presa diretta dal bilancio. Pur in assenza di un riferimento diretto all’IRAP nelle due norme, il comma 4 dell’articolo 166 e il medesimo comma dell’articolo 166-bis, con disposizioni del medesimo tenore, dispongono che il valore normale è determinato in base all’art. 110, comma 7, T.U.I.R., tenendo conto delle indicazioni contenute nel relativo decreto attuativo.

Dalla Cassazione un colpo all’esonero IMU del non profit

16 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Pasquale Mirto, Gianni Trovati, pag. 29

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10124/2019, è intervenuta sulle regole dell’IMU per il non profit, nate a inizio 2012 per sostituire le vecchie esenzioni affondate dalle obiezioni Ue. I colpi della Suprema corte si rivolgono al D.M. 200/2012, quello con cui il ministero dell’Economia ha tracciato il confine fra le attività commerciali, quindi paganti, e quelle «svolte con modalità non commerciali», e quindi esenti. Quel decreto «non ha valore di legge», perché la norma (art. 91-bis del D.L. 1/2012) «non demandava al decreto ministeriale il compito di definire autoritativamente il concetto di “modalità non commerciali”, ma solo il compito di stabilire modalità e procedure da seguire in caso di utilizzazione mista di un immobile, al fine di individuare il rapporto percentuale tra utilizzazione commerciale e utilizzazione non commerciale dell’immobile stesso». 

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