Rassegna stampa

Firma digitale per gli atti societari

17 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Benedetto Santacroce, pag. 28

Approvato ieri dal Senato un intervento contenuto nel maxiemendamento al D.L. n. 148/2017: il legislatore apre la strada ai fini fiscali alla sottoscrizione digitale di alcuni atti societari che determinano il trasferimento di azioni o quote societarie la trasformazione e la fusione di società, nonché i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento di imprese soggette a registrazione. 
In questo modo si vuole rendere più semplice e meno oneroso per le imprese la realizzazione di determinate operazioni sociali che sono caratterizzate da specifici formalismi disciplinati in modo attento dal codice civile.  L’apposizione della sottoscrizione digitale deve avvenire secondo le disposizioni del CAD (Codice dell’amministrazione digitale, ossia il D.Lgs. n. 82/2005) e delle relative regole tecniche. 

Una confisca a tutto campo

17 Novembre 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Claudia Morelli, pag. 24

Il testo del disegno di legge di conversione del decreto fiscale (D.L. /2017), sul quale ieri il Senato ha votato la fiducia con 148 sì, 116 no e nessun astenuto, nel testo uscito dalla commissione di Bilancio, che ora va (blindato) alla Camera, prevede la confisca «allargata» in caso di condanna per corruzione tra privati, hackeraggio, uso indebito di carte di credito. Ovvero dei beni di cui il condannato non possa giustificare la provenienza e di cui abbia la disponibilità in valore sproporzionato al proprio reddito. L'estensione dell'applicabilità dell'istituto della confisca «allargata» a una selva di reati di nuovo conio (almeno normativo) è contenuta nel Ed in tema di contrasto alla illegalità ieri è intervenuto il guardasigilli Andrea Orlando che, presentando la chiusura del percorso degli Stati generali sulla Mafia, ha fatto riferimento alla necessità di eliminare «gli abusi di potere nella gestione dei beni confiscati alla mafia». 

La rottamazione si moltiplica

17 Novembre 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Claudia Marinozzi, pag. 25

Il DdL di conversione del decreto fiscale approvato ieri da Palazzo Madama prevede una rottamazione più ampia: riammessi alla definizione anche gli indecisi che non avevano rottamato i ruoli consegnati all'agente della riscossione tra il 2000 e il 2016 e ampliati i termini per aderire all'istituto e per effettuare i pagamenti. Confermate inoltre le tre nuove possibilità di definizione agevolata quali 1) la riammissione all'istituto per coloro che nonostante fossero stati ammessi alla rottamazione non hanno pagato gli importi dovuti nei termini di legge; 2) l'ammissione alla nuova rottamazione, per coloro che avevano carichi pendenti rateizzati al 24 ottobre 2016, e non erano stati ammessi alla definizione agevolata a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate dei piani rateali scadute al 31 dicembre 2016; 3) l'apertura della rottamazione ai carichi consegnati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017.

Libri IVA stampati a richiesta

17 Novembre 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Fabrizio G. Poggiani, pag. 26

Il maxiemendamento al D.L. n. 148/2017 ha introdotto, all'interno delle disposizioni in materia di riscossione, una disposizione che prevede che i libri IVA siano da stampare soltanto a richiesta degli organi di controllo. Gli stessi, infatti, sono da considerarsi aggiornati anche se, in sede di accesso, ispezione o verifica, le registrazioni sono presenti esclusivamente sui sistemi elettronici e non sui supporti cartacei, superando il termine massimo per la stampa, attualmente previsto nei tre mesi, dalla data di presentazione delle dichiarazioni. Il questa apprezzabile semplificazione, sebbene limitata ai registri obbligatori IVA, di cui agli artt. 23 e 25, D.P.R. n. 633/1972. Il legislatore abroga il termine fisso dei tre mesi, limitatamente ai registri IVA, e considera regolare la contabilità, anche in assenza di trascrizione sui supporti cartacei, purché aggiornata (nei sessanta giorni) e stampabile a semplice richiesta degli organi preposti al controllo.

L’iper-ammortamento abbatte l’acconto

17 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Gaiani, pag. 26

Gli investimenti iper-ammortizzabili abbattono l’acconto previsionale del 30 novembre solo con entrata in funzione e interconnessione entro la chiusura dell’esercizio.
Nell’esercizio relativo all’anno in corso trova applicazione l’incentivo per gli investimenti iper-ammortizzabili. La norma attualmente in vigore prevede che l’agevolazione (maggiorazione del costo del 150% ai fini del calcolo degli ammortamenti e dei canoni leasing) spetti per gli investimenti dotati di particolari requisiti tecnici e della interconnessione alla rete effettuati nel 2017 ovvero anche entro il 30 settembre 2018 a condizione che alla fine del corrente anno sia confermato l’ordine e pagato un acconto almeno pari al 20 per cento. Il DdL di bilancio proroga l’ambito temporale al 2018, con coda fino al 31 dicembre 2019 sempre in caso di ordini e acconti pari al 20 per cento. 

Auto aziendali dedotte al 20%

17 Novembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca De Stefani, pag. 27

Non si possono dedurre integralmente i costi delle auto aziendali, anche se si tratta di beni utilizzati solo per l’attività dell’imprenditore, ma subiscono il taglio al 20%. Per l’Agenzia delle Entrate, infatti, la deduzione piena si può avere solo per auto senza le quali «l’attività non può essere esercitata». I costi delle autovetture non rientranti in questa categoria non sono deducibili al 100%, ma al 20% (80% per gli agenti e 50% per i minimi e i forfettari), come le auto usate per pubblicizzare i servizi offerti o i mezzi che gli alberghi utilizzano per il trasporto dei clienti. In questi casi, per le Entrate non ricorrono gli elementi per ritenere detti beni utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività dell’impresa, in quanto non sono beni senza i quali l’attività non può essere esercitata.

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