Rassegna stampa

Crediti IVA, stretta da 900 mln

14 Aprile 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse – Cristina Bartelli, pag. 28

Secondo le prime stime dei tecnici, l’abbassamento della soglia della compensabilità dei crediti IVA dai 15.000 euro ai 5.000 euro, contenuto nel Decreto legge correttivo dei conti pubblici e approvato dal Consiglio dei Ministri l'11 aprile, porterà nelle casse dello Stato quasi un miliardo di euro a fronte di un andamento delle compensazioni in costante crescita dal 2009. Il valore infatti, del dare/avere sull'IVA tra imprese e stato, è arrivato, nel 2016, a 38,6 mld di euro (secondo i dati sull'entrate tributarie 2016 del Ministero dell'Economia). Il trend, però, non è mai stato in calo dal 2009, anno in cui arrivò la prima consistente stretta sulle compensazioni. L'andamento riproposto nella tabella in pagina mostra infatti che dopo una consistente flessione negli anni successivi alla stretta di dieci anni fa dal 2013 la corsa alla compensazione ha ripreso a salire fino al boom del 2015 confermato dal dato 2016. Se si confronta il dato 2016 con quello 2015 (al netto della voce dei giochi) l'incremento che riporta il Ministero dell'Economia è di 1,19 miliardi di euro, un più 8,4%.

Rottamazione allargata

14 Aprile 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse – Claudio Marinozzi, pag. 29

Sono rottamabili tutti i carichi trasmessi a Equitalia entro il 31 dicembre 2016, ciò a prescindere dalla consegna formale del debito all'Agente della riscossione. L'Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 2/E del marzo scorso ha smentito l'interpretazione di Equitalia fornita in risposta alle domande poste dall'Ordine dei Dottori Commercialisti in merito ai carichi rottamabili. L'art. 6 del D.L. n. 193/2016 prevede la definizione agevolata dei «carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016». Per Equitalia, l'affidamento in carico previsto dalla norma sarebbe dovuto coincidere con la formale acquisizione da parte sua dell'obbligo di riscuotere il credito vantato dall'ente creditore. Per tale ragione, pertanto, dato che l'art. 4 del D.M. n. 321/1999 stabilisce che i ruoli trasmessi all'Agente della riscossione tra il giorno 16 e l'ultimo giorno del mese si considerano consegnati il giorno 10 del mese successivo, Equitalia aveva escluso la rottamabilità dei ruoli trasmessi dagli enti creditori nella seconda quindicina di dicembre 2016 in quanto questi si sarebbero dovuti intendere consegnati il 10 gennaio 2017.

Il socio di S.r.l. si ferma al capitale

13 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Impresa, Cinzia De Stefanis, pag. 34

Il Tribunale di Milano, con la sentenza del 23 marzo 2017 n. 3465, ha affermato che è da considerarsi nulla la delibera di una società a responsabilità limitata che impone ai soci obblighi patrimoniali ulteriori rispetto ai conferimenti. La delibera assembleare volta a imporre ai soci una partecipazione paritaria alla copertura delle perdite e alla concessione di garanzie in favore della società viola il principio costituivo delle società di capitali di limitazione della responsabilità dei soci nella misura del capitale sottoscritto. E come tale, va dichiarata nulla per «impossibilità giuridica» dell'oggetto delle determinazioni assunte. Con la pronuncia il Tribunale ha espresso l'importante principio in tema della non obbligatorietà della concessione di garanzie personali da prestare da parte del socio in caso di perdite societarie.

Chiusura delle liti ad alto costo

13 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi, pag. 35

La definizione delle liti pendenti che seguirà la rottamazione rivela degli aspetti problematici. Innanzitutto, sulla base del Decreto legge, il nuovo istituto dovrebbe riguardare potenzialmente tutti i provvedimenti impositivi e non solo le somme iscritte a ruolo: si tratta di tutti gli atti il cui ricorso vede come controparte l’Agenzia delle Entrate, sia stato depositato presso la CTP entro il 31 dicembre 2016 e non sia divenuto definitivo. Con riferimento ai gradi successivi del contenzioso (appello e Cassazione) dovrebbe essere sufficiente che la pronuncia non sia divenuta definitiva. Sono invece esclusi gli atti non impugnati alla predetta data. Per la definizione della lite, il contribuente dovrà versare tutti gli importi contenuti nell’atto impugnato, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora. Sono pertanto dovute le imposte pretese e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo calcolati fino al 60° giorno successivo alla notifica. 

Stretta ACE nell’acconto di giugno

13 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Gaiani, pag. 36

Ancora una volta, la seconda in due mesi, il legislatore interviene per depotenziare l’incentivo alla capitalizzazione delle imprese disciplinato dal D.L. 201/2011. La nuova Ace perde gli incrementi patrimoniali del 2011 e del 2012. Con la modifica alla base di calcolo dell’incentivo introdotta dal Governo, che considera solo gli incrementi degli ultimi cinque esercizi, dalla deduzione di quest’anno escono gli accantonamenti di utili e i conferimenti effettuati fino al 31 dicembre 2012. La penalizzazione, ad aliquote vigenti, si traduce in un maggior carico di IRES pari allo 0,552% degli incrementi eliminati dal conteggio. Complicazioni in arrivo a fine giugno per l’obbligo di rideterminare l’acconto storico, come se le nuove regole fossero già in vigore nel 2016.

Senza visto l’ufficio recupera l’imposta

13 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gian Paolo Tosoni, pag. 37

L'articolo 3 del Decreto legge che contiene «Disposizioni urgenti in materia finanziaria» prevede la riduzione dell'importo con riferimento alle dichiarazioni IVA, dei redditi ed IRAP. Le modifiche vengono introdotte in primo luogo nell'art. 1, comma 574, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 che ha introdotto l'obbligo del visto di conformità in presenza di compensazione orizzontale per IRAP ed imposte dirette. In primo luogo viene ridotto il limite, portandolo a 5mila euro al di sopra del quale la compensazione deve essere accompagnata dal visto di conformità. Inoltre viene eliminato l'inciso per cui il credito formato dalle ritenute alla fonte richiedeva il visto solo per quelle contemplate nell'art. 3 del D.P.R. n. 602/1973, il quale a sua volta richiama le ritenute alla fonte di cui agli artt. 25 e seguenti del D.P.R. n. 600/1973. 

Professionisti, stretta sull'IVA

13 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 29

Tra le novità contenute nel Decreto legge correttivo dei conti pubblici varato martedì scorso dal Consiglio dei Ministri, approvato salvo intese e dunque ancora in corso di stesura, è prevista l’estensione dello split payment ai professionisti. Dal 1° luglio prossimo Pubbliche amministrazioni e società quotate che pagano fatture ai professionisti, non verseranno l'IVA a questi ultimi, ma la gireranno direttamente allo Stato. Nella nota di palazzo Chigi di martedì si legge infatti, al capitolo split payment, che «si ricomprendono anche le operazioni effettuate da fornitori che subiscono l'applicazione delle ritenute alla fonte sui compensi percepiti (essenzialmente liberi professionisti)». Il provvedimento prevede anche l'eliminazione dei marchi dall'applicazione del patent box. La misura avrà efficacia solo per il futuro, salvaguardando i benefici per chi ha già presentato domanda.

Rito tributario telematico da sabato in Lombardia

13 Aprile 2017

Italia Oggi – Giustizia e Società, Michele Damiani, pag. 31

Al via il processo telematico tributario in Lombardia: dal 15 aprile sarà una realtà anche qui. Il programma che consente di utilizzare la posta elettronica certificata per la notifica dei ricorsi e degli appelli in ambito tributario è stato presentato ieri in un convegno organizzato nell'aula magna dell'Università degli Studi di Milano. L'incontro è stato coordinato dalla Direttrice della Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia Paola Alifuoco e ha visto la presenza come relatore del Direttore della Giustizia Tributaria del MEF Fiorenzo Sirianni. Durante la relazione, Sirianni ha chiarito i dubbi di professionisti (erano presenti l'Ordine degli Avvocati e quello dei Commercialisti di Milano) in merito alle difficoltà incontrate nella consegna delle notifiche online. 

Sisma, zone franche urbane

12 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, La Redazione, pag. 31

Il decreto legge recante «Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo» approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri insieme con il Documento di economia e finanza (DEF) 2017 prevede nuove zone franche urbane nei comuni colpiti dal terremoto. Niente tasse e contributi per le attività d'impresa. Ad annunciarlo il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, al termine della riunione del governo. Il decreto approvato salvo-intese e i cui contenuti saranno dettagliati nei prossimi giorni contiene la manovrina di correzione dei conti pubblici da 3,4 miliardi e le misure per la crescita e per lo sviluppo. Nel decreto «ci sono interventi di tipo espansivo in modo esplicito», ha riferito il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, citando il Fondo per le zone colpite dal sisma che consente anche «interventi per la ripresa dell'attività delle imprese che fanno parte delle zone colpite dal sisma, con un valore annuale di almeno un miliardo»

Il cuneo fiscale è una zavorra

12 Aprile 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Michele Damiani, pag. 34

Secondo i dati sono forniti dal report «Taxing Wages 2017», documento, pubblicato annualmente dall'Ocse, l'Italia è la quinta nazione Ocse per carico fiscale sul lavoro, con una percentuale del 47,8 di imposizione per un lavoratore single senza figli, più di 10 punti superiore alla media dei 35 paesi aderenti all'istituzione parigina. Il documento fornisce una panoramica sul cuneo fiscale medio di tutti i paesi aderenti. Il rapporto è disponibile da ieri sul sito dell'organizzazione. Fanno peggio dell'Italia il Belgio (54%), la Germania (49,4%), l'Ungheria (48,2%) e la Francia (48,1%). In fondo alla classifica troviamo il Cile (7%), preceduto dalla Nuova Zelanda (17,9%) e dal Messico (20,1%). Molto basso il cuneo anche in Svizzera, dove si riscontra un tasso del 21,8% e negli Stati Uniti (31,7%) Se al calcolo vengono aggiunti i contributi pagati dai datori di lavoro e dai dipendenti, la posizione italiana risulta più bassa (diciassettesimo posto). 

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