Rassegna stampa

Dai codici la bussola per lo spesometro

18 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli - Massimo Sirri, pag. 29

Il 28 settembre scade il termine per la comunicazione dei dati delle fatture; a dieci giorni dalla scadenza, la predisposizione dei file pone ancora diversi dubbi agli operatori. Una delle questioni di maggior rilievo riguarda la codifica delle operazioni senza imposta. Le specifiche tecniche, la Circolare 1/E/2017 e la Risoluzione 87/E non esauriscono le situazioni possibili. In qualche caso può essere d’aiuto l’apposizione della corretta dicitura nella fattura emessa/ricevuta, ex art. 21, D.P.R. 633/72. Prendiamo il caso della vendita di beni esistenti all’estero. Se il bene è in un Paese Ue e il cessionario è debitore dell’imposta in altro Stato membro, il fornitore nazionale emette fattura indicando «inversione contabile» (ex art. 21, comma 6-bis, lettera a) e il codice è N6. Se la cessione avviene mentre il bene è in uno Stato extraUe, il codice è N2, trattandosi di «operazione non soggetta» (art. 21, comma 6-bis, lettera b). 

Commissioni e Cassazione ancora divise sul raddoppio

18 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli, pag. 20

Sul raddoppio di termini in caso di violazione che comporti l’obbligo di denuncia penale, Cassazione e Commissioni sono ancora divise. Molte commissioni di merito hanno sostenuto che l’ultimo intervento normativo in materia avrebbe superato le disposizioni pregresse, mandando fuori gioco così, anche per il passato, tutti gli atti di accertamento emessi oltre i termini ordinari e con presentazione di denuncia penale in data successiva alla scadenza dell’originario termine di accertamento. Lettura più volte disattesa dalla Corte di Cassazione, secondo la quale, invece, non vi sarebbe alcuna abrogazione implicita delle precedenti norme transitorie (quelle del D.Lgs. n. 128/2015), ancora perfettamente applicabili alle fattispecie interessate. Tale conclusione, tuttavia, sta trovando una significativa “resistenza” da parte delle commissioni provinciali e regionali, che, in diversi casi, si oppongono esplicitamente all’orientamento della Suprema corte.

Affitti brevi a prova di comproprietà

18 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Meneghetti, pag. 21

La cedolare secca, estesa alle locazioni brevi, deve fare i conti con i casi (frequenti) in cui sia uno solo dei comproprietari a sottoscrivere il contratto di locazione. Le ricadute sono sia di carattere civilistico, e incidono sulla validità ed efficacia del contratto, sia di carattere fiscale. Il D.L. 50/2017 non ha solo introdotto la “tassa” per Airbnb, prevedendo l’applicabilità della cedolare secca al 21% alle locazioni brevi che comprendono anche servizi di fornitura biancheria e pulizia. La possibilità di utilizzare la tassa piatta è stata anche aperta alle sublocazioni brevi e ai redditi da concessione in godimento dell’immobile incassati dal comodatario dello stesso immobile.
L’art. 4, comma 3, del D.L. 50/2017 ha rimosso il blocco all’accesso al regime della cedolare da parte delle sublocazioni brevi. Il blocco dipendeva dal fatto che il reddito da sublocazione non rientra tra quelli fondiari (quindi quelli che possono accedere al regime della cedolare) ma tra i redditi diversi in base.

Redditi esteri, detrazione estesa

18 Settembre 2017

Italia Oggi – Fisco, Stefano Loconte – Angelo Cordasco, pag. 8

Le tanto attese linee guida dell'Agenzia delle Entrate per dirimere i dubbi ancora persistenti sulla disciplina della doppia imposizione, per chi si qualifica fiscalmente residente in Italia ma produce redditi di fonte estera hanno chiarito che la detrazione del credito d'imposta sui redditi prodotti all'estero è riconosciuta anche anche per chi aderisce alla voluntary o presenta dichiarazione dei redditi integrativa. È, infatti, un tema molto attuale e che spesso genera confusione, e senz'altro timore per chi teme di dover subire una ingiusta doppia imposizione, a essere oggetto del documento informativo divulgato oggi dall'Agenzia delle entrate con il fine di chiarire la disciplina che soggiace al principio del «worldwide taxation principle». Nel testo della guida, molto chiara e schematica, viene chiarita innanzitutto la regola generale, così come prevista dall'art. 3 del Testo unico delle imposte sui redditi (T.U.I.R.): chiunque si qualifichi fiscalmente residente in Italia è assoggettabile ad imposizione su tutti i redditi ovunque prodotti nel mondo.

Aree edificabili, conta il Prg

18 Settembre 2017

Italia Oggi – Fisco, Sergio Trovato, pag. 9

Secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con l'ordinanza 20817 del 6 settembre 2017, per il pagamento dei tributi erariali e locali sull'area edificabile conta il suo inserimento nel piano regolatore adottato dal comune in un dato momento e non hanno alcuna rilevanza la mancata approvazione dello strumento urbanistico, da parte della regione, o le modifiche che sono intervenute successivamente. Quindi, sono dovute le imposte sia erariali sia locali fino al momento in cui l'area risulta edificabile dal piano regolatore, anche se non approvato in via definitiva o modificato. Per i giudici di legittimità, ciò che assume rilievo «ai fini del prelievo fiscale è lo stato di fatto del terreno secondo lo strumento urbanistico che lo conforma». 

Costi da reato mai in deduzione

18 Settembre 2017

Italia Oggi – Fisco, Alessandro Felicioni, pag. 10

La Corte di cassazione, terza sezione penale, con sentenza n. 39541 del 30 agosto 2017 ha affermato il principio di diritto secondo cui la normativa sull'indeducibilità dei cosiddetti costi da reato, ossia componenti negativi di reddito connessi alla commissione (o alla partecipazione) di reati di qualsiasi natura travolge anche la disciplina particolare relativa all'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per le quali è invece prevista l'indetraibilità ai fini Iva e la deducibilità ai fini delle imposte dirette e Irap. Le fatture soggettivamente inesistenti (perché emesse da un soggetto diverso da quello che ha effettuato la prestazione) non permettono l'utilizzo del relativo costo ai fini della determinazione del reddito imponibile; ciò purché ci sia la consapevolezza da parte dell'utilizzatore di partecipare a una frode fiscale. Nel caso preso in esame dagli ermellini, all'imputato era stata contestata la dichiarazione fraudolenta in relazione a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. 

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