Rassegna stampa

Bilancio abbreviato, costi e ricavi straordinari nella nota integrativa

14 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Carucci - Barbara Zanardi, pag. 34

A riguardo della nota integrativa, le società che redigono il bilancio in forma abbreviata devono fare attenzione perché per la prima volta fanno ingresso nel documento i fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio, gli impegni, le garanzie e le passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale e gli elementi di ricavo e costo eccezionali.
Questi ultimi, devono essere indicati nella nota integrativa anche a causa, rispettivamente, dell’abrogazione dei conti d’ordine e della parte straordinaria del conto economico.
Infine, altre informazioni in più rispetto al passato devono essere date con riguardo ai movimenti delle immobilizzazioni, al numero medio dei dipendenti, ai rapporti economici con amministratori e sindaci, agli strumenti finanziari derivati, ai dati dell’impresa controllante che redige il bilancio consolidato. 

Annullabile l’intimazione in Pdf

14 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Galimberti, pag. 35

La CTP di Savona, con una doppia sentenza (nn. 100 e 101/2017) ha affermato la nullità di quella intimazione di pagamento seppure inviata via PEC – Posta Elettronica Certificata – al contribuente, in quanto il formato Pdf non dà alcuna garanzia di genuinità del documento. In sostanza, pare corretto dedurre che il documento allegato in pdf (l'intimazione) non è da considerare giuridicamente un documento informatico, ma piuttosto una copia informatica che come tale è priva di qualsiasi valore probatorio. Equitalia a processo aveva invece incentrato la difesa sulla circostanza della legittimità della PEC in sé. La Commissione, almeno in questo grado di giudizio, ha però censurato il (mancato) contenuto delle comunicazione, che non rispetta gli standard di “sicurezza” previsti dalla legge.

Quote e terreni, le insidie dell’affrancamento

13 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli, pag. 18

I soggetti non operanti in regime d’impresa possono sottrarre all’imposizione IRPEF progressiva le plusvalenze latenti maturate su aree e partecipazioni; si tratta di una scorciatoia rodata, ma che nasconde comunque delle insidie. Oltre ai terreni, la possibilità riguarda anche le partecipazioni qualificate e non, e richiede il versamento di un’imposta fissa dell’8%. La Legge di Bilancio 2017 prevede questa facoltà fino al prossimo 30 giugno 2017. I requisiti per poter accedere a questa nuova possibilità sono due: possedere – non in regime d’impresa - il bene oggetto di affrancamento alla data del 1° gennaio 2017; far asseverare la perizia di stima dai soggetti qualificati indicati dal legislatore entro il 30 giugno 2017, termine ultimo per il pagamento della prima (o unica) rata dell’imposta sostitutiva. 

Bocciati gli interrogatori a sorpresa

13 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 19

La CTP di Reggio Emilia, con la sentenza 38/2017, ha affermato l’illegittimità del comportamento dell’Agenzia delle Entrate che sottopone – a sorpresa – il contribuente a un interrogatorio e dalle sue risposte determina una serie di dati e informazioni poste a base della successiva rettifica. Si tratta, infatti, di una violazione del principio di affidamento e buona fede che è immanente in tutti i rapporti di diritto pubblico e costituisce uno dei fondamenti dello Stato di diritto nelle sue diverse articolazioni, limitandone l’attività legislativa e amministrativa. Con la conseguenza che le informazioni così acquisite dall’amministrazione non sono utilizzabili e il conseguente accertamento è invalido. Nel momento in cui i verificatori pongono quesiti al contribuente, questi può legittimamente riservarsi di rispondere nei termini previsti dalla legge (non meno di 15 giorni).

Si cancella il disallineamento Fisco-nuovi principi contabili

13 Febbraio 2017

Italia Oggi – Nuovi Bilanci, Andrea Fradeani, pag. 2

L’emendamento governativo al Milleproroghe vuole risolvere il disallineamento fra le nuove regole contabili del D.Lgs. n. 139/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016, e la disciplina in tema di base imponibile IRES e IRAP. Il futuro art. 13-bis, formato da ben tredici commi, non rappresenta un mero intervento emergenziale: la lettera a) del secondo comma, il punto centrale dell'intera novella, cambia difatti i punti cardinali per la determinazione del reddito d'impresa. Viene esteso il regime di derivazione rafforzata degli Ifrs Adopter pure ai soggetti che redigono il bilancio d'esercizio secondo le regole civilistiche: varranno quindi, anche in deroga alle disposizioni dei successivi articoli del Testo unico delle imposte sui redditi, «i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai rispettivi principi contabili». La determinazione della base imponibile IRES dovrà quindi fare necessariamente i conti, allineandosi a essi, con i principi di redazione.

Per chi investe sulle PMI il beneficio fiscale è doppio

13 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco & Risparmio, Stefano Loconte – Cristina Mitidieri, pag. 4

Via all’esenzione fiscale per i «Pir», i nuovi Piani individuali di risparmio, contenitori fiscali introdotti nell'ordinamento con l'esigenza di «indirizzare il risparmio delle famiglie, attualmente concentrato sulla liquidità, verso gli strumenti finanziari di imprese industriali e commerciali italiane ed europee radicate sul territorio italiano per le quali maggiore è il fabbisogno di risorse finanziarie e insufficiente è l'approvvigionamento mediante il canale bancario» (Relazione alla Legge di Bilancio 2017, art. 1, commi 100-114). Si tratta di contenitori idonei ad accogliere tutti gli strumenti finanziari esistenti sul mercato retail, purché l'insieme sia posseduto nel lungo termine (holding period di cinque anni), assemblato seguendo criteri determinati e mediante il coinvolgimento degli intermediari abilitati e delle imprese di assicurazione residenti ovvero di soggetti non residenti ma che operano in Italia mediante stabile organizzazione o rappresentante fiscale. 

Investimenti, deduzioni rigide

13 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Sandro Cerato, pag. 7

L'iper ammortamento resta agganciato alle percentuali di ammortamento tabellare anche se l'imputazione della quota a conto economico è inferiore all'ammortamento fiscale calcolato secondo le predette percentuali. Tale conclusione è in linea con quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate in merito all'applicazione dell'agevolazione del super ammortamento del 40% (Circolare n. 23/E/2016) e che si ritiene replicabile anche in relazione alla nuova agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2017. In relazione alla deduzione del super ammortamento, con la Circolare n. 23/E/2016 l'Agenzia delle Entrate ha confermato che per i beni acquisiti in proprietà la norma agevolativa non impatta in alcun modo sul processo di ammortamento civilistico (art. 2426 c.c. e OIC 16), le cui regole impongono di «spalmare» l'imputazione del costo del bene ammortizzabile lungo la vita utile del bene. Essendo uguale il meccanismo di funzionamento dell'iper ammortamento, anche la maggior deduzione del 150% non transita in alcun modo nel conto economico dell'impresa, ma si concretizza in una variazione in diminuzione nel quadro RF del modello Unico. 

Gruppo IVA al test di convenienza

13 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Benedetto Santacroce, pag. 17

Il gruppo IVA debutta nell’ordinamento nazionale e le imprese devono quindi valutare le sue ricadute e la sua convenienza. Il gruppo IVA, come il consolidato IVA, ha lo scopo di gestire tra le imprese del gruppo la formazione e l’utilizzo del credito che si determina in ragione delle singole attività poste in essere dai partecipanti al gruppo. Per poter aderire al regime del gruppo IVA è necessario fare un’opzione con invio telematico di un modello, che sarà approvato dall’Agenzia delle Entrate. Non è possibile aderire sulla base dei semplici comportamenti dei componenti del gruppo. Il gruppo IVA ha natura di norma nazionale interna. Gli elementi che caratterizzano ulteriormente il gruppo sono il vincolo finanziario economico e organizzativo che deve esistere in modo congiunto tra i componenti del gruppo.

Info al Fisco, ma senza tax credit

10 Febbraio 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse – Andrea Bongi, pag. 29

Niente credito di imposta di 100 euro per coloro i quali affideranno a terzi l'invio dei nuovi dati delle liquidazioni IVA o delle fatture emesse e ricevute, non avendo spese per adeguamento tecnologico. E questo nonostante il contribuente debba far fronte a nuovi adempimenti, finora non previsti. Ciò si ricava dal tenore letterale della disposizione introdotta dall'art. 4 del D.L. 193/2016 che prevede testualmente che tale credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione a decorrere dal 1° gennaio 2018 e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui è stato sostenuto il relativo costo per l'adeguamento tecnologico. Dunque, tutti i contribuenti che affideranno l'invio dei dati delle liquidazioni IVA e delle fatture emesse e ricevute al professionista o all'intermediario di fiducia non sosterranno nessun costo per l'adeguamento tecnologico dei lori sistemi amministrativi per cui saranno, gioco forza, fuori dal perimetro dei soggetti che potranno usufruire del suddetto credito d'imposta.

Manager, movimenti pericolosi

10 Febbraio 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Debora Alberici, pag. 30

La Cassazione, con la sentenza n. 3447/2017, del 9 febbraio, ha affermato che i movimenti bancari sospetti sul conto del manager mettono l'impresa a rischio accertamento: se l'amministratore non riesce a dimostrare che essi hanno origine da vincite al gioco, rendite immobiliari o altri fattori esogeni all'attività dell'impresa, anche quest'ultima potrà subire i controlli del Fisco. I Supremi Giudici hanno asserito che in presenza di accertamenti bancari incombe al contribuente l'onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni sono fiscalmente rilevanti. In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la presunzione legale di reddito societario di movimenti sospetti vincola l'ufficio tributario ad assumere per certo che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al contribuente siano a lui imputabili senza che risulti necessario procedere all'analisi delle singole operazioni.

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